Ca al seno, ipocolesterolemizzanti possono migliorare gli outcome in alcune pazienti

Le donne con un cancro al seno in stadio iniziale, con recettori ormonali positivi, che al basale di un ampio studio randomizzato a lungo termine utilizzavano un farmaco ipocolesterolemizzante hanno mostrato caratteristiche del tumore più favorevoli e risultati migliori rispetto a quelle che non ne facevano uso in un'analisi appena pubblicata sul Journal of Clinical Oncology.

Le donne con un cancro al seno in stadio iniziale, con recettori ormonali positivi, che al basale di un ampio studio randomizzato a lungo termine utilizzavano un farmaco ipocolesterolemizzante hanno mostrato caratteristiche del tumore più favorevoli e risultati migliori rispetto a quelle che non ne facevano uso in un’analisi appena pubblicata sul Journal of Clinical Oncology.

I risultati provengono da uno studio osservazionale dello studio BIG 1-98, un trial di fase III, randomizzato e in doppio cieco, condotto dal Breast International Group (BIG), che ha arruolato 8010 donne in postmenopausa con un cancro alla mammella invasivo in fase iniziale, positivo per i recettori ormonali, dal 1998 al 2003.

Gli autori hanno misurato i livelli sistemici di colesterolo totale e l’impiego di farmaci per abbassare il colesterolo all'inizio dello studio e ogni 6 mesi per 5,5 anni. Gli endpoint di interesse erano la sopravvivenza libera da malattia, l’intervallo libero da cancro al seno e l’intervallo libero da recidiva a distanza.

Delle 789 pazienti che avevano iniziato un trattamento ipocolesterolemizzante durante la terapia endocrina, la maggior parte era stata assegnata alla monoterapia con letrozolo (318) e le altre a letrozolo seguito da tamoxifene-letrozolo sequenziali (189), letrozolo-tamoxifene (176) e la monoterapia con tamoxifene (106).

L’aver iniziato a prendere farmaci per abbassare il colesterolo durante la terapia endocrina è risultato associato a un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia (HR 0,79; P = .01), dell’intervallo libero da cancro al seno (HR 0,76; P = 0,02) e dell’intervallo libero da recidiva a distanza (HR 0,74; P = 0,03).

"L’evidenze fornite dal nostro studio osservazionale giustificano il prendere in considerazione un ampio studio prospettico randomizzato  per confermare il valore dell’assunzione di farmaci ipocolesterolemizzanti in concomitanza con la terapia endocrina per il cancro al seno" concludono gli autori, coordinati da Signe Borgquist, dell’Università di Lund, in Svezia,.

Inoltre, aggiungono i ricercatori, “un ulteriore chiarimento degli effetti sugli outcome dell’interazione clinica tra ipocolesterolemizzanti e terapia endocrina - entrambi ampiamente utilizzati dalle pazienti con un cancro al seno - fornirà indicazioni uniche per la progettazione dei prossimi studi".

Borgquist, et al. Cholesterol, Cholesterol-Lowering Medication Use, and Breast Cancer Outcome in the BIG 1-98 Study. J Clin Oncol. 2017; doi:10.1200/JCO.2016.70.3116.
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