Merck ha annunciato nuovi risultati emersi da un’analisi retrospettiva dello studio di Fase III già completato denominato CRYSTAL. Tale analisi ha messo a confronto i risultati ottenuti con cetuximab in associazione a FOLFIRI rispetto al solo FOLFIRI.

L’analisi ha valutato un sottogruppo di pazienti con carcinoma metastatico del colon retto (mCRC, metastatic ColoRectal Cancer) con KRAS wild-type (esone 2). Un significativo miglioramento clinico è stato osservato nei pazienti affetti da tumori RAS wild-type quando cetuximab è stato associato a FOLFIRI nel trattamento di prima linea dell’mCRC.1

I nuovi dati saranno presentati in occasione dell’Annual Meeting 2014 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), nell’ambito della sessione gastrointestinale (colon retto) del 2 giugno 2014 (dalle ore 10:00 alle 10:12). I risultati di questa analisi rafforzano l’impegno di Merck nel migliorare la cura dei pazienti e sostengono il suo ruolo di leader in un’area fortemente innovativa come quella della cura personalizzata dei tumori.

In questa nuova analisi, sono stati valutati per ulteriori mutazioni di RAS (definite come le mutazioni degli esoni 3 o 4 di KRAS e/o degli esoni 2, 3 o 4 di NRAS) 430 campioni tumorali dei pazienti con stato KRAS wild-type (esone 2) (65% di 666 pazienti). Di questi, 367 erano RAS wild-type, mentre 63 presentavano una mutazione. L’analisi mostra un aumento  del 27,7% del tasso di risposta (RR, response rate), un aumentodi 3,0-mesi della sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS, progression-free survival) e un aumento di 8,2-mesi della sopravvivenza mediana globale (OS, overall survival) nei pazienti affetti da mCRC con tumori RAS wild-type (n=367) che avevano ricevuto in prima linea cetuximab in associazione a FOLFIRI, rispetto ai pazienti che avevano ricevuto il solo FOLFIRI (RR: 66,3% vs. 38,6%, rispettivamente; odds ratio: 3,11; 95% confidence interval [CI]: 2,03–4,78; p<0,0001; PFS: mediana: 11,4 mesi vs. 8,4 mesi, rispettivamente; hazard ratio [HR]: 0,56; 95% CI: 0,41–0,76; p=0,0002; OS: mediana di 28,4 vs. 20,2 mesi, rispettivamente; HR: 0,69; 95% CI: 0,54–0,88; p=0,0024).1

“I dati dimostrano in modo chiaro il beneficio clinico del trattamento con cetuximab in associazione a FOLFIRI nei pazienti con carcinoma del colon retto metastatico con RAS wild-type, rispetto al solo FOLFIRI,” ha dichiarato il Dottor Steven Hildemann, Global Chief Medical Officer e Head del Global Medical e Safety della divisione Merck Serono. “Questa analisi dello studio CRYSTAL contribuisce ad una maggiore comprensione di questa patologia e conferma che il test del biomarcatore è fondamentale per una terapia che abbia al centro il paziente e per un approccio realmente personalizzato al carcinoma del colon retto metastatico.”

Per il Dottor Antonio Messina, Presidente ed Amministratore Delegato di Merck Serono, “Queste analisi retrospettive mettono una vasta quantità di dati a disposizione della comunità scientifica . La conferma dell’efficacia di cetuximab emersa da questo studio è motivo di orgoglio per Merck Serono, che da sempre si impegna per prolungare e migliorare la vita dei pazienti ed opera per l’individuazione di terapie sempre più a misura del malato oncologico”.

“In questi ultimi anni – ha commentato il Professor Fortunato Ciardiello, autore principale della presentazione orale in programma al Congresso ASCO 2014 e Professore Ordinario di Oncologia Medica presso la Seconda Università di Napoli – sono stati fatti grandi passi in avanti nell’individuazione della migliore terapia possibile per ogni paziente affetto da carcinoma del colon retto metastatico. I dati appena emersi dall’analisi retrospettiva suggeriscono una nuova e fondamentale possibilità di trattamento nell’ambito della scelta della terapia mirata più adeguata e confermano quanto sia importante che i pazienti vengano sottoposti al test per lo stato mutazionale di RAS per poter usufruire della migliore terapia possibile.”

Nel gruppo di pazienti trattati con cetuximab in associazione a FOLFIRI con mutazioni KRAS nell’esone 2 (n=397) o con altre mutazioni RAS (n=63) non è stato osservato alcun beneficio  rispetto al solo FOLFIRI (n=214)(RR: 31,7% vs. 36,0%, rispettivamente; odds ratio: 0,85; 95% CI: 0,58–1,25; p=0,40; PFS: mediana di 7,4 mesi vs. 7,5 mesi, rispettivamente; HR: 1,10; 95% CI: 0,85–1,42; p=0,47; OS: mediana pari a 16,4 mesi vs. 17,7 mesi, rispettivamente; HR: 1,05; 95% CI: 0,86–1,28; p=0,64).1 L’analisi del sottogruppo conferma i risultati di OPUSe di altri studi che hanno mostrato come i pazienti con RAS mutato non beneficiano di una terapia a base di  anti-EGFR.

In seguito ad un aggiornamento dell’indicazione approvata dalla Commissione Europea a dicembre 2013, cetuximab è ora indicato nel trattamento di pazienti affetti da mCRC RAS wild type, che esprimano il recettore del fattore di crescita epidermico,
•         in associazione alla chemioterapia a base di irinotecan,
•         in associazione a FOLFOX nel trattamento di prima linea,
•         in monoterapia in pazienti per i quali sia fallita la terapia a base di oxaliplatino e irinotecan e che siano intolleranti all’irinotecan.
Nei pazienti affetti da mCRC con RAS mutato o dei quali lo stato mutazionale RAS  risulti sconosciuto, l’associazione di cetuximab con la chemioterapia contenente oxaliplatino è controindicata.

CRYSTAL (Cetuximab combined with iRinotecan in 1st-line therapY for metaSTatic colorectAL cancer) è uno studio multicentrico di Fase III, randomizzato che ha coinvolto 1.198 pazienti affetti da mCRC allo stadio IV, con espressione di EGFR non trattati in precedenza con chemioterapia. In  666 il tumore è risultato KRAS wild-type (esone 2). Lo studio ha mostrato che la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e il tasso di risposta sono stati significativamente migliori nei pazienti affetti da mCRC trattati con cetuximab in associazione a FOLFIRI, rispetto al solo FOLFIRI.

Il cancro del colon retto (CRC) è la seconda neoplasia più comune nel mondo, con un’incidenza stimata di oltre 1,36 milioni di nuovi casi all’anno.4 Ogni anno si verificano circa 694.000 decessi per CRC, pari all’8,5% di tutte le morti per cancro, che ne fanno la quarta causa più comune di morte per tumore.4 Circa il 55% dei casi di carcinoma al colon retto viene diagnosticato nelle regioni sviluppate del mondo, mentre l’incidenza e le percentuali di mortalità appaiono significativamente maggiori negli uomini rispetto alle donne.