L'aggiunta del nuovo farmaco antisenso custirsen a docetaxel ha migliorato gli outcome in pazienti con un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione che avevano fattori prognostici negativi, nell’ambito dello studio SINERGY, presentato a Chicago in occasione del congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Cindy Jacobs, direttore medico di OncoGenex Pharmaceuticals (che sta sviluppando il nuovo agente), ha presentato i dati di 984 uomini che erano stati trattati con docetaxel con o senza custirsen (OGX-011, OncoGenex) come terapia di prima linea.

Custirsen è un farmaco antisenso di seconda generazione che inibisce la produzione della clusterina, una proteina chaperone associata a resistenza al trattamento.

Dopo il decesso di 509 pazienti, la sopravvivenza globale (OS) mediana è risultata simile nei pazienti del braccio custirsen e nei controlli (23,4 mesi contro 22,2 mesi; HR 0,93).

La Jacobs e i colleghi hanno dunque ipotizzato che l'inibizione della clusterina potesse essere più utile in un sottogruppo di pazienti con fattori prognostici sfavorevoli. Per verificare la correttezza di quest’ipotesi, i ricercatori hanno suddiviso retrospettivamente i pazienti in gruppi a basso e ad alto rischio con un modello statistico prognostico basato sui fattori di rischio comunemente noti del cancro alla prostata, tra cui la presenza di metastasi epatiche, il ricorso agli oppioidi, un Karnofsky performance status non superiore a 80, un PSA non inferiore a 60 ng/ml, una lattato deidrogenasi non inferiore a 331 IU/l, una fosfatasi alcalina non inferiore a 92 U/l e un valore di emoglobina inferiore a 124 g/l.

Nei 492 pazienti del gruppo con prognosi sfavorevole, l’OS mediana nel braccio trattato con il farmaco in studio è stata di 17 mesi contro 14 mesi per i controlli (HR 0,73; IC al 95% 0,59-0,9).

I ricercatori hanno quindi effettuato un'analisi supplementare per i pazienti che avevano non più di due dei cinque fattori prognostici sfavorevoli e in questo sottogruppo l’OS mediana nel gruppo trattato con il farmaco sperimentale è stata di 16 mesi contro 13,7 mesi per i controlli (HR 0,73; IC al 95% 0,58-0,92).

"Questa analisi ha mostrato che i pazienti che avevano più fattori prognostici sfavorevoli e che sono stati trattati con custirsen in combinazione con docetaxel hanno ottenuto un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale, pari a 3 mesi, rispetto al solo docetaxel" ha detto la Jacobs.

“La chemioterapia ha un ruolo in evoluzione nel carcinoma della prostata in stadio avanzato” ha commentato Sumanta Pal, del centro City of Hope di Duarte, in California.

In uno studio precedente, ha ricordato l’oncologo, custirsen ha mostrato di non offrire alcun benefico aggiuntivo rispetto alla sola chemioterapia. Nel nuovo studio, invece, ha sottolineato Pal, i ricercatori sono riusciti a individuare un sottogruppo di pazienti che hanno tratto beneficio dall’aggiunta del farmaco a docetaxel. “Si tratta si pazienti con una prognosi tendenzialmente sfavorevole in base i dati di laboratorio e fattori clinici” ha detto l’esperto.

“Lo studio SINERGY è uno studio importante che evidenzia la necessità di selezionare correttamente i pazienti per questi studi clinici che potrebbero nel futuro migliorare gli outcome del cancro alla prostata” ha concluso l’esperto.

K.N. Chi, et al. Phase III SYNERGY trial: Docetaxel +/- custirsen and overall survival in patients (pts) with metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC) and poor prognosis.J Clin Oncol 33, 2015 (suppl; abstr 5009).
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