Il trattamento con l’inibitore orale della sintesi degli androgeni orteronel in monoterapia ha portato ha una diminuzione dei livelli di PSA nei pazienti con un tumore alla prostata non metastatico, resistente alla castrazione chimica, in uno studio di fase II pubblicato di recente sulla rivista Clinical Cancer Research.

Le tossicità sono risultate moderate e gestibili e la somministrazione cronica del farmaco senza steroidi è apparsa fattibile, concludono gli autori, guidati da Maha Hussain, del Comprehensive Cancer Center dell'Università del Michigan di Ann Arbor.

In realtà, nonostante questi promettenti risultati iniziali, l’anti-androgeno ha deluso le attese nelle fasi successive della sperimentazione clinica. Takeda, infatti, ha annunciato verso metà giugno di voler sospendere lo sviluppo del farmaco per quest’indicazione negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone dopo l’esito non del tutto positivo di due trial di fase III su pazienti con cancro alla prostata metastatico e resistente alla castrazione chimica. Nei due studi, orteronel in combinazione con prednisone ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione, ma non la sopravvivenza globale.

Lo studio appena pubblicato ha coinvolto 39 pazienti con carcinoma della prostata non metastatico e resistente alla castrazione, con PSA in aumento (tempo mediano di raddoppio del PSA al basale pari a 2,4 mesi; range, 0,9-9,2 mesi).

I partecipanti sono stati trattati con orteronel 300 mg due volte al giorno fino alla progressione biochimica (rialzo del PSA), allo sviluppo di metastasi o al manifestarsi di una tossicità non tollerabile dal paziente.

L’endpoint primario era la percentuale di pazienti che raggiungevano un valore di PSA ≤ 0,2 ng/ml dopo 3 mesi, mentre gli endpoint secondari erano la sicurezza, la risposta biochimica e il tempo di comparsa delle metastasi.

Il trattamento è stato somministrato in cicli di 28 giorni e i partecipanti hanno fatto una mediana di 14 cicli di trattamento.

Trentacinque pazienti hanno raggiunto una riduzione ≥ 30% dei livelli di PSA e sei (il 6%) hanno raggiunto livelli di PSA ≤ 0,2 ng/ml dopo 3 mesi di terapia

Il tempo mediano trascorso prima di osservare un rialzo del PSA è risultato di 13,8 mesi mentre quello di comparsa delle metastasi è stato di 25,4 mesi.

Le stime di Kaplan-Meier delle percentuali di sopravvivenza libera da progressione biochimica a uno e 2 anni sono risultate rispettivamente del 57% e 42%, mentre quelle di sopravvivenza senza metastasi rispettivamente del 94% e 62%.

Il calo del testosterone dopo 3 mesi di terapia è stato dell’89% rispetto al valore iniziale

Gli eventi avversi comuni di grado 1 e 2 sono stati affaticamento (64%), ipertensione (44%), diarrea (38%) e nausea (33%). Dodici pazienti hanno interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali e 22 hanno manifestato eventi avversi di grado 3/4.

M. Hussain, et al. Phase II Study of Single Agent Orteronel (TAK-700) in Patients with Nonmetastatic Castration-Resistant Prostate Cancer and Rising Prostate-Specific Antigen. Clin Cancer Res. 2014;doi:10.1158/1078-0432.CCR-14-0356.
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