Una nuova doppietta chemioterapica non contenente platino - topotecan più paclitaxel – non ha migliorato la sopravvivenza rispetto alla terapia standard con cisplatino-paclitaxel in un gruppo di pazienti colpite da cancro della cervice uterina avanzato, ma ha mostrato alcune potenzialità come trattamento alternativo in uno studio randomizzato presentato al congresso della Society of Gynecologic Oncology, a Los Angeles.

La sopravvivenza globale (OS) mediana (endpoint primario dello studio) è stata di 12,5 mesi nel gruppo trattato con la doppietta sperimentale contro 15 mesi in quello trattato con la doppietta standard e la differenza non ha raggiunto la significatività statistica.
Anche la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la percentuale di risposta e la percentuale di risposta completa sono state migliori nel gruppo cisplatino-paclitaxel.

"La sostituzione del cisplatino con topotecan non ha portato a un miglioramento della sopravvivenza globale" ha affermato il primo autore dello studio Krishnansu Tewari, della University of California di Irvine, aggiungendo, tuttavia, che "topotecan più paclitaxel è un trattamento alternativo per questa popolazione di pazienti, che ha poche opzioni terapeutiche a disposizione" e che “una valutazione di tossicità permetterebbe di identificare le donne che hanno minori probabilità di tollerare la doppietta cisplatino-paclitaxel e per le quali si potrebbe, quindi, prendere in considerazione topotecan più paclitaxel".

La chemioterapia a base di platino è attualmente il gold standard per la terapia di prima linea del cancro del collo dell'utero. Tuttavia, l’impiego crescente della chemio-radioterapia con cisplatino contro questo tumore localmente avanzato ha destato preoccupazione per l'emergere di platino-resistenza nelle pazienti con recidiva, confermato da diversi studi clinici.

Data la scarsità di opzioni terapeutiche per le pazienti con cancro del collo dell'utero avanzato o recidivante, Tewari ed altri ricercatori del Gynecologic Oncology Group hanno avviato uno studio randomizzato per valutare l’efficacia della doppietta topotecan più paclitaxel in un gruppo di donne che avevano un cancro del collo dell'utero in stadio IVB, ricorrente, persistente o metastatico.

Le pazienti sono state trattate con la combinazione topotecan-paclitaxel oppure con cisplatino-paclitaxel, continuando la terapia fino alla progressione della malattia, alla comparsa di una tossicità inaccettabile o all’ottenimento di una risposta completa. Una riduzione del 30% del rischio di morte con la doppietta sperimentale era considerato un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza.
Lo studio ha coinvolto 452 pazienti, il 75% delle quali già esposte in precedenza a una chemioterapia a base di platino.

La differenza di 2,5 mesi tra i due bracci in termini di OS si è tradotta in un hazard ratio (HR) di mortalità di 1,20 per la terapia sperimentale rispetto alla doppietta standard (IC al 95% 0,82-1,76; P =0,88). La differenza di PFS tra il braccio topotecan e braccio cisplatino è risultata, invece, significativa (HR 1,39; IC al 95% 1,09-1,77, P = 0,0083).

La percentuale di risposta è stata del 38,4% nel gruppo cisplatino e 28,7% nel gruppo topotecan (P = NS), mentre quella di risposta completa è stata rispettivamente dell’11,4% e 7,2%.

Anche l’analisi sui sottogruppi stratificati in base all’esposizione precedente al platino oppure o no ha continuato a mostrare la superiorità del regime a base di cisplatino, con una percentuale di risposta del 34% con la terapia standard contro il 24% con topotecan nelle pazienti già trattate in precedenza e 54% contro 42% in quelle naïve al cisplatino.
"Gli intervalli di confidenza includono 1, quindi non possiamo dire che topotecan sia inferiore al cisplatino," ha sottolineato Tewari. "Tuttavia, nel complesso, questi dati indicano che la doppietta topotecan-paclitaxel non eccelle rispetto a quella standard, anche nelle pazienti già trattate".

Il risultato positivo è che la doppietta topotecan.paclitaxel è risultata associata a una minore incidenza di nausea, neuropatia e tossicità metaboliche di grado 3-5; tuttavia, con il regime sperimentale è stata più frequente la leucopenia di grado 3 e superiori, mentre nelle pazienti che hanno sviluppato neutropenia di grado 3-4 con la doppietta topotecan paclitaxel non si è visto un aumento della neutropenia febbrile e  delle infezioni.

Un secondo obiettivo dello studio era valutare l'aggiunta di bevacizumab alla chemioterapia. Il mese scorso l’Fda ha annunciato che l’aggiunta di questo anticorpo monoclonale a cisplatino-paclitaxel o a topotecan-paclitaxel ha migliorato significativamente la sopravvivenza di 3,7 mesi. Tewari ha riferito ai presenti che l’analisi dei dati su bevacizumab è ancora in corso e che i risultati saranno comunicati in dettaglio nel prossimo futuro.

K.S. Tewari, et al. Phase III randomized clinical trial of cisplatin plus paclitaxel vs the nonplatinum chemotherapy doublet of topotecan pluspaclitaxel in woimen with recurrent, persistent, or advanced cervical cancer: A Gynecologic Oncology Group study. SGO 2013; Abstract 1.