Negli uomini con un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), la presenza del recettore degli androgeni V7 (AR-V7) nelle cellule tumorali circolanti non ha influito in modo significativo sulla risposta alla terapia con taxani in un piccolo studio prospettico presentato in occasione del Genitourinary Cancers Symposium (GCS), a Orlando, in Florida.

Gli autori, guidati da Emmanuel Antonarakis, del Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center della Johns Hopkins University, hanno scoperto che gli uomini che hanno livelli di AR-V7 rilevabili nelle cellule tumorali circolanti (pazienti AR-V7-positivi) possono mantenere la sensibilità al trattamento a base di taxani.

Il dato è confortante, perché in uno studio precedente Antonarakis e i colleghi avevano scoperto che i pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione AR-V7-positivi trattati con abiraterone o enzalutamide andavano peggio dei pazienti AR-V7-negativi.

AR-V7 è una forma troncata del recettore degli androgeni che è presente in circa un terzo dei pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione. Questo recettore ‘monco’ è privo del dominio di legame del recettore degli androgeni, che rappresenta l’obiettivo di farmaci come enzalutamide e abiraterone.

Pertanto, "AR-V7 potrebbe servire come marker per scegliere se utilizzare i taxani oppure enzalutamide o abiraterone negli uomini con un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione " ha detto Antonarakis . Tuttavia, ha aggiunto l’oncologo, "prima che questi dati siano clinicamente fruibili, occorre validare prospetticamente questi risultati in almeno un trial clinico multi-setting".

Nello studio presentato al GCS, i ricercatori hanno ipotizzato che gli uomini AR-V7-positivi siano in grado di mantenere la sensibilità ai taxani. Per testare la validità della loro ipotesi, hanno arruolato 37 pazienti con un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione,  in attesa di iniziare la chemioterapia con docetaxel o cabazitaxel e li hanno sottoposti a una RT-PCR quantitativa per determinare se fossero AR-V7-positivi o AR-V7-negativi. Nel campione studiato, 17 pazienti (il 45,9%) si sono rivelati AR-V7-positivi.

Le analisi hanno evidenziato che lo stato di AR-V7 non sembra influenzare la risposta al trattamento nei pazienti trattati con taxani. Infatti, i pazienti AR-V7-positivi e quelli AR-V7-negativi hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione biochimica mediana simile (4,5 mesi contro 6,2 mesi; hazard ratio [HR] 1,72; P = 0,32) e una sopravvivenza libera da progressione mediana simile (5,1 mesi contro 6,9 mesi; HR 2,65; P =  0,11).

I ricercatori hanno poi confrontato i risultati di questo studio con quelli dei 62 pazienti trattati con enzalutamide o abiraterone nel loro studio precedente. Questa analisi aveva evidenziato negli uomini AR-V7 positivi trattati con taxani risultati migliori rispetto a quelli trattati con enzalutamide o abiraterone.

"Quello che è importante è che nel nostro studio i pazienti AR-V7-positivi hanno avuto una risposta biochimica del 41%, mentre nei pazienti AR-V7-positivi trattati con enzalutamide o abiraterone nessuno aveva raggiunto quest’obiettivo” ha detto Antonarakis durante la conferenza stampa. I pazienti AR-V7-positivi di questo studio hanno mostrato anche una sopravvivenza libera da progressione biochimica mediana più lunga e una sopravvivenza libera da progressione mediana superiore rispetto a quelle osservate nello studio precedente su enzalutamide o abiraterone .

Antonarakis ha detto che un paziente AR-V7-positivo ha maggiori probabilità di progressione clinica o radiografica se trattato con enzalutamide o abiraterone rispetto a un taxano (HR 0,21). In altre parole, “un paziente AR-V7-positivo trattato con un taxano ha una probabilità di progressione inferiore di circa il 79% rispetto a uno AR-V7-positivo trattato con enzalutamide o abiraterone” ha detto l’autore.

Antonarakis ha, infine segnalato che attualmente non vi è alcun test disponibile in commercio per rilevare la presenza di AR-V7 nelle cellule tumorali circolanti.

Emmanuel S. Antonarakis, et al. AR splice variant 7 (AR-V7) and response to taxanes in men with metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC). Genitourinary Cancers Symposium 2015, abstract 138.
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