In un piccolo studio presentato al recente Breast Cancer Symposium di San Francisco, la combinazione della crioablazione preoperatoria più un trattamento con ipilimumab ha portato a percentuali più alte di attivazione immunitaria sistemica rispetto a ciascuno dei due trattamenti da soli in un gruppo di donne con un cancro al seno in fase iniziale.

Ipilimumab è un anticorpo monoclonale diretto contro la proteina CTLA-4, un recettore correlato a una sottoregolazione del sistema immunitario.

Per questo studio, David B. Page, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e altri ricercatori hanno valutato i dati di 18 pazienti con un tumore alla mammella in stadio iniziale, trattate in rapporto 1:1:1 con la crioablazione preoperatoria, con ipilimumab 10mg/kg o con una combinazione dei due trattamenti. Delle partecipanti, 13 erano positive ai recettori ormonali (HR), due erano positive all’HER2 e tre avevano un cancro al seno triplo negativo.

Come potenziale surrogato dell’immnugenicità del tumore, gli autori hanno valutato la densità dei linfociti infiltranti il tumore (TIL). La densità iniziale dei TIL nel campione variava dal 2% al 30%, ma la densità media è risultata maggiore nelle pazienti con un tumore HER2-positivo e in quelle con un tumore triplo negativo rispetto a quelle con malattia HR-positiva (15% contro 5%).

Come indice di una risposta immunitaria sistemica, gli autori hanno considerato aumenti di oltre due volte del costimolatore inducibile (ICOS, un marker della presenza di cellule T CD4+ attivate) e dell'interferone gamma plasmatico, citochina anch’essa associata all'attività delle cellule T.

La maggior parte delle pazienti trattate con la combinazione dei due trattamenti ha mostrato una risposta immunitaria sistemica 30 giorni dopo il trattamento (cinque per quanto riguarda l’ICOS e quattro per l’interferone gamma). Di contro, solo due delle pazienti assegnate a ipilimumab hanno raggiunto livelli elevati di entrambi i marker, mentre nessuna di quella assegnate alla crioablazione ha dimostrato una risposta immunitaria sistemica.

Da notare che i ricercatori hanno osservato aumenti sostenuti sia dell’ICOS sia dell’interferone gamma indipendentemente dalla densità basale dei TIL.

"Questi effetti potenzialmente benefici sul sistema immunitario sono stati osservati in entrambi i sottotipi HR-positivo e HR-negativo, così come nei tumori a bassa o ad alta densità basale di TIL" segnalano i ricercatori.

Pertanto, concludono Page e i golleghi, "questi dati giustificano ulteriori studi sulla combinazione di crioablazione più ipilimumab nel carcinoma mammario in stadio iniziale sia nel sottotipo HR-positivo sia in quello HR-negativo, così come nei tumori che al basale non appaiono immunogeni".


D.B. Page, et al. Tumor and systemic immune responses to preoperative (pre-op) cryoablation (cryo) plus immune therapy with ipilimumab (ipi) in early-stage breast cancer (ESBC). J Clin Oncol 32, 2014 (suppl 26; abstr 64).
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