Ca al seno HR+, soppressione degli estrogeni incomplete in alcune donne trattate con exemestane pił triptorelina

La maggior parte delle donne in premenopausa con un cancro al seno positivo per i recettori ormonali (HR+) assegnate al trattamento adiuvante con l'inibitore dell'aromatasi exemestane pił l'analogo del GnRH triptorelina ha mostrato una riduzione dei livelli di estrogeno (estradiolo, E2) al di sotto del limite definito di 2,72 pg/ml durante il primo anno di trattamento, coerente con i livelli riportati nelle pazienti in postmenopausa trattate con inibitori dell'aromatasi.

La maggior parte delle donne in premenopausa con un cancro al seno positivo per i recettori ormonali (HR+) assegnate al trattamento adiuvante con l'inibitore dell'aromatasi exemestane più l’analogo del GnRH triptorelina ha mostrato una riduzione dei livelli di estrogeno (estradiolo, E2) al di sotto del limite definito di 2,72 pg/ml durante il primo anno di trattamento, coerente con i livelli riportati nelle pazienti in postmenopausa trattate con inibitori dell’aromatasi. Tuttavia, almeno una volta durante il primo anno di trattamento, il 17% delle pazienti ha mostrato livelli di E2 superiori a questa soglia. Lo evidenziano i risultati di un'analisi ad interim pianificata in partenza del sottostudio SOFT-EST, da poco pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

"I risultati di questo sottostudio devono essere considerati alla luce dei risultati degli studi SOFT e TEXT" scrivono gli autori, coordinati da Meritxell Bellet, dell’Hospital Vall d'Hebron di Barcellona e membro del SOLTI Group, il gruppo cooperativo che ha condotto lo studio assieme all’International Breast Cancer Study Group.

"L'analisi combinata degli studi SOFT e TEXT ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia nel gruppo trattato con exemestane più soppressione della funzione ovarica rispetto al gruppo trattato con tamoxifene più soppressione della funzione ovarica, mentre lo studio SOFT ha mostrato un beneficio in termini di libertà dal cancro al seno nel gruppo trattato con tamoxifene più soppressione della funzione ovarica rispetto al solo tamoxifene, beneficio che è aumentato ulteriormente con exemestane più soppressione della funzione ovarica nelle pazienti che avevano fatto in precedenza la chemioterapia e in quelle più giovani" ricordano i ricercatori.

"Considerando che il trattamento con un inibitore dell'aromatasi e un analogo del GnRH sarà sempre più adottato, sapere in tempo reale se una paziente presenta una soppressione degli estrogeni non ottimale diventerà importante dal punto di vista clinico" aggiungono.

Il sottostudio appena pubblicato sul Jco ha valutato 116 donne in premenopausa arruolate nello studio SOFT che avevano scelto triptorelina come metodo di soppressione ovarica ed erano poi state assegnate in modo casuale al trattamento con exemestane più triptorelina (86 pazienti) o tamoxifene più triptorelina (30 pazienti). I prelievi ematici sono stati effettuati a 0, 3, 6, 12, 18, 24, 36 e 48 mesi e nell’analisi dei 12 mesi si sono misurati i livelli di E2, estrone (E1) ed estrone solfato (E1S).

Le donne trattate con exemestane più triptorelina hanno mostrato livelli significativamente più bassi di E2, E1 e E1S rispetto a quelle trattate con tamoxifene più triptorelina. Nel gruppo trattato con exemestane le riduzioni mediane dei livelli ormonali sono state costantemente superiori del 95%.

Tuttavia, alcune pazienti assegnate a exemestane avevano ancora livelli di E2 superiori alla soglia di 2,72 pg/ml. A 3 mesi, il 25% delle donne assegnate all’inibitore dell’aromatasi aveva livelli al di sopra di questa soglia, a 6 mesi il 24% e a 12 mesi il 17%.

I ricercatori hanno quindi eseguito un'analisi per identificare i fattori associati alla presenza di livelli di E2 superiori a 2,72 pg/ml, trovando un’associazione con il non aver fatto in precedenza la chemioterapia (P = 0,06), un indice di massa corporea elevato (P = 0,05) e livelli bassi di ormone follicolo-stimolante (FSH ) e ormone luteinizzante (LH) (P <0,01 per entrambi gli ormoni).

"L'analisi dei potenziali fattori predittivi di soppressione subottimale, seppur sperimentale, rafforza il ruolo aggiuntivo dei livelli di FSH e LH per definire meglio uno stato di reale premenopausa, in particolare dopo la chemioterapia, superiore a quello fornito dai livelli di E2 valutati localmente, utilizzati per definire l’ammissibilità allo studio SOFT " scrivono i ricercatori.

"Stabilire in via definitiva la presenza di uno stato di menopausa resta difficile anche con valutazioni in serie degli estrogeni e delle gonadotropine, ed esiste ancora la possibilità di un successivo recupero, come illustrato dai livelli di E2 superiori a 2,72 pg/ml osservati durante il trattamento con triptorelina più exemestane nelle donne con livelli ormonali basali postmenopausali” concludono la Bellet e i colleghi.

Meritxell Bellet, et al. Twelve-Month Estrogen Levels in Premenopausal Women With Hormone Receptor–Positive Breast Cancer Receiving Adjuvant Triptorelin Plus Exemestane or Tamoxifen in the Suppression of Ovarian Function Trial (SOFT): The SOFT-EST Substudy. J Clin Oncol 2016; doi: 10.1200/JCO.2015.61.2259.
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