L'assunzione di statine non è risultata associata a una maggiore percentuale di sopravvivenza nei pazienti con tumore del colon-retto in uno studio osservazionale di autori tedeschi, pubblicato di recente sul Journal of the National Cancer Institute.

Secondo i ricercatori, gli studi precedenti che avevano evidenziato un'associazione tra uso di statine e riduzione della mortalità dovuta al cancro del colon-retto potrebbero non aver tenuto adeguatamente conto dello stadio della malattia al momento della diagnosi e di altri fattori associati con l'uso di statine.

"In contrasto con gli studi in cui si è valutato l’effetto sul rischio di cancro del colon-retto, solo pochi hanno indagato l'effetto della terapia con statine sulla sopravvivenza e sulle recidive dopo una diagnosi di cancro del colon-retto" scrivono gli autori, coordinati da Michael Hoffmeister, del German Cancer Research Center di Heidelberg.

"L'obiettivo di questo studio è stato quello di fornire risultati più dettagliati, provenienti un'ampia coorte di pazienti affetti da cancro del colon-retto, e analizzare le associazioni tra utilizzo delle statine, da un lato, e sopravvivenza globale, sopravvivenza legata specificamente al cancro al colon-retto, e sopravvivenza libera da recidiva, dall’altro, in base alle caratteristiche cliniche e patologiche del paziente, al principio attivo e alla durata di utilizzo".

A tale scopo, Hoffmeister e i colleghi hanno analizzato i dati di 2697 pazienti residenti nel sud della Germania, ai quali era stato diagnosticato un cancro del colon-retto nel periodo compreso tra il 2003 e il 2009. L'età media della popolazione era di 68 anni e il 40% del campione era formato da donne.

I ricercatori hanno valutato se i pazienti utilizzavano le statine al momento della diagnosi di cancro del colon-retto. Altri fattori valutati durante il follow-up sono stati i dettagli della terapia, le recidive, lo stato vitale e, nel caso dei pazienti deceduti, la causa della morte.

Il follow-up dopo la diagnosi di tumore del colon-retto è stato di 3,4 anni.

Complessivamente, 412 (il 15%) dei pazienti analizzati prendevano le statine e 769 (il 29%) sono deceduti durante il follow-up. L'uso delle statine è risultato più comune nei pazienti più anziani, negli uomini e nei pazienti con un cancro in uno stadio più basso, un indice di massa corporea più alto, nei fumatori e in coloro che assumevano spesso FANS. In coloro che utilizzavano le statine si è osservata anche una maggiore incidenza di diabete, infarto del miocardio, ictus e scompenso cardiaco rispetto ai non utilizzatori (88% contro 21%).

L’analisi multivariata aggiustata tenendo conto dei principali fattori clinici e epidemiologici non ha evidenziato un’associazione significativa tra uso di statine e prolungamento della sopravvivenza globale (HR 1,1; IC al 95% 0,85-1,41), della sopravvivenza specifica per la malattia (HR 1,11; IC al 95% 0,82-1,5 ) o dell’RFS (HR 0.9; IC al 95% 0,63-1,27).

Inoltre, non si è osservata alcuna riduzione del rischio nemmeno tenendo conto delle differenze relative a principio attivo utilizzato, durata di utilizzo, età e sesso.

Si è trovata solo un’associazione tra uso di statine e RFS nel caso dei carcinomi in stadio I e II (HR 0,5; IC al 95% 0,26-0,95).

Nell’analisi, segnalano gli autori, non si è, invece, tenuto conto delle informazioni relative ai pazienti che hanno smesso di prendere le statine negli anni precedenti la diagnosi di tumore. Inoltre, avvertono Hoffmeister e i colleghi, dato che l'uso di statine era riferito dai pazienti, nei risultati c’è un potenziale rischio di errore di calcolo. Infine, un ulteriore limite del lavoro è rappresentato dal fatto che non era sufficientemente ampio per distinguere gli effetti deboli delle statine.

I ricercatori concludono che il riscontro di un miglioramento dell’RFS associato all'uso delle statine nei pazienti con un tumore in fase iniziale potrebbe essere frutto del caso e deve essere confermato. Al momento, segnalano, è in corso il primo studio randomizzato su questo tema.

Tuttavia, sottolineano gli autori, in attesa dei risultati di questo trial bisognerà fare ulteriori studi di coorte osservazionali sufficientemente ampi, in cui si faccia una valutazione prospettica clinica ed epidemiologica globale, per chiarire l'effetto delle statine - attualmente incerto - sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro del colon-retto e indirizzare la pianificazione delle prossime sperimentazioni cliniche.

M. Hoffmeister, et al. Statin use and survival after colorectal cancer: the importance of comprehensive confounder adjustment. J Natl Cancer Inst. 2015; doi:10.1093/jnci/djv045.
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