In un’analisi di studi condotti su bevacizumab in pazienti con carcinoma colorettale metastatico, i soggetti con indice di massa corporea (BMI) ridotto mostrano una sopravvivenza generale più breve rispetto ai pazienti con un BMI superiore. Lo studio è stato presentato a Barcellona in occasione del 17° World Congress on Gastrointestinal Cancer 2015.

“Numerose evidenze suggeriscono che l’obesità aumenta il rischio di ammalarsi di tumore al colon retto, spiegano gli autori. Quello che abbiamo voluto valutare nel nostro studio è se esiste una correlazione tra obesità e sopravvivenza in pazienti che soffrono di questa malattia. Negli Stati Uniti, le persone obese possono essere a rischio di ricevere una dose ridotta di chemioterapia e questo può far pensare che l’obesità possa essere associata a una peggior sopravvivenza nei pazienti obesi con tumore al colon retto”.

Nello studio, i ricercatori hanno analizzato la sopravvivenza generale e la sopravvivenza senza progressione (PFS) in pazienti suddivisi in quattro categorie in base al BMI (<25, 25-<30, 30-35, >35 kg/m2), trattati con bevacizumab come terapia di prima linea per il carcinoma colorettale metastatico. Gli esperti hanno utilizzato i dati aggregati di pazienti provenienti da quattro studi europei e americani: BEAT, BRiTE, AWB e CONCERT. In totale, sono stati inclusi nelle analisi 6.128 pazienti.

Dallo studio è emerso che i pazienti con un BMI < 25 avevano una sopravvivenza più breve rispetto ai soggetti con un BMI superiore (21,1, 23,5, 24,0, 23,7 mesi rispettivamente per i pazienti con BMI (<25, 25-<30, 30-35, >35 kg/m2), mentre la PFS era simile per tutti e quattro i gruppi (circa 10 mesi).

“Questi dati dimostrano  che l’obesità non è associata a una riduzione della sopravvivenza nei pazienti con tumore al colon retto metastatico”, spiegano gli autori. Al contrario di quanto ipotizzato, i pazienti con un BMI inferiore, quindi i soggetti più magri, avevano una sopravvivenza inferiore rispetto a quelli in sovrappeso o obesi e il risultato è stato mantenuto anche dopo aggiustamento per diversi fattori di aggiustamento. Non abbiamo invece osservato alcuna relazione tra il BMI e la PFS”, concludono i ricercatori.

Secondo gli esperti, esistono dei meccanismi biologici che aumentano il rischio di incidenza e ricorrenza del tumore. Questi fattori possono essere associati ad esempio all’insulina. Nella relazione tra obesità e sopravvivenza nel tumore al colon retto metastatico, è possibile che la cachessia, ovvero la forma grave di deperimento organico associata al cancro, superi qualsiasi fattore biologico dannoso dovuto al peso elevato.

Questo studio dimostra quindi che la cachessia è un fattore fortemente predittivo di outcome sfavorevoli in questi pazienti, anche perché questa forma di deperimento organico è associata a sua volta a quanto i pazienti possono ricevere e tollerare i trattamenti.

Survival outcomes according to body mass index (BMI): results from a pooled analysis of 5 observational or phase IV studies of bevacizumab in metastatic colorectal cancer (mCRC).