MM-302, un agente formato da doxorubicina liposomiale coniugata con un anticorpo, diretto contro il recettore del fattore di crescita epidermico umano di tipo 2 (HER2), in monoterapia o in combinazione con trastuzumab oppure con trastuzumab e ciclofosfamide, ha mostrato un profilo di sicurezza gestibile e risultati incoraggianti in termini di efficacia in un gruppo di donne con un carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, pesantemente pretrattate, in uno studio di fase I.

I risultati di questo trial preliminare sono stati presentati da Patricia LoRusso, dell’Università di Yale, in occasione del recente congresso annuale dell’'American Association for Cancer Research (AACR).

Le pazienti che durante lo studio sono state trattate con almeno 30 mg/m2 di MM-302 più trastuzumab hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana di 7,6 mesi (IC al 95% 3,6-10,9), mentre in quelli trattati con anche ciclofosfamide la PFS mediana è risultata di 10,6 mesi (IC al 95% 1,8-10,6).

"Siamo incoraggiati da questi dati sulla sicurezza e l'attività clinica promettente di MM-302 in donne che hanno esaurito le diverse opzioni terapeutiche disponibili per la loro malattia. I nostri risultati giustificano l'ulteriore valutazione di MM-302 in una popolazione naïve alle antracicline nello studio HERMIONE " afferma la LoRusso in un comunicato stampa.

HERMIONE è uno studio di fase II in cui si sta valutando la combinazione di MM-302 30 mg/m2 ogni 3 settimane in combinazione con trastuzumab in donne con un  con un carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico. La sperimentazione è stata avviata su input della Food and Drug Administration a supporto di un’eventuale richiesta di approvazione accelerata che potrebbe essere presentata da Merrimack Pharmaceuticals, la biotech che sta sviluppando MM-302. Il trial dovrebe arrivare ad arruolare circa 250 pazienti

Lo studio presentato al congresso dell’AACR, invece, ha coinvolto 69 donne con un carcinoma mammario metastatico HER2-positivo già sottoposte a una mediana di quattro regimi di trattamento. Le partecipanti sono state assegnate a quattro diversi bracci: uno trattato con il solo MM-302 a dosaggi pari a 8, 16, 30, 40 e 50 mg/2 ogni 4 settimane; il secondo trattato con MM-302 a dosaggi pari a 30 e 40 mg/m2 ogni 4 settimane più trastuzumab a 4 mg/kg ogni 2 settimane; il terzo trattato con MM-302 a un dosaggio pari a 30 mg/m2 ogni 3 settimane più tastuzumab 6 mg/kg ogni 3 settimane; il quarto, infine, trattato con MM-302 a un dosaggio pari a 30 mg/m2 ogni 3 settimane più trastuzumab 6 mg/kg ogni 3 settimane e ciclofosfamide 450 mg/m2 ogni 3 settimane.

Il 12% delle pazienti ha risposto al trattamento con almeno 30 mg/m2 del farmaco sperimentale da solo o in combinazione con trastuzumab.

Solo una partecipante ha mostrato una tossicità dose-limitante, rappresentata da neutropenia febbrile, e non è stata raggiunta la dose massima tollerata.

L’evento avverso più comune di grado 3/4 è risultato la neutropenia, che si è manifestata in otto pazienti. Gli eventi avversi che hanno avuto un’incidenza superiore al 20% sono stati stitichezza, tosse, calo dell'appetito, diarrea, dispnea, affaticamento, nausea, neutropenia, stomatite e vomito.

Per quanto riguarda gli eventi avversi a carico del cuore, i ricercatori hanno trovato riduzioni della frazione di eiezione del ventricolo sinistro al di sotto del 50% o una riduzione rispetto al valore basale superiore al 10% in sei pazienti (il 9%). Una, inoltre, ha manifestato uno scompenso cardiaco di grado 1 che l’ha costretta a interrompere il trattamento.