Ca alla prostata, enzalutamide efficace anche nei pazienti con metastasi viscerali

I pazienti con un tumore alla prostata resistente alla castrazione con metastasi viscerali (al fegato e al polmone) trattati con l'antiandrogeno enzalutamide hanno outcome migliori rispetto a quelli trattati con un placebo. Lo evidenzia una nuova analisi dello studio di fase III AFFIRM, pubblicata di recente sulla rivista Cancer.

I pazienti con un tumore alla prostata resistente alla castrazione con metastasi viscerali (al fegato e al polmone) trattati con l’antiandrogeno enzalutamide hanno outcome migliori rispetto a quelli trattati con un placebo. Lo evidenzia una nuova analisi dello studio di fase III AFFIRM, pubblicata di recente sulla rivista Cancer.
Gli autori del lavoro hanno anche trovato differenze nella risposta a seconda di quale delle due sedi era interessata da metastasi, un dato che suggerisce come tali sedi dovrebbero essere considerate in modo diverso l’una dall’altra per il trattamento.
"Le metastasi viscerali sono presenti in circa il 22-30% dei pazienti con tumore alla prostata resistente alla castrazione e sono associate ad outcome sfavorevoli" scrivono gli autori del lavoro, guidati da Yohann Loriot, della Université Paris-Saclay di Villejuif, in Francia.
Lo studio AFFIRM ha coinvolto 1199 pazienti con tumore alla prostata resistente alla castrazione già trattati in precedenza con docetaxel, e ha mostrato una significativa riduzione del rischio di morte nei pazienti trattati con enzalutamide rispetto a quelli trattati con un placebo.
La nuova analisi si è concentrata solo sui pazienti dello studio che avevano metastasi viscerali; su un totale di 278 pazienti con tali metastasi, 97 (il 34,9%) avevano metastasi epatiche, 152 (54,7%) avevano lesioni polmonari e 29 (il 10,4%) avevano metastasi in entrambi gli organi e sono stati inclusi nel sottogruppo con metastasi epatiche.
Fra i pazienti con metastasi epatiche, quelli trattati con enzalutamide hanno avuto una sopravvivenza globale (OS) mediana di 9 mesi contro i 5,7 mesi raggiunti nel gruppo trattato con placebo (HR 0,697; IC al 95% 0,436-1,114), mentre l’OS a un anno è risultata rispettivamente del 37,7% contro 20,6%.
Nel sottogruppo con metastasi polmonari, invece, l’OS mediana è stata di 17 mesi contro 15,8 mesi (HR 0,848; IC al 95% 0,510-1,410) e l’OS a un anno è stata rispettivamente del 65,1% e 55,3%.
La sopravvivenza libera da progressione (PFS) radiografica mediana è stata di 2,9 mesi con enzalutamide e 2,8 mesi con placebo nei pazienti con metastasi epatiche (HR 0,645; IC al 95% 0,413-1,008), ma la differenza è risultata molto più forte nel sottogruppo con metastasi polmonari: rispettivamente 13,9 mesi con enzalutamide contro 5,3 mesi con il placebo (HR 0,386; IC al 95% 0,259-0,577).
La PFS a 12 mesi nel sottogruppo con metastasi epatiche è risultata dell’11,6% con il farmaco in studio e 3% con il placebo, mentre in quello con metastasi polmonari la percentuale è risultata rispettivamente del 30,9% e 8,2%.
Anche la risposta biochimica, definita come una riduzione di almeno il 50% del PSA, è risultata molto migliore con enzalutamide. Nei pazienti con metastasi al fegato, infatti, la risposta biochimica è stata del 35,1% tra i pazienti trattati con enzalutamide e solo del 4,8% in quelli trattati con il placebo, mentre nel sottogruppo con metastasi polmonari è stata rispettivamente del 52,1% e 4,9%.
Quasi tutti i pazienti di entrambi i gruppi hanno sviluppato almeno un evento avverso di qualsiasi grado durante il trattamento. Tuttavia, non sono emerse differenze di tossicità significative fra i pazienti con metastasi viscerali e quelli con metastasi non viscerali.

"Questi dati suggeriscono fortemente che i pazienti che si presentano con metastasi viscerali nel fegato dovrebbero essere valutati indipendentemente da quelli con metastasi polmonari, data la differenza di prognosi e di risposta al trattamento osservata per le due sedi” concludono gli autori, aggiungendo che le metastasi viscerali in generale non dovrebbero essere utilizzate come criterio di esclusione nei trial, dal momento che anche i pazienti con tali metastasi beneficiano ancora chiaramente del  trattamento.
Y. Loriot, et al. Enzalutamide in castration-resistant prostate cancer patients with visceral disease in the liver and/or lung: Outcomes from the randomized controlled phase 3 AFFIRM trial. Cancer 2016;
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