La terapia da deprivazione androgenica (TDA) utilizzata per il trattamento del cancro alla prostata non aumenta il rischio di morte indotta da problemi cardiovascolari. E’ quanto emerge da una metanalisi basata su studi randomizzati pubblicata lo scorso 7 dicembre su JAMA.

L’ipotesi che questa terapia per il cancro prostatico aumentasse la mortalità causata da problemi cardiovascolari aveva richiesto un avviso di sicurezza da parte della Fda e una dichiarazione congiunta di alcune società mediche per sensibilizzare i medici e i pazienti circa un potenziale legame tra l’assunzione di farmaci androgeno-deprivanti e un maggior rischio di eventi cardiovascolari.

La metanalisi condotta da Paul L. Nguyen e dai suoi collaboratori aveva come obiettivo la valutazione dell’eventuale collegamento tra la TDA e la mortalità per cause cardiovascolari nonché la mortalità per la malattia oncologica in atto.

Sono stati presi in esame gli studi pubblicato sui database MEDLINE, EMBASE, e il registro  Cochrane degli studi clinici controllati per quanto concerne gli studi controllati pubblicati tra il gennaio del 1966 e l’aprile del 2011.  Sono stati così  selezionati 8 trials randomizzati che rispondevano ai criteri di inclusione che complessivamente hanno arruolato  4141 pazienti con cancro prostatico non metastatico e prognosi sfavorevole.

Tra i 2200 pazienti trattati con TDA, ci sono stati 255 decessi per problemi cardiovascolari, corrispondenti a un’incidenza dell’11%; nel  gruppo di controllo, composto da 1941 pazienti, i casi di decessi  causati da eventi cardiovascolari sono stati 252 con un’ incidenza del 11,2%. Tra i pazienti trattati per un breve periodo (≤ a 6 mesi)l’incidenza di decessi per problemi cardiovascolari è stata del 10,5% per pazienti tratti con TDA contro il 10,3 % dei controlli. Per i trattamenti di lungo periodo (≥ a 3 anni) si ha la stessa incidenza di morti cardiovascolari (11,5 %) sia nei “trattati” che nei controlli

I ricercatori hanno inoltre evidenziato che l’età dei pazienti non influenza i dati, e che non vi è variazione nella correlazione tra trattamento con TDA e le morti cardiovascolari se i pazienti hanno più o meno di 70 anni.

Nella loro metanalisi, Nguyen e collaboratori hanno poi preso in esame i casi di decessi specificamente legati al cancro prostatico, evidenziando che l’incidenza legata alla patologia era maggiore nei pazienti del gruppo di controllo rispetto ai trattati con TDA, rispettivamente con un’ incidenza del 22,1% contro il 13,5% del gruppo in trattamento attivo con TDA , con una riduzione del rischio di morte del 31%. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri casi di decesso non assimilabili a problemi cardiovascolari o legati alla malattia.

In conclusione, afferma Nguyen “ nel nostro studio di 4141 pazienti di 8 trials randomizzati con un follow-up mediano tra i 7,6 e i 13,2 anni, non abbiamo trovato un alcuna evidenza che la TDA causi un aumentato rischio di mortalità di tipo cardiovascolare.” Il clinico prosegue inoltre affermando che “in uomini con cancro prostatico non metastatico con prognosi sfavorevole, si è trovata una positiva associazione tra la terapia da deprivazione androgenica e la sopravvivenza al tumore, ma anche rispetto alla sopravvivenza in generale” negli oltre 4000 pazienti presi in esame.

In un editoriale di accompagnamento i Dr. Kelly e Gomella del Kimmel Cancer Center di Philadelphia, affermano che con 600mila pazienti affetti da cancro prostatico negli Stai Uniti è importante fare delle valutazioni sui benefici della terapia, a breve e lungo termine.
I clinici suggeriscono inoltre che i pazienti che già soffrono di malattie cardiovascolari e che devono essere trattati con TDA dovrebbero seguire una terapia secondaria preventiva,come consigliato dalla American Heart Association.

La terapia anti-androgenica (androgen-deprivation theraphy ADT) è un trattamento ampiamente usato per il carcinoma prostatico. Numerosi studi hanno recentemente riportato un'associazione tra ADT aumento di rischio di eventi cardiovascolari, compresi l'infarto miocardico e la mortalità cardiovascolare. Questo fatto ha portato a un aumento dell'interesse e della discussione sugli effetti metabolici dell'ADT Lo studio di JAMA sembrerebbe tranquillizzare clinici e pazienti sulla sicurezza cardiovascolare di questi farmaci

Paul L. Nguyen, Youjin Je, Fabio A. B. Schutz, Association of Androgen Deprivation Therapy With Cardiovascular Death in Patients With Prostate Cancer: A Meta-analysis of Randomized Trials JAMA. 2011;306(21):2359-2366.doi:10.1001/jama.2011.1745
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