Ca basocellulare, ampio trial conferma i benefici di vismodegib

Oncologia-Ematologia

L'inibitore di hedgehog vismodegib ha mostrato un tasso stimato di controllo della malattia del 92,9% nello studio STEVIE, il pił ampio mai condotto su pazienti con carcinoma basocellulare avanzato. I dati dello studio sono stati presentati di recente a Chicago, al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

L’inibitore di hedgehog vismodegib ha mostrato un tasso stimato di controllo della malattia del 92,9% nello studio STEVIE, il più ampio mai condotto su pazienti con carcinoma basocellulare avanzato. I dati dello studio sono stati presentati di recente a Chicago, al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

"Lo studio STEVIE, che ha coinvolto oltre 1200 pazienti, conferma l'elevata efficacia antitumorale di vismodegib in pazienti difficili da trattare con carcinoma a cellule basali avanzato e non ha evidenziato effetti collaterali aggiuntivi o potenzialmente fatali rispetto agli studi precedenti" ha detto l’autrice*** del trial Nicole Basset-Seguin, del Centre d'Oncodermatologie dell’Hôpital Saint-Louis di Parigi.

Lo studio STEVIE è un trial internazionale a braccio singolo, in aperto, che ha coinvolto 1215 pazienti affetti da un carcinoma basocellulare metastatico (96) o localmente avanzato (1119), arruolati tra il 30 giugno 2011 e il 2 settembre 2014 in 167 centri di 36 Paesi.

L'età media dei pazienti era di 72 anni (range 18-101) e il 57,1% (694) era di sesso maschile. Il 57,7% (701) aveva un performance status ECOG pari a 0, il 29,5% (358) un performance status ECOG pari a 1 e il 12,6% (153) un performance status ECOG pari a 2. Circa il 70% dei partecipanti non aveva fatto in precedenza la radioterapia.

I partecipanti sono stati trattati con vismodegib 150 mg/die per via orale di fino alla progressione della malattia, alla comparsa di una tossicità inaccettabile o all’abbandono dello studio. L’endpoint primario era la sicurezza, mentre l'efficacia e la qualità di vita erano endpoint secondari.

Il cut-off dei dati riportati all'ASCO era stato fissato al 16 marzo 2015. A quel punto, la durata mediana del trattamento è risultata di 263 giorni (8,6 mesi) e il 12% dei pazienti (147) era ancora in trattamento.

Tra i 1068 pazienti che hanno interrotto la terapia, le ragioni principali sono state gli eventi avversi correlati al trattamento (nel 28,7%dei casi), la progressione della malattia (nel 15,6%), una richiesta dei pazienti (nel 9,3%), una decisione del medico (nel 6,3%), il decesso (nel 3%), la perdita durante il follow-up (nell’1,7%) o altri motivi (nel 23,3%).

Gli outcome di efficacia sono stati determinati per i 1161 pazienti che avevano una malattia misurabile al basale. La migliore percentuale di risposta complessiva è stata del 66,2% (IC al 95% 63,43-68,96), la percentuale di controllo della malattia del 92,9%, la percentuale di risposta completa del 31,4%, la percentuale di risposta parziale del 34,9% e la percentuale di stabilizzazione della malattia del 26,6%. Il tempo mediano di risposta è stato di 3,7 mesi (IC al 95% 3.5-3.7) e la durata mediana della risposta di 22,7 mesi (IC al 95% 20,3-24,8). Invece, la percentuale di progressione della malattia è stata del 2,6%.

La PFS mediana è risultata di 22,1 mesi (IC al 95% 20.3-24.7), mentre i dati di sopravvivenza globale non erano ancora maturi al momento dell'analisi.

Gli outcome di sicurezza sono risultati coerenti con il profilo di eventi avversi riportato in precedenza per vismodegib e "l'esposizione a lungo termine non è risultata associata a un peggioramento della gravità o della frequenza degli eventi avversi correlati al trattamento" scrivono la Basset-Seguin e gli altri autori nel loro abstract.

Gli eventi avversi correlati al trattamento di qualsiasi grado hanno avuto un’incidenza del 98% e i più comuni sono stati gli spasmi muscolari (66,4%), l’alopecia (61,5%), la disgeusia (54,6%), il dimagrimento (40,6%) e la diminuzione dell'appetito (24,9%). Oltre la metà degli eventi avversi (il 54%) sono stati lievi o moderati.

Gli eventi avversi di grado 3 sono stati gli spasmi muscolari (7,7%), l’alopecia (1,2%), la disgeusia (2,1%), il dimagrimento (3,9%), la diminuzione dell'appetito (1,6%), l’astenia (1,8%), la nausea (0,3%), l’ageusia (1,2%), l’affaticamento (1,6%), la diarrea (0,7%) e l’artralgia (0,3%). Gli eventi avversi di grado 4, verificatisi in un paziente ciascuno, sono stati gli spasmi muscolari, l’alopecia, la disgeusia, il dimagrimento, l’astenia, l’ageusia e l’affaticamento.

Eventi avversi gravi correlati al trattamento si sono verificati in 289 pazienti (il 24%) e sono stati la polmonite (1,5%), il carcinoma cutaneo a cellule squamose (1%) e un deterioramento generale della salute fisica (1%).

Durante lo studio o il follow-up ci sono stati 110 decessi, il 5,8% dei quali correlati ad eventi avversi e il 2,2% attribuiti alla progressione della malattia.

La Food and Drug Administration ha approvato vismodegib nel gennaio 2012 come trattamento per i pazienti con carcinoma basocellulare avanzato metastatico o localmente avanzato non trattabili con la chirurgia o la radioterapia. L'approvazione si è basata su uno studio condotto su 96 pazienti con carcinoma a cellule basali localmente avanzato o metastatico. Nella coorte dei pazienti metastatici, il 30% aveva ottenuto una risposta parziale, mentre nel gruppo di pazienti con malattia localmente avanzata, la percentuale di risposta parziale o completa era stata del 43%.

J. Hansson, et al. Vismodegib (VISMO), a hedgehog pathway inhibitor (HPI), in advanced basal cell carcinoma (aBCC): STEVIE study primary analysis in 1215 patients (pts). J Clin Oncol 34, 2016 (suppl; abstr 9532).
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