Ca al seno, possibile ruolo del microbioma mammario

I batteri che si trovano all'interno del tessuto mammario potrebbero avere un ruolo nella prevenzione e nella progressione del cancro al seno. In uno studio pubblicato di recente su Applied and Environmental Microbiology, infatti, un gruppo della Western University e dell'Health Institute Lawson Research di London, in Ontario, ha soperto che il tessuto mammario sano conteneva una quantitą maggiore di batteri benefici, mentre quello delle donne con un cancro al seno ospitava una percentuale pił alta di batteri dei generi Bacillus, Enterobacteriaceae e Staphylococcus.

I batteri che si trovano all'interno del tessuto mammario potrebbero avere un ruolo nella prevenzione e nella progressione del cancro al seno. In uno studio pubblicato di recente su Applied and Environmental Microbiology, infatti, un gruppo della Western University e dell’Health Institute Lawson Research di London, in Ontario, ha soperto che il tessuto mammario sano conteneva una quantità maggiore di batteri benefici, mentre quello delle donne con un cancro al seno ospitava una percentuale più alta di batteri dei generi Bacillus, Enterobacteriaceae e Staphylococcus.

Il lavoro suggerisce che all'interno del tessuto mammario possono essere presenti tipi diversi di batteri e che nelle biopsie delle pazienti colpite da un cancro al seno, rispetto a quelle delle donne sane, potrebbero esserci alcuni batteri che in vitro sono risultati associati a un grado maggiore di danno al DNA.

In questo studio, inoltre, le biopsie delle pazienti affette da un tumore al seno presentavano livelli più bassi di batteri lattici rispetto a quelle delle donne sane ed è stato dimostrato che questi batteri hanno effetti benefici per la salute, tra cui un’attività antitumorale.

Tali risultati, secondo gli autori, dimostrano che il microbioma del tessuto mammario potrebbe essere un fattore coinvolto nella modificazione del rischio di sviluppare un cancro al seno.

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il microbioma del seno e il microbioma del tessuto sano adiacente di 45 donne che erano state operate per asportare un tumore al seno, confrontando questi campioni con campioni di tessuto mammario di 13 donne con tumori benigni della mammella e 23 donne senza segni di cancro, che erano però state sottoposte a una mastoplastica additiva o riduttiva. Il team ha utilizzato il sequenziamento del DNA per identificare lo spettro di specie batteriche presenti in ogni campione tissutale e le tecniche di coltura in vitro per confermare che i microrganismi presenti all'interno del tessuto erano vivi.

Nelle donne con un cancro al seno sono stati trovati livelli più alti di batteri noti per indurre danni al DNA sotto forma di rotture della doppia elica in cellule umane in coltura, mentre i batteri associati a effetti benefici, come Lactococccus e Streptococcus, sono risultati più abbondanti nei campioni prelevati dalle donne sane.

Un potenziale caveat del lavoro è la discrepanza di età tra il gruppo delle donne malate e quello delle donne sane. L'età media delle pazienti malate di cancro era, infatti di 62 anni, contro 49 anni nel gruppo delle sane e 38 anni in quello delle donne affette da un tumore benigno. Tuttavia, secondo gli autori, è improbabile che l'età possa giocare un ruolo importante nello studio perché le differenze nella composizione batterica del tumore benigno e del tessuto sano non sono risultate statisticamente significative.

"Sapere che il rischio di tumore al seno si riduce con l'allattamento al seno mi ha portato a chiedermi il perché, soprattutto in considerazione del microrganismi benefici presenti nel latte umano" ha detto l’autore senior del lavoro, Gregor Reid, in un’intervista. "La nostra scoperta della presenza di batteri in ognuna delle sedi che abbiamo valutato è affascinante e il fatto che nelle donne colpite dal cancro ne abbiamo trovati di tipi diversi rispetto a quelli trovati nelle donne sane porta a chiedersi quale potrebbe essere il loro ruolo in quella situazione" ha aggiunto il ricercatore.

Secondo Reid, inoltre, il loro studio "apre la porta alla possibilità di valutare se l'uso di probiotici possa alterare il microbioma del seno e influire in qualche modo sul rischio futuro di cancro".

C. Urbaniak, et al. The microbiota of breast tissue and its association with tumours. Appl Environ Microbiol. 2016; doi: 10.1128/AEM.01235-16
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