Oncologia-Ematologia

Ca alla prostata metastatico resistente alla castrazione, docetaxel prima scelta dopo abiraterone nella metà dei pazienti

Un'analisi post hoc dello studio di fase III COU-AA-302 suggerisce che docetaxel ha attività antitumorale come prima terapia dopo la progressione della malattia nei pazienti con un cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione e naïve alla chemioterapia trattati con abiraterone acetato.

Un'analisi post hoc dello studio di fase III COU-AA-302 suggerisce che docetaxel ha attività antitumorale come prima terapia dopo la progressione della malattia nei pazienti con un cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione e naïve alla chemioterapia trattati con abiraterone acetato.

"Questa osservazione suggerisce che docetaxel potrebbe essere preso in considerazione per i pazienti con un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione che progrediscono con abiraterone acetato," ha dichiarato Thomas W. Flaig, dello University of Colorado Cancer Center di Aurora, presentando i dati al recente Genitourinary Cancers Symposium organizzato dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

L'analisi dei pattern di trattamento ha rivelato che quella con docetaxel è stata la prima terapia praticata dopo la progressione in circa la metà degli uomini sia nel braccio trattato con abiraterone acetato sia nel braccio placebo dello studio COU-AA-302.

Nonostante l'uso frequente della terapia sequenziale nella pratica clinica, le informazioni sulle terapie praticate dopo il trattamento con abiraterone acetato sono limitate, il che, ha detto Flaig, ha spinto i ricercatori a fare quest’analisi retrospettiva.

"Per circa 10 anni, tutti hanno usato docetaxel e poi hanno provato altri trattamenti. Abiraterone acetato è stato inizialmente approvato post-docetaxel" ha detto il ricercatore. "In questo trial, COU-AA-302 abiraterone è stato dato prima della chemioterapia, ma che cosa è successo dopo? L'intero paradigma è cambiato. Circa la metà dei pazienti, dopo abiraterone, è stata trattata con docetaxel".

COU-AA-302 è uno studio multicentrico internazionale di fase III, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato originariamente sul New England Journal of Medicine. Il trial ha coinvolto 1088 uomini con un carcinoma prostatico resistente alla castrazione  in fase metastatica, asintomatici o lievemente sintomatici, non sottoposti in precedenza alla chemioterapia. I pazienti sono stati trattati in rapporto 1: 1 con abiraterone acetato 1000 mg/die o placebo, in entrambi i casi in aggiunta a prednisone.

In questa popolazione di pazienti il trattamento con abiraterone acetato più prednisone ha dimostrato di migliorare in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) radiografica (HR, 0,52; P <0,0001) e la sopravvivenza globale (OS) (34,7 mesi contro 30,3 mesi; P = 0,0033) rispetto a quello con un placebo più prednisone.

I dati per le analisi presentati ora al simposio sono stati raccolti in concomitanza con l'analisi finale sull’OS.

Il 67% per cento dei pazienti del braccio abiraterone e l'80% di quelli del braccio placebo non hanno ricevuto alcuna terapia successiva. Il trattamento utilizzato più comunemente come terapia prima successiva in ciascun braccio è risultato docetaxel, utilizzato nel 48% dei pazienti del braccio abiraterone e nel 50% di quelli del  braccio placebo. La durata mediana del trattamento con docetaxel dopo quello con abiraterone è stata di 3 mesi.

La ragione più comune di sospensione di docetaxel (29%dei casi ) è stata la progressione biochimica, cioè l’aumento dei livelli di PSA, mentre la comparsa di un evento avverso è stata responsabile solo del 16% delle interruzzioni del chemioterapico. "La tossicità non si è rivelata un problema e non è stata il motivo principale di sospensione del trattamento" ha detto Flaig.

L’analisi di efficacia è stata effettuata tra i 100 pazienti del braccio di abiraterone acetato per i quali erano disponibili i risultati dei test sui livelli basali del PSA entro 30 giorni dall’inizio di docetaxel come prima terapia successiva all’abiraterone e almeno un livello di PSA post-basale. Tra questi 100 pazienti, il 40% ha ottenuto una riduzione ≥50% del PSA con il trattamento con docetaxel e il 27% una riduzione confermata ≥50% del PSA.

"Vediamo che le risposte biochimiche ottenute con docetaxel sono abbastanza robuste" ha detto Flaig. “Uno dei problemi è che si tratta di una raccolta retrospettiva dei dati, pianificata e prevista dal protocollo, e ci sono quindi buone probabilità che alcune risposte non abbiano potuto essere confermate perché non si sono potuti ottenere i dati in alcuni punti".

L’autore e i colleghi hanno anche analizzato i pattern di trattamento nei sottogruppi di pazienti stratificati in base all’età (
Anche se in entrambi i sottogruppi docetaxel è risultato il farmaco utilizzato più comunemente dopo abiraterone, la percentuale è risultata inferiore negli uomini più anziani. Nel braccio trattato con abiraterone, infatti, gli uomini trattati con docetaxel come prima terapia successivamente ad abiraterone sono stati il 55% nel sottogruppo degli under 75 e il 35% tra gli over 75. Nel braccio placebo, queste percentuali sono risultate rispettivamente del 56% e 38%. Nel gruppo di pazienti con non meno di 75 anni, il 43% di quelli andati in progressione nonostante il trattamento con abiraterone acetato non ha fatto nessuna terapia successiva dopo la sospensione del farmaco specificato nel protocollo dello studio.

Secondo Flaig e i colleghi, i risultati, anche se retrospettivi, giustificano ulteriori indagini sulle opzioni terapeutiche successive al trattamento con abiraterone acetato nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione.

T.W. Flaig, et al. Treatment patterns after abiraterone acetate in patients (pts) with metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC): post hoc analysis of COU-AA-302. J Clin Oncol 34, 2016 (suppl 2S; abstr 168)
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