L’aggiunta alla radioterapia a dosi scalari di una dose ridotta di brachiterapia e della terapia di deprivazione androginica (ADT) potrebbe migliorare gli outcome dei pazienti con tumore alla prostata ad alto rischio. Lo dimostra uno studio pubblicato su Cancer.

Per “alto rischio” si intende un tumore che al momento della diagnosi è associato a un PSA particolarmente elevato, maggiore di 20 ng/mL, o con caratteristiche di alta aggressività, riassunte da un punteggio di Gleason score maggiore di 7 (su 10), o che alla palpazione o a esami radiologici ha segni di sconfinamento dalla ghiandola da cui origina, la prostata. Si tratta di un tumore che ha un’alta probabilità di ridurre la qualità e la quantità di vita se non adeguatamente curato, specialmente se diagnosticato prima dei 65 anni.

Per molti anni questi pazienti sono stati trattati con la radioterapia combinata  ad ADT a lungo termine, sulla base di studi  clinici che avevano dimostrato che i trattamenti combinati erano più efficaci delle monoterapia. Comunque, spiegano gli esperti, l’effetto della ADT nei pazienti trattati con dosi scalari di radioterapia o di dosi ridotte di brachiterapia non è stato ancora chiarito.
Nel nuovo studio gli esperti hanno seguito 958 pazienti per un periodo di 5 anni, inclusi 250 soggetti per i quali erano disponibili dati relativi a un periodo superiore agli 8 anni. I partecipanti sono stati trattati con una dose scalare di radioterapia o con la combinazione di una dose ridotta di brachiterapia più la radioterapia. L’81% dei soggetti arruolati ha ricevuto anche la ADT.

L’incidenza a 8 anni di fallimento biochimico era del 40% nel gruppo assegnato alla sola radioterapia, rispetto al 13% dei pazienti trattati con la combinazione dei trattamenti. La mortalità per tumore alla prostata era rispettivamente del 14% e del 7%.

L’aggiunta della brachiterapia aveva ridotto il rischio di ricadute della malattia e la mortalità per tumore alla prostata. Nei pazienti trattati con una dose scalare di radioterapia o con una dose ridotta di brachiterapia, il vantaggio dell’aggiunta della ADT era dose dipendente. In particolare, la durata della ADT era inversamente associata al rischio di fallimento biochimico e alla mortalità per tumore alla prostata. La riduzione superiore della mortalità e del fallimento biochimico sono stati osservati nei pazienti che avevano ricevuto la ADT per un periodo di tempo superiore (HR, 0,33 e 0,30).

Mark Shilkrut et al., The addition of low-dose-rate brachytherapy and androgen-deprivation therapy decreases biochemical failure and prostate cancer death compared with dose-escalated external-beam radiation therapy for high-risk prostate cancer, Cancer DOI: 10.1002/cncr.27784
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