Nelle donne con un cancro al seno triplo-negativo, la presenza di linfociti infiltranti (sia stromali sia intratumorali) è predittiva della risposta alla chemioterapia a base di platino. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Eastern Cooperative Oncology Group (uno dei gruppi cooperativi più importanti degli Stati Uniti), con uno studio di cui si parlerà in occasione dell’imminente congresso dell’American Society for Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

"Il cancro al seno triplo negativo tende ad essere più aggressivo rispetto ad altri tipi di tumori al seno ed essere in grado di predire la risposta alla terapia potrebbe avere un impatto notevole sia sulle decisioni terapeutiche sia sugli outcome della paziente " spiega la prima firmataria dello studio Shaveta Vinayak, del Seidman Cancer Center della Case Western University di Cleveland, in un comunicato stampa diffuso dall’ateneo americano.

"La nostra ricerca mostra che la presenza di linfociti nel tumore prima di somministrare la chemioterapia potrebbe essere un fattore predittivo di risposta alla terapia a base di platino” aggiunge l’oncologa.

I tumori al seno tripli negativi sono così detti perché non esprimono i recettori degli estrogeni o del progesterone e non mostrano alcuna sovraespressione della proteina HER2 sulla superficie delle cellule tumorali. Questa caratteristica li rende più difficili da trattare perché le terapie ormonali e i farmaci anti-HER2 in questi casi non funzionano. Il fatto è particolarmente grave perché queste forme hanno una prevalenza più alta nelle donne giovani.

Lo studio PrECOG 0105, un trial di fase II su 80 pazienti con tumore al seno triplo negativo o con mutazioni di BRCA1/2, presentato al congresso ASCO dello scorso anno, ha dimostrato che con il trattamento neoadiuvante con carboplatino, gemcitabina e iniparib si possono ottnere buone percentuali di risposta.

Sono attualmente in corso anche altri studi sull’utilizzo di terapie a base di platino nel cancro al seno triplo negativo ed è quindi importante poter disporre di marker predittivi della risposta al trattamento per poter selezionare al meglio le pazienti da destinare a queste cure.

Nel caso del tumore triplo negativo, infatti, si ricorre spesso alla chemioterapia neoadiuvante. La sua efficacia, però, è estremamente variabile e ad oggi non è possibile stabilire a priori su quali donne funzionerà.

Lo studio che sarà presentato al congresso di quest’anno è un lavoro correlato allo studio PrECOG 0105, nel quale gli autori hanno valutato l’associazione tra la presenza nel tumore di linfociti infiltranti prima della chemio e la risposta patologica, il genotipo BRCA1/2 e il profillo di espressione genica (compresi i sottotipi tumorali).

L’analisi ha riguardato 70 pazienti che avevano fatto almeno quattro dei sei cicli previsti di chemio, con un età media di 47 anni e una dimensione media del tumore di 3,2 cm. Il 20% aveva mutazioni di BRCA1/2 e il 48% linfonodi positivi. Il 76% dei tumori aveva almeno un 10% di linfociti infiltranti stromali (range 10-80%) e il 31% almeno un 10% di linfociti infiltranti intratumorali (range 10-40%). Il 13% delle pazienti, invece, aveva tumori con almeno un 50% di linfociti.

La risposta patologica completa risultata più elevata nelle donne di quest’ultimo gruppo (56%), mentre in quelle con quantità inferiori di linfociti infiltranti è risultata più bassa (38%), anche se non significativamente diversa (P = 0,47).

Inoltre, si è trovata un’associazione significativa tra linfociti infiltranti e sottotipo tumorale, con la frequenza maggiore osservata nel sottotipo immunomodulante (IM). Nel caso dei linfociti stromali, la frequenza è risultata del 40% nel sottotipo IM, 15% nel BL1, 20% nel BL2, 10% nel LAR 0% nell’M e 10% nell’MSL (P = 0,0005).

Queste informazioni potrebbero quindi fornire agli oncologi un nuovo strumento utile per personalizzare la terapia nelle donne che hanno un cancro al seno triplo negativo.

S. Vinayak, et al. Association of increased tumor-infiltrating lymphocytes (TILs) with immunomodulatory (IM) triple-negative breast cancer (TNBC) subtype and response to neoadjuvant platinum-based therapy in PrECOG0105. ASCO 2014; abstract 1000^.
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Alessandra Terzaghi