Sono stati appena pubblicati su Lancet Oncology i risultati del primo studio su larga scala di screening delle alterazioni del genoma in pazienti con un cancro al seno in stadio avanzato. L'analisi delle sequenze ha portato i ricercatori – un gruppo francese, coordinato da Fabrice André, dell’Institut Gustave Roussy di Villejuif, a identificare un sottogruppo di donne che hanno maggiore probabilità di beneficiare di una terapia personalizzata specifica. Questi approcci di terapia personalizzata sono attualmente in fase di sperimentazione in studi clinici nel 13% delle 423 pazienti incluse nel lavoro appena uscito.

L' analisi potrebbe aiutare gli oncologi medici a scegliere i trattamenti con maggiore precisione, basandosi sul profilo genetico del tumore.

"La scoperta chiave è che è possibile dare una terapia personalizzata utilizzando un approccio genomico su larga scala, a livello nazionale" ha detto André. Lo studio dimostra, infatti, che analizzando l' intero genoma si potrebbero identificare aberrazioni genetiche frequenti e rare e che ciò potrebbe essere fattibile nella pratica clinica.

Studi precedenti, invece, avevano analizzato solo un piccolo sottoinsieme di geni per identificare  potenziali opzioni terapeutiche, perdendo la possibilità di identificare mutazioni nuove e non che si potrebbero colpire con terapie sperimentali o già disponibili.

"L'implicazione principale del nostro lavoro è che bisogna smetterla di testare solo singoli geni e occorre invece passare a test multigenici che permettono di identificare un maggior numero di target " ha proseguito André.

L’analisi appena pubblicata fa parte dello studio SAFIR01/UNICANCER, volto a dimostrare la fattibilità di uno screening molecolare mirato a identificare le pazienti portatrici di anomalie genetiche che le rendono idonee a partecipare a trial clinici preliminari su farmaci mirati.

Per raggiungere quest’obiettivo, 18 centri transalpini hanno arruolato 423 pazienti che avevano un cancro al seno metastatico, di cui 407 sottoposte a una biopsia poi analizzata dai ricercatori.

L’analisi del cariotipo molecolare (nota anche come analisi array-CGH) ha dato un risultato valido nel 67% delle pazienti, mentre il metodo di Sanger nel 70% di esse. Dalle analisi è emerso che il 46% delle 423 donne aveva un'alterazione genomica che poteva costituire un bersaglio terapeutico e il 39% un’alterazione rara per la quale non esistono né terapie già disponibili né agenti in fase di sviluppo. La mutazione più frequente (trovata nel 25% delle alterazioni genetiche identificate) è stata rinvenuta nel gene PIK3CA.

Nei tumori di 55 pazienti (13%) sono state trovate aberrazioni genetiche che le rendevano idonee alla sperimentazione di farmaci  mirati. Da segnalare, tuttavia, che questa percentuale non raggiunge la soglia predefinita del comitato direttivo dello studio (30%) di pazienti che dovrebbero essere arruolate negli studi sui farmaci a bersaglio molecolare sulla base dell'analisi genomica.

Delle 55 pazienti candidabili a un trial clinico, ne sono state effettivamente arruolate 43, trattate con inibitori mirati di EGFR, AKT2 , IGF1R  o del pathway del FGF. Di queste, quattro (il 9%) hanno avuto una risposta obiettiva.

Secondo Charles Swanton, del Cancer Research UK London Research Institute, autore dell’editoriale di commento, la bassa percentuale di risposta potrebbe essere correlata al fatto che le pazienti erano già state sottoposte a molteplici linee di terapia.

Anche se da questo studio non è derivato alcun beneficio clinico significativo, André ha detto che lui e i suoi colleghi all’inizio erano addirittura scettici sulla fattibilità del loro studio di analisi genomica, obiettivo che, invece, sono poi riusciti a raggiungere nell’arco di 16 mesi.

"In considerazione delle sfide evidenziate dallo studio SAFIR-01, occorre continuare a integrare gli sforzi per accelerare le analisi genomiche per la medicina personalizzata nel contesto di studi clinici … al fine di fornire benefici misurabili alle pazienti ", ha concluso Swanton nel suo editoriale, aggiungendo che “i risultati di SAFIR -01 rappresentano un primo importante passo lungo questo percorso".

André e altri autori stanno ora conducendo un trial randomizzato che in cui si sta confrontando questo approccio di precisione basato sull’analisi genomica con la cura standard. "C’è bisogno di studi randomizzati prima di implementare quest’approccio” ha detto il ricercatore.

F. André, et al. Comparative genomic hybridisation array and DNA sequencing to direct treatment of metastatic breast cancer: a multicentre, prospective trial (SAFIR01/UNICANCER). The Lancet Oncology 2014; 15,(3)_267-74. Doi:10.1016/S1470-2045(13)70611-9.
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