Misurare l'espressione di due geni, ERCC1 e TS, potrebbe aiutare i medici ad assegnare ai pazienti con un cancro del colon-retto metastatico il regime chemioterapico di maggior beneficio per loro. A suggerirlo sono i risultati di un piccolo studio retrospettivo pubblicato di recente sulla rivista PLoS ONE.

Dal lavoro, coordinato da Michel B. Choueiri, della University of California di San Diego, emerge che i pazienti con un grado di espressione elevato dei geni ERCC1 e TS hanno avuto una prognosi sfavorevole rispetto a quelli in cui l’espressione di questi geni era bassa e che una bassa espressione di ERCC1/TS sembra essere predittiva di risposta al trattamento con la chemioterapia FOLFOX, ma non con la chemioterapia FOLFIRI.

Nei pazienti con un cancro al colon metastatico, la risposta alla chemioterapia di prima linea è un forte predittore della sopravvivenza globale (OS), spiegano Choueiri e i colleghi nell’introduzione. Inoltre, attualmente gli oncologi non hanno a disposizione test diagnostici che permettano di determinare quale regime chemioterapico offre le maggiori chance di risposta nel singolo paziente.

Nello studio, quindi, i ricercatori hanno innanzitutto utilizzato il test disponibile in commercio ResponseDX: Colon per analizzare l’espressione di ERCC1 e TS in 41 pazienti con un tumore al colon metastatico diagnosticato tra il luglio 2008 e agosto 2013. Inoltre, hanno utilizzato i dati del Cancer Genome Atlas per collegare le informazioni relative al grado di espressione genica con i dati di sopravvivenza.

Nei pazienti con una bassa espressione di ERCC1, l’OS mediana è stata di 36 mesi contro 10,1 mesi in quelli con espressione elevata di questo gene (hazard ratio, HR, 0,29; IC al 95% intervallo di confidenza 0,095-0,84). Nei pazienti in cui il gene era poco espresso, inoltre, il fallimento del trattamento dopo la chemioterapia di prima linea è avvenuto più tardi (14,1 mesi contro 2,4; HR 0,17; IC al 95% 0,048-0,58).

L’associazione tra bassa espressione di ERCC1 e sopravvivenza superiore è rimasta significativa anche dopo che i ricercatori hanno aggiustato i dati tenendo conto di altri fattori, quali età, sesso, grado tumorale e performance status ECOG.

Sono state trovate associazioni simili anche tra grado di espressione del gene TS e sopravvivenza. I pazienti con TS poco espresso hanno avuto un’OS significativamente più lunga rispetto ai pazienti con il gene altamente espresso (36 mesi contro 14,8; HR 0,25; IC al 95% 0,074-0,82).

Inoltre, i pazienti con entrambi i geni altamente espressi hanno mostrato una tendenza verso una percentuale di risposta complessiva più bassa rispetto ai pazienti con ERCC1 poco espresso e TS altamente espresso (50% contro 63%) e ai pazienti con entrambi i geni poco espressi (86%).

Choueiri e i colleghi hanno poi analizzato la correlazione tra grado di espressione di ERCC1 e TS e risposta del paziente alla chemioterapia di prima linea, scoprendo che una bassa espressione di entrambi i geni è stata predittiva di risposta nei pazienti trattati con FOLFOX (91% contro 40% in presenza di uno o entrambi  i geni altamente espressi), ma non in quelli trattati con FOLFIRI (71% contro 71%).

"Questo studio dimostra la potenziale utilità del grado di espressione dei geni ERCC1 e TS come biomarcatori prognostici e potenzialmente predittivi nel tumore del colon-retto metastatico, in linea con quanto già emerso in lavori precedenti" scrivono i ricercatori. "In futuro, si dovrebbe analizzare il valore prognostico e predittivo dell’espressione di ERCC1 ed TS nel contesto di uno studio clinico prospettico più grande”.

M.B. Choueiri, et al. ERCC1 and TS Expression as Prognostic and Predictive Biomarkers in Metastatic Colon Cancer. PLoS One 2015; doi: 10.1371/journal.pone.0126898.
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