L'aggiunta di oxaliplatino al 5-fluorouracile (5-FU) durante la chemioterapia adiuvante sembra associata a un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con cancro al colon visti dal medico nella pratica clinica quotidiana. A confermare quanto già evidenziato nei trial clinici è uno studio multicentrico americano di tipo retrospettivo, appena pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.

Dalla ricerca emerge che la sopravvivenza globale (OS) a 3 anni è risultata superiore nei pazienti trattati con oxaliplatino più 5-FU rispetto a quello trattati con il solo 5-FU in tutte le coorti analizzate.
Inoltre, in queste coorti, la OS è risultata compresa tra il 79% e l’88% a fronte dell’86% ottenuto negli studi controllati e randomizzati.

Questi trial hanno dimostrato che la combinazione dei due chemioterapici migliora la sopravvivenza nei pazienti con tumore del colon in stadio III, ma i partecipanti a questi studi erano più giovani, più sani e meno eterogenei dal punto di vista razziale rispetto alla popolazione generale colpita dal cancro. Perciò, scrivono gli autori nell’introduzione, finora i benefici dell’aggiunta di oxaliplatino al 5-FU erano incerti.

Per colmare questa lacuna, Deborah Schrag, del Dana Farber Cancer Institute di Boston, e altri autori hanno eseguito uno studio osservazionale selezionando 4.060 pazienti al di sotto dei 75 anni con tumore al colon in stadio III diagnosticato tra il 2004 e il 2009, sottoposti alla chemioterapia entro 120 dall’intervento chirurgico, da cinque database: il registro Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) legato alle richieste di rimborso dell’assicurazione Medicare; il New York State Cancer Registry (NYSCR) legato anch’esso all’assicurazione Medicare; il NYSCR legato all’assicurazione Medicaid; il National Comprehensive Cancer Network (NCCN); il Cancer Care Outcomes Research & Surveillance Consortium (CanCORS).

Hanno quindi confrontato la OS nei pazienti trattati con una chemioterapia adiuvante contenente oxaliplatino rispetto a quelli trattati con la chemio senza oxaliplatino e hanno poi confrontato ulteriormente i dati ottenuti con i dati di cinque studi controllati e randomizzati eseguiti dal gruppo ACCENT (Adjuvant Colon Cancer Endpoints) su un totale di 8.292 pazienti.

Il miglioramento della sopravvivenza associato all’aggiunta di oxaliplatino al 5-FU si è osservato in tutte e cinque le coorti analizzate. La OS a 3 anni è risultata dell’80% nel registro SEER-Medicare (1.273 pazienti), 79% nel NYSCR–Medicare (180 pazienti), 82% nel NYSCR–Medicaid (54 pazienti), 86% nel NCCN (438 pazienti) e 88% nel CanCORS (129 pazienti) a fronte dell’86% ottenuto nei trial clinici.

Un miglioramento statisticamente significativa della OS a 3 anni si è osservato in particolare nella coorte più ampia, quella del SEER-Medicare (HR di morte aggiustato 0,70; IC al 95% 0,60-0,82; P < 0,001) e nella coorte NYSCR-Medicare su pazienti al di sopra dei 64 anni (HR = 0,58; IC al 95% 0,38-0,90; P = 0,02); per confronto, l’HR degli studi clinici combinati è risultato pari a 0,80 (IC al 95% 0,70-0,92; P = 0,002).

Il beneficio dell’aggiunta di oxaliplatino ai fini della sopravvivienza si è mantenuto anche nei pazienti più anziani e nei gruppi minoritari, così come nei pazienti con maggiori comorbidità.

Va detto, però, che uno dei limiti dello studio era proprio il numero ridotto di pazienti appartenenti a minoranze etniche e razziali. Inoltre, i tempi di follow-up diversi nelle diverse coorti hanno reso difficile un’interpetazione univoca.

I ricercatori hanno valutato l’OS anziché la sopravvivenza libera da malattia a causa dei limiti delle fonti dei dati. Per quanto abbiano cercato di trovare coorti confrontabili, non hanno potuto eliminare il rischio della presenza di fattori di confondimento legati alla selezioni del paziente come una causa importante delle differenze di sopravvivenza osservate

Ciò nonostante, scrivono nella discussione del lavoro che in base ai loro risultati il beneficio dell’aggiunta dell’oxaliplatino alla chemio adiuvante con 5-FU osservato negli studi clinici sembra manifestarsi anche nella pratica clinica quotidiana e che medici e  pazienti dovrebbero sentirsi rassicurati da questo risultato

H.K. Sanoff, et al. Comparative effectiveness of oxaliplatin vs non-oxaliplatin-containing adjuvant chemotherapy for stage III colon cancer. J Natl Cancer Inst 2012; 104: 1-17.
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