Prolungare la durata della soppressione degli androgeni da 8 settimane a 28 settimane prima della radioterapia ha portato a un aumento degli eventi avversi endocrini e sessuali e non ha migliorato gli outcome nei pazienti con un cancro alla prostata a rischio intermedio. È questo l’esito dello studio 9910 del Radiation Therapy Oncology Group (RTOG), un trial randomizzato, in aperto, pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Sulla base di questo risultato, gli autori concludono che per questi pazienti lo standard di cura dovrebbe rimanere una schedula di soppressione androgenica da 8 settimane.

Il trial ha preso le mosse dall’osservazione effettuata in modelli animali che prolungare la soppressione degli androgeni prima della radioterapia poteva migliorare gli outcome.

Per verificare la validità di tale riscontro anche nell’uomo, gli autori hanno arruolato 1489 pazienti affetti da carcinoma prostatico e li hanno sottoposti in rapporto 1: 1 alla soppressione androgenica per 8 settimane e poi alla radioterapia con ulteriori 8 settimane di soppressione androgenica concomitante, per un totale di 16 settimane di terapia, oppure alla soppressione androgenica per 28 settimane, seguita dalla radioterapia più ulteriori 8 settimane di soppressione androginica, per un totale di 36 settimane.

I partecipanti non avevano metastasi linfonodali o a distanza e avevano una sopravvivenza attesa alle comorbidità di almeno 10 anni. L'età media del campione era di 71 anni e l’84% aveva un carcinoma a rischio intermedio.

Dopo un follow-up mediano di 9,4 anni, si sono registrati 450 decessi (30,2%), di cui 54 (12%) dovuti al cancro alla prostata.

La sopravvivenza a 10 anni legata specificamente alla malattia è stata del 95% nel gruppo trattato per 8 settimane e 96% per quello trattato per 28 settimane (HR = 0,81; P = 0,45), mentre la sopravvivenza globale (OS) a 10 anni è stata del 66% nel braccio trattato per 8 settimane e 67% in quello trattato per 28 settimane (HR = 0,95; P = 0,62).

L'incidenza cumulativa di progressione locoregionale a 10 anni è risultata del 6% nel gruppo trattato con la schedula da 8 settimane e 4% in quello trattato con la schedula da 28 settimane (HR 0,65; P = 0,07).

L’incidenza cumulativa delle metastasi a distanza a 10 anni è stata, invece, del 6% in entrambi i bracci di trattamento (HR 1,07; P = 0,80), mentre quella di recidiva biochimica (rialzo del PSA) a 10 anni è risultata in entrambi i bracci del 27% (HR 0,97; P = 0,77).

"Questo studio ha implicazioni ampie e significative per la pratica clinica. I medici possono optare per il trattamento da 8 settimane con la sicurezza che i risultati siano accurati, riproducibili e generalizzabili ai loro pazienti " concludono gli autori.

Gli eventi avversi precoci endocrini, costituzionali e sessuali di grado 3 sono risultati più numerosi nel gruppo  trattato per 28 settimane rispetto a quello trattato per 8 settimane, mentre la frequenza degli eventi avversi a esordio tardivo è risultata simile nei due gruppi.

In un editoriale di accompagnamento, Anthony V. D'Amico, del Brigham and Women’s Hospital e del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha osservato che la questione se il regime di soppressione androgenica più breve sia sufficiente o se sia necessaria una qualsiasi soppressione androgenica negli uomini con carcinoma prostatico a rischio intermedio favorevole o sfavorevole resta una questione aperta.

A queste due domande potrà rispondere, almeno in parte, lo studio RTOG 0815, in cui si valuterà se 6 mesi di soppressione androgenica possono ridurre la mortalità per cancro alla prostata negli uomini con un tumore a rischio intermedio sfavorevole che sono trattati con radioterapia ad alte dosi, e se la radioterapia ad alto dosaggio da sola sia sufficiente per ridurre al minimo la mortalità dovuta al cancro alla prostata.

In una seconda analisi, lo studio R17 del Grupo de Investigación en Clínica Oncología Radioterápica (GICOR), si valuterà se 4 mesi di soppressione degli androgeni, abbinati alla radioterapia ad alte dosi, possono ridurre la mortalità dovuta al cancro alla prostata negli uomini con un cancro alla prostata a rischio intermedio sfavorevole.

In attesa di questi risultati, "in base alle evidenze disponibili sono opzioni ragionevoli sospendere il trattamento di deprivazione androgenica negli uomini con un cancro alla prostata a rischio intermedio favorevole e aggiungere 4 o 6 mesi di terapia di deprivazione androgenica alla radioterapia in quelli con un cancro alla prostata a rischio intermedio sfavorevole" conclude D'Amico.

T.M. Pisansky, et al. Duration of Androgen Suppression Before Radiotherapy for Localized Prostate Cancer: Radiation Therapy Oncology Group Randomized Clinical Trial 9910. J Clin Oncol. 2014; doi: 10.1200/JCO.2014.58.0662
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