I pazienti con un cancro alla prostata sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica sono esposti un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. A suggerirlo sono i risultati dell’ultimo studio su questo tema controverso, studio pubblicato da poco sul Journal of Cllnical Oncology.

Particolarmente a rischio di malattia cardiovascolare sembrano essere gli uomini con una storia passata di eventi cardiovascolari.

Per arrivare a queste conclusioni, un gruppo di ricercatori guidato da Sean O'Farrell, del King’s College di Londra, ha utilizzato alcuni registri sanitari nazionali svedesi, identificando in essi 41.362 pazienti sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica per curare un cancro alla prostata. Sono stati, inoltre, analizzati 187.785 uomini di pari età, non affetti dal cancro alla prostata, come controlli.

L'età media degli uomini trattati con la terapia di deprivazione androgenica era pari a 75,7 anni, mentre quella del gruppo di controllo era di 75,3 anni.

Nel gruppo sottoposto alla terapia, 10.656 pazienti sono stati trattati con anti-androgeni, 26.959 con agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) e 3747 sono stati sottoposti all’orchiectomia chirurgica.

Negli uomini trattati con agonisti del GnRH, gli autori hanno evidenziato un aumento del rischio di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione di controllo (HR 1,21; IC al 95% 1,18-1,25), così come negli uomini sottoposti all’orchiectomia chirurgica (HR 1,16; IC al 95% 1,04-1,21). Tuttavia, nel gruppo trattato con gli anti-androgeni è stata evidenziata una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari (HR 0,87; IC al 95% 0,82-0,91).

Gli uomini che avevano già avuto due o più eventi cardiovascolari prima della terapia sono risultati, però, a maggior rischio di malattie cardiovascolari entro i primi 6 mesi di terapia di deprivazione androginica, sia fatta con agonisti del GnRH (HR 1,91; IC al 95% 1,66-2,2) sia fatta con anti-androgeni (HR 1,6; IC al 95% 1,35-2,06), nonché in caso di orchiectomia (HR 1,79; IC al 95% 1,16-2,76) rispetto alla popolazione di controllo.

Questi risultati, scrivono O'Farrell e i colleghi, confermano i risultati di studi precedenti che già avevano suggerito un aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari negli uomini con una storia pregressa di tali malattie prima del trattamento.

Inoltre, sottolineano i ricercatori, il loro studio aggiunge nuove informazioni circa l'associazione temporale tra terapia di deprivazione androgenica e rischio cardiovascolare.

I risultati del lavoro dovrebbero portare a una migliore comprensione generale dei benefici e dei rischi dei trattamenti basati su una deprivazione androgenica per curare il cancro della prostata, aggiungono gli autori.

"Il nostro studio suggerisce che c’è un aumento del rischio di malattie cardiovascolari entro il primo anno di terapia agonisti con GnRH o dopo l’orchiectomia, soprattutto negli uomini con una storia di eventi cardiovascolari nell’anno precedente l’inizio della terapia di deprivazione androginica” spiegano O'Farrell e i colleghi.

Pertanto, concludono i ricercatori, "perché i benefici percepiti della terapia superino i possibili danni, dovrebbe esserci una solida indicazione all’impiego della terapia di deprivazione androgenica. Questo è particolarmente importante negli uomini con una storia recente di malattie cardiovascolari".

S. O'Farrell, et al. Risk and Timing of Cardiovascular Disease After Androgen-Deprivation Therapy in Men With Prostate Cancer. J Clin Oncol. 2015;doi:10.1200/JCO.2014.59.1792.
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