Ca al seno, ribociclib aggiunto a letrozolo passa l'esame in fase III

La combinazione dell'inibitore di CDK4/6 ribociclib (LEE011) e dell'inibitore dell'aromatasi letrozolo ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo letrozolo in un gruppo di pazienti con carcinoma mammario avanzato positivo ai recettori ormonali (HR+), ma negativo per il recettore HER2 (HER2). È quanto accaduto nello studio di fase III MONALEESA-2, i cui risultati sono stati preannunciati da Novartis con un comunicato stampa.

La combinazione dell’inibitore di CDK4/6 ribociclib (LEE011) e dell’inibitore dell’aromatasi letrozolo ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo letrozolo in un gruppo di pazienti con carcinoma mammario avanzato positivo ai recettori ormonali (HR+), ma negativo per il recettore HER2 (HER2). È quanto accaduto nello studio di fase III MONALEESA-2, i cui risultati sono stati preannunciati da Novartis con un comunicato stampa.

Il miglioramento della PFS è stato evidenziato in un’analisi ad interim effettuata da un comitato di monitoraggio dei dati indipendente, che ha raccomandato di interrompere lo studio prima di quanto previsto dal protocollo. I dati completi dello studio non sono ancora stati comunicati e saranno presentati in uno dei prossimi congressi del settore, fa sapere Novartis.

Lo studio ha coinvolto 668 donne in postmenopausa con un carcinoma mammario avanzato, non ancora sottoposte ad alcuna terapia per la malattia avanzata. Le partecipanti sono state trattate con letrozolo 2,5 mg/die assieme con un placebo o ribociclib 600 mg/die per 3 settimane, seguite da una settimana di riposo. L'endpoint primario dello studio era la PFS, mentre gli outcome secondari comprendevano la sopravvivenza globale (OS), la percentuale di risposta complessiva e la sicurezza.

Gli eventi avversi osservati nello studio sono risultati in linea con quelli degli studi precedenti su ribociclib. Anche se lo studio è stato interrotto, fa sapere l’azienda, gli sperimentatori continueranno a valutare i dati relativi all’OS e Novartis avvierà i contatti con la Food and Drug Administration e le altre agenzie regolatorie per ottenere l‘approvazione del farmaco in questo setting.

Prima di questo studio di fase III, uno studio di fase Ib aveva valutato la combinazione di letrozolo con ribociclib in 13 pazienti oppure l'inibitore della PI3K alfa alpelisib. L'età media delle pazienti arruolate nel braccio trattato con letrozolo più ribociclib era di 58 anni e il 31% era già stato sottoposto ad almeno cinque regimi precedenti, che nell’85% dei casi comprendeva la terapia endocrina. La mediana di terapie già effettuate era pari a 3.

Una paziente (7,7%) aveva mostrato una risposta parziale e tre una stabilizzazione della malattia, con una percentuale di controllo della malattia del 31%. Altre cinque pazienti non avevano una malattia misurabile e non erano in progressione mentre in tre di esse il tumore aveva continuato a crescere.

I più comuni eventi avversi di qualsiasi grado erano risultati la neutropenia (con un’incidenza dell’85%), la nausea (39%), la leucopenia (39%), l’affaticamento (23%), l’anemia (23%), la linfopenia (23%) e l’aumento della creatinina (15%). I più comuni eventi avversi di grado 3/4 erano stati la neutropenia (46%), la linfopenia (23%) e la leucopenia (15%), tutti sospettati di essere correlati al trattamento.

Ribociclib è attualmente protagonista di un certo numero di studi clinici su pazienti con un cancro al seno. Per esempio, nel trial di fase III MONALEESA-3 si sta valutando la combinazione di ribociclib con fulvestrant nelle pazienti con carcinoma mammario avanzato già trattate in precedenza con la terapia endocrina. L'endpoint primario dello studio è la PFS e gli sperimentatori prevedono di arruolare 660 partecipanti (NCT02422615).

Nelle studio di fase III MONALEESA-7 attualmente in corso, invece, si sta studiando ribociclib in combinazione con tamoxifene e goserelin o un inibitore dell'aromatasi non steroideo e goserelin in pazienti con un cancro al seno avanzato HR+/HER2. Anche in questo caso, l'endpoint primario dello studio, che punta ad arruolare 660 pazienti, è la PFS (NCT02278120).

"Lo studio MONALEESA-7 è il primo progettato specificamente per le pazienti non ancora in menopausa, un ambito del quale non sappiamo molto" ha detto l’autore principale, Debu Tripathy, dell’MD Anderson Cancer Center di Houston. "Qui, il trattamento è tamoxifene o un inibitore dell'aromatasi, ma le pazienti sono trattate anche con goserelin per ottenere una soppressione ovarica farmacologica. Se le pazienti non sono state sottoposte in precedenza alla terapia ormonale nel setting adiuvante, si può scegliere fra tamoxifene o un inibitore dell'aromatasi; invece, se sono state trattate di recente con tamoxifene o un inibitore dell'aromatasi, potranno essere trattate con un farmaco alternativo" ha aggiunto l’oncologo.

Inoltre, uno studio di fase II sta valutando un trattamento neoadiuvante con letrozolo e ribociclib per le pazienti con un cancro al seno in fase iniziale ER+/HER2. Nel trial si sta valutando come endpoint primario la percentuale di punteggio dell’indice prognostico endocrino preoperatorio pari a 0, mentre la risposta patologica completa è un endpoint secondario (NCT02712723).