Le donne colpite da un cancro al seno e sottoposte per questo a una chemioterapia sono a rischio di riportare lievi deficit cognitivi dopo il trattamento, stando ai risultati di una metanalisi appena pubblicata online sul Journal of Clinical Oncology.

Nell’introduzione, gli autori (guidati da Heather S.L. Jim, del , Moffitt Cancer Center di Tampa, in Florida) fanno notare che le evidenze attualmente disponibili sui deficit cognitivi nei pazienti che hanno fatto una chemioterapia sono contraddittorie, almeno sul lungo termine, e che le precedenti metanalisi non si erano focalizzate nello specifico sul periodo immediatamente successivo alla chemioterapia e non hanno incluso diversi studi pubblicati di recente. Infatti, scrivono i ricercatori, anche se questa è un'area di ricerca molto attiva, le ultime metanalisi risalivano al 2006.
Invece, ha spiegato la Jim, “l'obiettivo della nostra analisi era fare chiarezza sui risultati relativi al funzionamento cognitivo nelle donne sopravvissute al cancro al seno e sottoposte a una chemio almeno 6 mesi prima".

La metanalisi appena pubblicata, che ha incluso 17 studi, per un totale di 807 pazienti, ha evidenziato che le partecipanti trattate con la chemio hanno riportato dei deficit nelle funzioni cognitive sia rispetto alla loro situazione basale prima del trattamento sia rispetto ai controlli (non trattati con la chemio), deficit consistenti in lievi disturbi nelle abilità verbali, per esempio una difficoltà nello scegliere le parole (P < 0,01) e in quelle visuo-spaziali, come il perdersi più facilmente (P < 0,01).
Inoltre, lo studio ha evidenziato che il funzionamento cognitivo varia nelle donne sopravvissute, tanto che alcune non hanno segnalato alcun danno, mentre altre hanno riportato deficit più gravi.

"L’analisi ha indicato che le pazienti trattati in precedenza con la chemioterapia hanno ottenuto risultati significativamente peggiori nei test di abilità verbali e in quelli sulle abilità visuo-spaziali rispetto alle donne che non hanno avuto il cancro", ha detto il co-autore Paul B. Jacobsen, sempre dello Moffitt Cancer Center.

"Le pazienti con un tumore alla mammella sottoposte alla chemioterapia che riportano successivamente dei deficit cognitivi devono essere affidate a un neuropsicologo per la valutazione e la gestione di tali deficit", ha aggiunto la Jim. "La gestione di solito richiede di sviluppare una consapevolezza delle situazioni in cui possono nascere le difficoltà cognitive, in modo da poter elaborare strategie per compensarle. Diversi studi mostrano che tali strategie possono fare una grossa differenza nello svolgimento della vita quotidiana quando insorgono queste difficoltà".

H.S.L. Jim, et al. Meta-Analysis of Cognitive Functioning in Breast Cancer Survivors Previously Treated With Standard-Dose Chemotherapy. J Clin Oncol. 2012; published online on August 27, 2012; doiI:10.1200/JCO.2011.39.564
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