Nei pazienti con un tumore della prostata con il PSA in aumento fare subito la terapia di deprivazione androgenica (ADT) porta a un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) e un ritardo della progressione clinica. A suggerirlo sono i risultati dello studio randomizzato di fase III TROG 03,06 e VCOG PR 01- 03, presentato a Chicago all’ultimo congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), terminato pochi giorni fa.

"Questo studio fornisce una moderata evidenza che fare subito l’ADT negli uomini con una recidiva biochimica dopo la terapia primaria o con una malattia non curabile migliora la sopravvivenza globale a 5 anni di circa il 10%" ha detto il primo autore del lavoro, Gillian M. Duchesne, del Peter MacCallum Cancer Centre di Melbourne, presentando i dati.

Lo studio ha coinvolto 293 pazienti che erano stati sottoposti a uno o più tentativi di terapia curativa o avevano un tumore di nuova diagnosi ma presentavano caratteristiche che li rendevano inadatti agli approcci curativi. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un’ADT immediata (142 pazienti) o un’ADT praticata in un secondo momento (151 pazienti). L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza globale (OS) non aggiustata nel gruppo intention-to-treat.

Dopo un follow-up di 5 anni sono stati registrati 46 decessi, di cui 16 nel braccio trattato immediatamente e 30 nel braccio trattato successivamente.

Inoltre, il tasso di OS a 5 anni è risultato "significativamente superiore al previsto" nel gruppo trattato subito con l’ADT rispetto alla quello trattato in un secondo tempo - 86,6% contro 76,4% - così come quello a 6 anni: 81,0% contro 65,4%.

Nel braccio sottoposto immediatamente all’ADT, Duchesne e i colleghi hanno calcolato con l'analisi non aggiustata una riduzione del 45% del rischio di decesso rispetto al braccio trattato in seguito (HR = 0,55; IC al 95% 0,30-1,00; P = 0,05). Tuttavia, nell’analisi di regressione di Cox aggiustata, la differenza tra i due bracci non è risultata statisticamente significativa (HR 0,54; IC al 95% 0,27-1,06; P = 0,074).

Duchesne ha poi aggiunto che quando lui e i colleghi hanno analizzato i dati di sopravvivenza causa-specifica, hanno avuto alcuni risultati sconcertanti.

I decessi dovuti al cancro della prostata sono stati meno numerosi nei pazienti assegnati all’ADT immediata che non nel gruppo trattato successivamente (6 contro 12), così come pure quelli dovuti ad altre cause (10 contro 18), ma nessuna delle differenze è risultata statisticamente significativa.

I ricercatori hanno poi valutato anche diversi altri endpoint, scoprendo, per esempio, che l’avvio immediato dell’ADT si è associato a un ritardo significativo della comparsa della prima progressione locale (HR 0,51; IC al 95% 0,34-0,76; P = 0,001) e della prima malattia metastatica (HR 0,54; IC al 95% 0,32-0,90; P = 0,018). Tuttavia, non hanno trovato nessuna differenza significativa per quanto riguarda il momento di comparsa della resistenza alla castrazione (HR 1,20; IC al 95% 0,94-1,53; P = 0,14).

"Dato che questo non è un approccio curativo, il beneficio deve essere bilanciato con la morbilità della terapia" ha sottolineato poi Duchesne.

Infatti, i pazienti che hanno riferito sintomi correlati all’ADT almeno una volta durante il periodo di follow-up sono stati il 77% nel gruppo sottoposto prima all’ADT contro il 47,3% in quello trattato dopo.

Commentando i risultati del trial, Celestia S. Higano, dell'Università di Washington, ha detto che quella della migliore tempistica dell’ADT “è stata per molto tempo una questione sfuggente" e che molti studi hanno cercato di dirimerla e capire quale fosse la strategia migliore. Purtroppo, ha aggiunto l’esperta, i trial volti a indagare la questione presentano ostacoli, tra cui la difficoltà di completare l’arruolamento, la riluttanza dei pazienti ad essere randomizzati e un numero minore del previsto di eventi che si verificano, il che significa che, in realtà, potrebbe non essere possibile rispondere a questa domanda in questo tipo di studi.

G.M. Duchesne, et al. TROG 03.06 and VCOG PR 01-03: The "timing of androgen deprivation therapy in prostate cancer patients with a rising PSA (TOAD)" collaborative randomised phase III trial. J Clin Oncol 33, 2015 (suppl; abstr 5007).
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