Ca al seno iniziale, no benefici da un doppio blocco anti-HER2

Nelle pazienti con un cancro al seno HER2-positivo in stadio iniziale, un blocco duplice del recettore HER2 con l'inibitore delle tirosin chinasi lapatinib e l'anticorpo monoclonale trastuzumab si Ŕ tradotto in miglioramenti modesti e non significativi della sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al solo trastuzumab adiuvante nello studio di fase III ALTTO (Adjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization) appena pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology

Nelle pazienti con un cancro al seno HER2-positivo in stadio iniziale, un blocco duplice del recettore HER2 con l’inibitore delle tirosin chinasi lapatinib e l’anticorpo monoclonale trastuzumab si è tradotto in miglioramenti modesti e non significativi della sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al solo trastuzumab adiuvante nello studio di fase III ALTTO (Adjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization) appena pubblicato online sul Journal of Clinical Oncology

L’associazione di lapatinib e trastuzumab ha portato solo a un leggero miglioramento della DFS rispetto al solo trastuzumab (555 eventi di DFS; HR 0,84; IC al 97,5% 0,70-1,02; P = 0,048) e la sopravvivenza globale (OS) a 4 anni è risultata del 95% nel gruppo trattato con lapatinib e trastuzumab e 94% in quello trattato solo con trastuzumab (HR, 0,80; IC al 95% 0,62-1,03; P = 0,078).

Inoltre, il beneficio marginale osservato nel braccio trattato con lapatinib e trastuzumab è stato controbilanciato da una tossicità aggiuntiva causata dall’aggiunta dell’inibitore. L'incidenza della diarrea, per lo più di grado 1 o 2, è risultata maggiore nei bracci trattati con lapatinib ed è stata responsabile dell’interruzione del trattamento nel 4-9% delle pazienti, a seconda del braccio di trattamento con lapatinib. Poco più della metà delle pazienti trattate con lapatinib più trastuzumab ha sviluppato rash cutaneo contro il 20% circa di quelle trattate con il solo trastuzumab.

Gli eventi avversi cardiaci primari o secondari sono stati rari in ogni braccio di trattamento.

Studi precedenti avevano evidenziato un possibile beneficio offerto dal doppio blocco di HER2 nelle pazienti con malattia avanzata pesantemente pretrattate, in particolare nella popolazione con recettori ormonali negativi.

"Non ci aspettavamo di osservare il grado di tossicità (soprattutto la diarrea) che alla fine ha smorzato gli entusiasmi per un possibile impiego di lapatinib nel trattamento adiuvante" scrivono gli autori, coordinati da J. Martine Piccart-Gebhart, docente di oncologia presso l'Université Libre di Bruxelles e direttrice del dipartimento di medicina delJules Bordet Institute di Bruxelles.

Lo studio ALTTO ha coinvolto 8381 pazienti con un carcinoma mammario invasivo non metastatico HER2-positivo, resecato completamente, arruolate tra il giugno 2007 e il luglio 2011 in 945 centri in 44 Paesi.

Le percentuali di OS a 4 anni di circa il 95% evidenziano il costante miglioramento degli outcome clinici nel cancro al seno in fase iniziale. L'aggiunta di lapatinib a trastuzumab adiuvante ha prodotto un effetto modesto, non clinicamente significativo, e ha comportato una tossicità aggiuntiva, concludono i ricercatori. Lo standard di cura, pertanto, resta ad oggi il trattamento adiuvante con trastuzumab per un anno.


M. Piccart-Gebhart, et al. Adjuvant Lapatinib and Trastuzumab for Early Human Epidermal Growth Factor Receptor 2–Positive Breast Cancer: Results From the Randomized Phase III Adjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization Trial. J Clin. Oncol. 2015; doi: 10.1200/JCO.2015.62.1797.
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