Un inibitore di un checkpoint immunitario combinato con un’immunoterapia attiva potrebbe migliorare la  sopravvivenza globale (OS) nel trattamento del carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC). A suggerirlo è uno studio preliminare presentato in occasione del Genitourinary Cancers Symposium, tenutosi di recente a Orlando.

"Il razionale per combinare due immunoterapie, specie un vaccino con un inibitore di un checkpoint immunitario, è che un vaccino è necessario per innescare le cellule T e preparare l'inibitore del checkpoint a  riconoscere le cellule tumorali che esprimono il PSA" ha detto la prima autrice dello studio Harpreet Singh, del National Cancer Institute, in un’intervista.

Combinando una dose fissa di PROSTVAC (un vaccino basato su un poxvirus modificato geneticamente) con dosi crescenti dell’inibitore del checkpoint immunitario ipilimumab, la Singh e i colleghi hanno ottenuto risultati incoraggianti di sopravvivenza in 30 pazienti con un carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione. In questo studio, l’OS mediana è stata di 31,3 mesi contro un’OS mediana prevista di 18,5 mesi in base al nomogramma di Halabi.

I risultati di un'analisi aggiornata evidenziano un’OS mediana di 37,2 mesi nei pazienti trattati con ipilimumab 10 mg/kg. Con questo dosaggio, il 73,3% dei pazienti era ancora vivo dopo 24 mesi. Quattordici dei 24 pazienti (il 58%) che erano naïve alla chemioterapia hanno mostrato una risposta biochimica e sei di essi (il 25%) hanno mostrato un calo dei livelli di antigene prostatico specifico (PSA) di oltre il 50%.

"La combinazione è stata ben tollerata” ha detto la Singh. Questi dati suggeriscono che i vaccini terapeutici possono trasformare i tumori poveri di cellule T  in tumori con cellule-T infiammate e sensibili all’inibizione dei checkpoint immunitari.

PROSTVAC è un vaccino ricombinante derivato dal virus de, vaiolo che esprime il PSA e tre molecole co-stimolatorie delle cellule T. Si tratta di un vaccino "off the shelf" in quanto è pronto per l'uso con una preparazione minima e non richiede la raccolta delle cellule del sangue del paziente. Il preparato ha già dato risultati promettenti e mostrato evidenze di beneficio clinico in alcuni studi di fase I e di fase II.

In particolare, in studi di fase II, il trattamento con il solo PROSTVAC ha mostrato di migliorare l’OS negli uomini con un carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione. In uno studio multicentrico di fase II su 125 uomini trattati in rapporto 2: 1 con PROSTVAC o placebo, l’OS è risultata pari a 25,1 mesi nel gruppo trattato con il vaccino contro 16,6 mesi nel gruppo di controllo (HR 0,56; IC al 95% 0,37 -0,85). In un secondo studio di fase II su 32 pazienti trattati con PROSTVAC, l’OS è risultata di 26,6 mesi contro un’OS mediana prevista dal nomogramma di Halabi pari a 17,4 mesi.

Attualmente è in corso uno studio di fase III randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che stabilirà se PROSTVAC da solo o in combinazione con il GM-CSF può prolungare l’OS in uomini con carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione  asintomatici o minimamente sintomatici, naïve alla chemioterapia. Lo studio ha terminato l’arruolamento nel gennaio scorso.

H. Singh, et al. Combining active immunotherapy and immune checkpoint inhibitors in prostate cancer. Genitourinary Cancers Symposium 2015; abstract 172.