I pazienti con un cancro alla prostata a rischio alto o intermedio hanno dimostrato una sopravvivenza libera da recidiva biochimica, una sopravvivenza libera da metastasi a distanza e una sopravvivenza globale (OS) simili indipendentemente dal fatto che fossero stati sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica neoadiuvante oppure adiuvante. Il risultato arriva da uno studio della Cleveland Clinic, pubblicato di recente sulla rivista Clinical Genitourinary Cancer.

I pazienti con un carcinoma prostatico localizzato in genere sono sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica nella fase neoadiuvante, in concomitanza con la radioterapia.

Gli autori di questo studio, guidati da Michael A. Weller, della Cleveland Clinic, hanno provato a confrontare gli outcome degli uomini sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica in fase adiuvante, per esempio immediatamente dopo il completamento della radioterapia, con quelli degli uomini trattati con la stessa terapia in fase neoadiuvante, in concomitanza con la radioterapia.

L'analisi ha riguardato 515 pazienti trattati con radioterapia e la terapia di deprivazione androgenica dal 1995 al 2002. Di questi, 311, erano stati sottoposti alla terapia di deprivazione androgenica nel setting neoadiuvante, iniziandola da 2 a 3 mesi prima dell'inizio della radioterapia. Gli altri 204 avevano fatto, invece, una terapia di deprivazione androgenica adiuvante, immediatamente dopo il completamento della radioterapia.

Dopo 10 anni, nell'intero campione, la sopravvivenza libera da recidiva biochimica è stata del 61%, la sopravvivenza libera da metastasi a distanza dell'80% e l’OS del 66%.

Inoltre, gli autori non hanno trovato hanno differenze significative negli outcome tra coloro che avevano fatto la terapia di deprivazione androgenica neoadiuvante e quelli che erano stati sottoposti alla terapia adiuvante. Infatti, a 10 anni, la sopravvivenza libera da recidiva biochimica a 10 anni è risultata, rispettivamente del 60% contro 63% (P = 0,98), la sopravvivenza libera da metastasi a distanza dell’80% in entrambi i gruppi ( P = 0,6) e l’OS del 67% contro 65% (P = 0,98).

"I risultati suggeriscono che la sinergia tra radioterapia e deprivazione androgenica è indipendente dalla sequenza con cui vengono praticati i due trattamenti e che l’inizio della radioterapia non necessita di essere procrastinato per fare un ciclo di terapia di deprivazione androgenica neoadiuvante" concludono Weller e i colleghi.

M.A. Weller, et al. Adjuvant Versus Neoadjuvant Androgen Deprivation With Radiotherapy for Prostate Cancer: Does Sequencing Matter?. Clin Genitourin Cancer. 2014; doi:10.1016/j.clgc.2014.12.009.
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