Ca al seno, rischio di cardiotossicitÓ da antracicline superiore nelle donne obese o in sovrappeso

Nelle donne affette da un tumore al seno trattate con antracicline e/o trastuzumab, l'essere in sovrappeso o obese Ŕ risultato associato a un rischio significativamente maggiore di sviluppare cardiotossicitÓ in una metanalisi pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Nelle donne affette da un tumore al seno trattate con antracicline e/o trastuzumab, l’essere in sovrappeso o obese è risultato associato a un rischio significativamente maggiore di sviluppare cardiotossicità in una metanalisi pubblicata di recente sul Journal of Clinical Oncology.

La cardiotossicità è un effetto collaterale noto delle antracicline, una classe di agenti chemioterapici ampiamente usati per trattare molti tipi di tumori, tra cui il tumore al seno. Inoltre, le persone che sono in sovrappeso o obesw hanno un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Tuttavia, spiegano gli autori nell’introduzione, la suscettibilità di queste persone alla cardiotossicità indotta dalla chemioterapia finora era stata poco studiata.

Per questo motivo, i ricercatori, coordinati da Charles Guenancia, dell’Università di Digione, in Francia,  hanno provato a "esplorare in modo più approfondito l'influenza del sovrappeso e dell’obesità come fattori aggravanti nello sviluppo di cardiotossicità", in particolare nelle pazienti che erano state trattate con antracicline e/o trastuzumab nell’ambito del loro trattamento antitumorale ed erano quindi a maggior rischio di sviluppare eventi avversi cardiaci.

I risultati sono il frutto di una metanalisi di 15 studi di coorte prospettici o retrospettivi pubblicati in cui erano stati valutati o comunque riportati i dati sull'associazione tra sovrappeso e/o obesità e cardiotossicità derivante dall'utilizzo di antracicline e/o trastuzumab nel trattamento del tumore al seno localizzato o metastatico. Nel loro insieme, i 15 studi avevano coinvolto 8745 pazienti affette da un tumore al seno.

Nel complesso, il tasso medio di cardiotossicità è risultato del 17% (IC al 95% 11% -25%). Nelle pazienti trattate con solo antracicline (3898) il tasso medio di cardiotossicità è risultato del 20% (IC al 95% 5% -43%), mentre in quelle trattati con trastuzumab con o senza antracicline (4847) il tasso di cardiotossicità è risultato più basso, e pari al 16% (IC al 95% 10% -24%).

Il sovrappeso, definito come un punteggio dell’indice di massa corporea (BMI) compreso fra 25 e 29,9, è risultato associato a un aumento del rischio di cardiotossicità, con un odds ratio (OR) pari a 1,15 (IC al 95% 0,83-1,58), mentre l'obesità, definita come un punteggio del BMI pari a 30 o superiore, è risultato associato a un aumento del rischio di cardiotossicità, con un OR pari a 1,47 (IC al 95% 0,95-2,28). L’obesità e il sovrappeso nel loro insieme sono risultate associate a un aumento del rischio di cardiotossicità con un OR pari a 1,38 (IC al 95% 1,06-1,80).

L'associazione tra BMI e rischio di cardiotossicità è risultata indipendente dal disegno dello studio, dall’anno di pubblicazione, dal regime farmacologico (sole antracicline versus antracicline e trastuzumab in sequenza) e dalle definizioni di cardiotossicità o sovrappeso.

Guenancia e i colleghi scrivono che non c’erano evidenze di bias di pubblicazione, ma avvertono di non aver potuto distinguere nel loro studio il contributo dei fattori di rischio cardiovascolare legati all’obesità da quello dell’obesità in sé.

In ogni caso, concludono i ricercatori, “i nostri risultati, in un’analisi in gran parte non aggiustata, suggeriscono che il sovrappeso o l’obesità sono fattori di rischio di cardiotossicità da antracicline e da antracicline e trastuzumab in sequenza”.


C. Guenancia, et al. Obesity as a Risk Factor for Anthracyclines and Trastuzumab Cardiotoxicity in Breast Cancer: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.67.4846
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