Ca al seno, minor rischio di neuropatia periferica da chemio con integratori multivitaminici

Le donne che hanno preso integratori multivitaminici prima che fosse loro diagnosticato un cancro al seno o mentre facevano la chemioterapia sembrano avere meno probabilitÓ di sviluppare i sintomi debilitanti e spesso duraturi della neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia (CIPN). Lo evidenziano i risultati di un ampio studio osservazionale, lo studio DELCaP, appena pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.

Le donne che hanno preso integratori multivitaminici prima che fosse loro diagnosticato un cancro al seno o mentre facevano la chemioterapia sembrano avere meno probabilità di sviluppare i sintomi debilitanti e spesso duraturi della neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia (CIPN). Lo evidenziano i risultati di un ampio studio osservazionale, lo studio DELCaP, appena pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.

In questa ricerca su una coorte di donne affette da un tumore al seno e sottoposte a chemioterapia con paclitaxel nell’ambito dello studio SWOG 0221, quelle che avevano assunto integratori multivitaminici hanno mostrato di avere una probabilità circa del 40% inferiore di subire perdite sensoriali rispetto a coloro che non ne avevano fatto uso.

"Nel nostro studio l'uso di integratori multivitaminici, ma non di vitamine specifiche, si è associato a una riduzione della neurotossicità. Questo vale per l’assunzione sia prima della diagnosi sia, in misura minore, durante la chemioterapia" ha dichiarato l’autrice principale del lavoro, Christine Ambrosone, del Roswell Park Cancer Institute di Buffalo (New York).

I sintomi della CIPN spesso persistono anche dopo la conclusione della chemioterapia e ci sono poche opzioni terapeutiche efficaci. Identificare misure preventive per questo problema è una componente essenziale del miglioramento della qualità della vita per le donne che sopravvivono a un tumore al seno.

Si stima che dal 30% al 40% dei pazienti oncologici che fanno la chemioterapia sviluppino una CIPN, che può costringere a dover ridurre la dose o addirittura a sospendere la chemioterapia.

I sintomi, provocati più frequentemente dai taxani e dai composti a base di platino, possono persistere anche dopo il trattamento e diventare permanenti. Purtroppo, tuttavia, ad oggi non sono noti approcci preventivi.

Nello studio DELCaP, la Ambrosone e i colleghi hanno analizzato una coorte di 1225 pazienti affette da tumore al seno e trattate con paclitaxel nello studio SWOG 0221, alle quali sono stati somministrati questionari riguardanti l'uso di integratori multivitaminici prima della diagnosi e alla diagnosi; dopo 6 mesi dall’ingresso nello studio è stato loro somministrato un secondo questionario per valutare l'utilizzo di questi integratori durante il trattamento.

L'assunzione degli integratori multivitaminici prima della diagnosi è risultata associata a una riduzione dei sintomi di CIPN (OR 0,60) rispetto alla non assunzione, mentre l’assunzione durante la chemio ha mostrato una leggera associazione inversa con la CIPN (OR 0,73). Invece, gli integratori individuali, come la vitamina C, l'acido folico, il calcio, il ferro e l'olio di pesce, non sono sembrati associati al rischio di CIPN prima della diagnosi o durante il trattamento.

"Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio incorporato in un trial di intervento a valutare l'associazione tra l'uso di integratori alimentari e la CIPN indotta dai taxani" scrivono i ricercatori nella discussione. Altri studi hanno valutato l'uso di integratori alimentari in relazione alla prognosi del tumore al seno, ma nella maggioranza di questi studi i dati sono stati ricavati valutando l'assunzione della vitamina in relazione al rischio oppure si è valutata l'assunzione retrospettivamente in pazienti che erano in diversi punti del loro continuum di sopravvivenza, ha detto la Ambrosone.

La ricercatrice ha segnalato che l'assunzione di integratori multivitaminici potrebbe riflettere altri comportamenti delle pazienti in linea con uno stile di vita sano che potrebbero ridurre il rischio di CIPN, piuttosto che l'effetto protettivo dovuto direttamente ai supplementi stessi.

"Fatto importante, non abbiamo ancora informazioni su come gli integratori possano influire sulle recidive e sulla sopravvivenza al cancro al seno, e c’è qualche timore che i supplementi, in particolare gli antiossidanti, possano interferire con l'efficacia dei trattamenti antitumorali. Per questo motivo, in questo momento non si possono formulare raccomandazioni per le pazienti e non sono giustificati cambiamenti della pratica clinica" ha dichiarato la Ambrosone.

Dal momento i risultati dello studio indicano che gli integratori alimentari non hanno effetti negativi sugli outcome del cancro, concludono ricercatori, questo giustifica la realizzazione di studi randomizzati per determinare se si possano utilizzare supplementi specifici per ridurre gli effetti collaterali del trattamento.

G.R. Zirpoli, et al. Supplement Use and Chemotherapy-Induced Peripheral Neuropathy in a Cooperative Group Trial (S0221): The DELCaP Study. J Nat Cancer Inst. 2017;9(12)djx098