Oncologia-Ematologia

Ca alla prostata resistente alla castrazione, nuove conferme per enzalutamide

Il trattamento con enzalutamide ha ridotto il rischio di progressione del 76% rispetto a quello con bicalutamide in pazienti con un carcinoma prostatico resistente alla castrazione. È questo il risultato principale dello studio di fase II STRIVE, annunciato in un comunicato stampa da Medivation e Astellas, le due aziende che stanno sviluppando il farmaco in collaborazione.

Lo studio ha coinvolto 396 uomini con un carcinoma prostatico resistente alla castrazione, di cui 139 senza  metastasi e 257 in fase metastatica, nei quali la malattia aveva progredito dopo il trattamento con un analogo dell’LHRH o l’orchiectomia.

I soggetti trattati con enzalutamide hanno mostrato una sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana di 19,4 mesi contro 5,7 mesi osservati nei pazienti trattati con bicalutamide (HR 0,24; IC al 95% 0,18-0,32; P < 0,0001). Inoltre, il tempo mediano di trattamento è stato di 14,7 mesi nel braccio enzalutamide contro 8,4 mesi nel braccio bicalutamide.

"Questi risultati dimostrano le potenzialità di enzalutamide nel fornire un controllo della malattia di durata superiore rispetto a bicalutamide nella popolazione di pazienti studiata" afferma uno dei due autori  principali dello studio, David Penson, del Vanderbilt University Medical Center, nel comunicato.

Nello studio STRIVE, i partecipanti sono stati trattati con enzalutamide 160 mg una volta al giorno o bicalutamide 50 mg una volta al giorno. La PFS è stata definita come il tempo intercorso tra la randomizzazione e la progressione radiografica (alle ossa o ai tessuti molli), la progressione del PSA (secondo i criteri del Prostate Cancer Working Group 2) o il decesso per qualsiasi causa, a seconda di quale si verificava prima.

Sul fronte della sicurezza, l’incidenza degli eventi avversi gravi è stata del 29,4% nel gruppo trattato con enzalutamide e 28,3% in quello trattato con bicalutamide. In particolare, il 5,1% dei pazienti trattati con enzalutamide ha manifestato eventi avversi cardiaci di grado 3 o superiore contro il 4% dei pazienti trattati bicalutamide, mentre solo un paziente del braccio enzalutamide ha avuto un episodio convulsivo.

Gli effetti indesiderati più comuni che hanno mostrato un’incidenza superiore nel braccio enzalutamide rispetto al braccio bicalutamide sono stati affaticamento, mal di schiena, vampate di calore, cadute, ipertensione, vertigini e diminuzione dell'appetito, in linea con il profilo di sicurezza già noto di enzalutamide.

I risultati dello studio rappresentano per Medivation e Astellas una conferma dell’efficacia del loro farmaco. STRIVE, infatti, è il secondo studio di fase II di confronto testa a testa a evidenziare un vantaggio di enzalutamide rispetto a bicalutamide. Il primo, TERRAIN, ha messo a confronto i due agenti come trattamento per gli uomini con un carcinoma prostatico resistente alla castrazione metastatico in fase iniziale. In questo studio, condotto su 375 pazienti, enzalutamide ha migliorato la PFS di circa 10 mesi rispetto a bicalutamide.

La PFS mediana è risultata di 15,7 mesi nel braccio enzalutamide contro 5,8 nel braccio bicalutamide (HR 0,44; 95% CI, 0,34-0,57; P < 0,0001), mentre la progressione del PSA si è osservata dopo una mediana di 19,4 mesi con enzalutamide contro 5,8 mesi con bicalutamide (HR 0,28). Inoltre, l'82% dei pazienti del gruppo enzalutamide ha ottenuto una riduzione del PSA ≥50% rispetto ai valori basali dopo 13 settimane contro il 21% dei pazienti trattati con bicalutamide. Infine, il tempo mediano in trattamento è stato rispettivamente di 11,7 mesi contro 5,8.

In occasione della presentazione dei risultati dello studio TERRAIN, al congresso della European Association of Urology, a Madrid, Neal Shore, uno degli autori principali dello studio e direttore medico del Carolina Urologic Research Center, aveva sottolineato la necessità di uno studio di confronto tra enzalutamide e bicalutamide, aggiungendo che c’era molta attesa per i dati di confronto testa a testa tra I due agenti, dati che avrebbero potuto aiutare i medici a scegliere come trattare i pazienti affetti da un carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione dopo il fallimento della terapia con analoghi dell’LHRH o della castrazione chirurgica.

Sia STRIVE sia TERRAIN hanno coinvolto pazienti con malattia metastatica, ma STRIVE è stato condotto negli Stati Uniti, mentre TERRAIN in Canada e in Europa.

Medivation e Astellas hanno fatto sapere che ulteriori risultati dello studio STRIVE, tra cui quelli relativi agli endpoint secondari e i dati di sicurezza, saranno presentati in uno dei prossime convegni del settore.