Ca al seno triplo negativo metastatico, biopsia liquida può predire la sopravvivenza

La biopsia liquida potrebbe essere utile per prevere gli outcome di sopravvivenza tra le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico. Lo suggeriscono i dati di uno studio retrospettivo pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

La biopsia liquida potrebbe essere utile per prevere gli outcome di sopravvivenza tra le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico. Lo suggeriscono i dati di uno studio retrospettivo pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

"Tradizionalmente, per eseguire un sequenziamento dell'intero genoma che potrebbe rivelare la presenza di potenziali mutazioni driver in una data paziente servirebbe una biopsia tissutale. Nelle donne che hanno un carcinoma mammario metastatico, tuttavia, la biopsia tissutale può essere rischiosa o dolorosa" spiega in un comunicato stampa il primo firmatario dello studio, Daniel Stover, dell'Ohio State University Comprehensive Cancer Center di Columbus.

"Poter eseguire questo tipo di analisi genomica con un semplice prelievo di sangue ci consente di ottenere un'immagine delle caratteristiche genomiche dello specifico tumore di una paziente in modo meno invasivo" aggiunge l’autore.

Il cancro al seno triplo negativo è caratterizzato da poche mutazioni, ma da estese alterazioni del numero di copie somatiche (somatic copy number alteration, SCNA). Tuttavia, si sa poco riguardo alla presenza di SNCA nel cancro al seno triplo negativo metastatico.

Nel loro studio, i ricercatori hanno quindi cercato di valutare la presenza di SNCA in pazienti con nel cancro al seno triplo negativo metastatico esclusivamente tramite la valutazione del DNA libero circolante con la biopsia liquida e di stabilire se la frazione di DNA tumorale nel DNA libero circolante sia associata alla sopravvivenza globale (OS) in questa popolazione di pazienti.

Stover e i colleghi hanno quindi identificato 164 donne con carcinoma mammario triplo negativo metastatico comprovato dalla biopsia, tutte sottoposte la precedenza alla chemioterapia nel setting (neo)adiuvante o metastatico e hanno effettuato il sequenziamento dell'intero genoma del DNA libero circolante nel plasma.

Gli autori hanno determinato la frazione tumorale del DNA libero circolante nella maggior parte delle pazienti (il 96,3%) e le SNCA per oltre la metà (il 63,9%).

Le analisi hanno evidenziato che i tumori primari e metastatici avevano una percentuale di genoma alterato e profili di numeri di copie "notevolmente simili".

Alcune SNCA sono risultate più frequenti nei carcinomi mammari triplo-negativi metastatici rispetto ai tumori primari o ai carcinomi mammari triplo-negativo primari. Queste alterazioni comprendevano aumenti cromosomici dei geni NOTCH2, AKT2 e AKT3.

Più della metà delle pazienti (il 64%) aveva una frazione tumorale nel DNA libero circolante del 10% o superiore. Nelle pazienti metastatiche questa soglia è risultata associata a un’OS significativamente inferiore rispetto alla presenza di una frazione di DNA tumorale inferiore (6,4 mesi contro 15,9 mesi; P < 0,001). Inoltre, quest’associazione è rimasta significativa indipendentemente dai fattori clinico-patologici (HR 2,14; IC al 95% 1,4-3,8).

"Questi sono dati interessanti e importanti che potrebbero aiutarci a capire come potrebbe progredire il tumore di una data paziente e, in ultima analisi, potrebbero avere le potenzialità per orientare le decisioni di trattamento sulla base di specifici fattori di rischio genomico" sottolinea Stover.

Questi risultati, scrivono in un editoriale di commento Andjelija Zivanovic Bujak e Sarah-Jane Dawson, del Peter MacCallum Cancer Center e dell'Università di Melbourne, "potrebbero avere importanti implicazioni per la gestione delle pazienti".

"L'era della caratterizzazione molecolare completa promette di spianare la strada" sostengono le due esperte. "A questo proposito, la profilazione del DNA tumorale circolante offre nuove opportunità per studiare le caratteristiche genomiche del tumore sottostante e fornire contemporaneamente informazioni prognostiche per svelare la complessità di questa malattia".

D.G. Stover, et al. Association of Cell-Free DNA Tumor Fraction and Somatic Copy Number Alterations With Survival in Metastatic Triple-Negative Breast Cancer. J Clin Oncol. 2018; doi:10.1200/JCO.2017.76.0033.
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