L'aggiunta di carboplatino alla chemioterapia neoadiuvante standard ha aumentato le percentuali di risposta patologica completa in pazienti con un cancro al seno triplo negativo (TNBC) nello studio multicentrico di fase II CALGB/Alliance 40603.

I dati di efficacia su bevacizumab, nello stesso studio, sono risultati meno positivi e si è visto che il trattamento con l’anticorpo si associa a un aumento della tossicità. I dati sono stati presentati in occasione dell’ultimo San Antonio Breast Cancer Symposium.

"Le percentuali di risposta patologica completa sono aumentate chiaramente sia con bevacizumab sia con carboplatino, ma nel braccio bevacizumab gli effetti collaterali sono stati più preoccupanti" ha detto il primo autore William M. Sikov, della Brown University di Providence.

La chemioterapia neoadiuvante con antracicline e taxani porta a ottenere una risposta patologica completa in circa un terzo delle pazienti con TNBC e il raggiungimento di quest’obiettivo si associa a una maggiore sopravvivenza, sia globale sia libera da recidiva. Nella malattia tripla negativa avanzata, gli analoghi del platino hanno attività anti-tumorale e l'aggiunta di bevacizumab aumenta le percentuali di risposta e il tempo alla progressione.

Sulla base di questi presupposti, gli autori dello studio CALGB 40603 hanno provato a valutare se l'aggiunta di carboplatino, bevacizumab o entrambi alla chemioterapia neoadiuvante standard potesse aumentare in modo significativo le percentuali di risposta patologica completa in 454 pazienti con TNBC in stadio II/III.

Le partecipanti sono state trattate secondo uno schema 2x2 con paclitaxel settimanale per 12 cicli più antraciclina/ciclofosfamide dose-dense da sole o con aggiunta di bevacizumab ogni 2 settimane per 9 cicli, carboplatino AUC 6 ogni 3 settimane per 4 cicli o la combinazione di bevacizumab e carboplatino. L'endpoint primario era la risposta patologica nella mammella mentre l’endpoint secondario era la risposta patologica completa nella mammella e nell'ascella. Lo studio non aveva la potenza statistica per rilevare una differenza nella sopravvivenza libera da recidiva o nella sopravvivenza globale.
I ricercatori hanno valutato l'effetto di carboplatino in tutti i pazienti trattati con questo agente (da solo o in combinazione) e lo stesso hanno fatto per bevacizumab.

"L'aggiunta di carboplatino alla chemioterapia neoadiuvante standard ha aumentato in modo significativo la  percentuale di risposta patologica completa a livello del seno e anche a livello di seno più ascella" ha riferito Sikov.

La percentuale di risposta patologica completa nella mammella è risultata del 60% nelle pazienti trattate con carboplatino e del 46% nelle pazienti non trattate con carboplatino, con un incremento del 76% (P = 0,0018), mentre quella a livello di seno e ascella è risultata rispettivamente del 54% e 41%, pari a un aumento del 71% ( P = 0,0029).

Anche l'aggiunta di bevacizumab si è associata a un miglioramento della percentuale di risposta patologica completa nella sola mammella (non nell'ascella), che è stata del 59% nel braccio bevacizumab contro 48% nel braccio di controllo, pari a un aumento del 58% ( P = 0,0089 ), mentre quella a livello di seno e ascella è risultata rispettivamente del 52% e 44 %, pari a un aumento del 36%, non significativo (P = 0,0570).

La combinazione di carboplatino e bevacizumab si è associata alla percentuale di risposta patologica completa più elevata, pari al 67%, ma l’analisi statistica ha evidenziato l’assenza di un effetto sinergico tra i due farmaci.

La neutropenia di grado 3 e superiore è risultata più comune con carboplatino, così come la trombocitopenia, ma l’ipertensione e le complicanze post-chirurgiche di grado 3 e superiore sono risultate più comuni con bevacizumab.

"L’aggiunta di bevacizumab ha portato a un aumento delle complicanze post-chirurgiche (9% contro 5%, senza bevacizumab), anche se il trattamento con l’anticorpo è stato sospeso almeno 6 settimane prima dell’intervento chirurgico" ha osservato l’autore. "Bevacizumab ha fatto aumentare le percentuali di risposta patologica completa, ma a costo di tossicità significative, e io non credo che dovrebbe essere aggiunto di routine" ha concluso Sikov.

W.M. Sikov, et al. Impact of the addition of carboplatin (Cb) and/or bevacizumab (B) to neoadjuvant weekly paclitaxel (P) followed by dose-dense AC on pathologic complete response (pCR) rates in triple-negative breast cancer (TNBC): CALGB 40603 (Alliance). San Antonio Breast Cancer Symposium 2013; abstract S5-01.