Nei  pazienti con uno stadio avanzato di carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc= small cell lung cancer), la radioterapia toracica in combinazione con il trattamento convenzionale può aumentare significativamente la sopravvivenza a lungo termine e ridurre le recidive della malattia. Sono le conclusioni di uno studio di fase 3 pubblicato di recente su The Lancet.

Il carcinoma polmonare a piccole cellule rappresenta circa il 10-15% di tutti i casi di cancro al polmone. Esso è quasi sempre causato dal fumo e tende a diffondersi rapidamente ad altre parti del corpo, il che significa che è spesso diagnosticato in fase avanzata.
La maggior parte dei pazienti in stadio avanzato di carcinoma polmonare a piccole cellule (Es- Sclc) che si sottopongono a chemioterapia e irradiazione cranica profilattica, hanno la malattia intratoracica persistente.

Secondo il team di ricerca, guidato da Ben Slotman, professore di oncologia di radiazione presso il VU University Medical Center di Amsterdam, Paesi Bassi, il trattamento standard per Sclc comporta la chemioterapia seguita da radioterapia craniale profilattica, cioè radiazioni alla testa e al collo per fermare la diffusione del cancro al cervello.

Ma il professor Slotman osserva che questi pazienti hanno un tasso di sopravvivenza molto basso, infatti sembra che solo il 5% sopravvive 2 anni o più. Inoltre, la probabilità di recidiva del tumore e la probabilità di diffusione ad altre zone del corpo rimane alto nei pazienti con Sclc.
La radioterapia toracica non è di solito offerta ai pazienti con Sclc che sono sottoposti a chemioterapia, in quanto il cancro si è già diffuso al di fuori del torace. “In questi pazienti abbiamo valutato la radioterapia toracica oltre al trattamento convenzionale” scrivono gli autori, “per verificare se la radioterapia al torace potrebbe influenzare la sopravvivenza e la probabilità di recidiva del tumore dei pazienti”.

Il team ha condotto uno studio clinico di fase 3 che ha arruolato 498 pazienti adulti con Sclc in stadio avanzato, provenienti da 42 ospedali, di cui 16 nei Paesi Bassi, 22 nel Regno Unito, 3 in Norvegia e 1 in Belgio. Sono stati arruolati pazienti, con l'OMS Performance Score 0-2 e confermato Es- Sclc, che hanno risposto alla chemioterapia.

I pazienti, che avevano già risposto alla chemioterapia di prima linea per il cancro, sono stati randomizzati a ricevere la radioterapia toracica (30 Gy in dieci frazioni) o nessuna radioterapia toracica. Tutti sono stati sottoposti a irradiazione cranica profilattica. L’intervallo medio tra la diagnosi e la randomizzazione era di 17 settimane; il follow-up era di 24 mesi.

La sopravvivenza generale dei pazienti ad 1 anno non era significativamente differente tra i due gruppi di trattamento: il 33% (95% CI 27-39) per il gruppo radioterapia toracica contro il 28% (95% CI 22-34) per il gruppo di controllo (hazard ratio [HR] 0,84, 95% CI 0, 69-1,01, p = 0, 066).
Tuttavia, in un'analisi secondaria, la sopravvivenza globale a 2 anni è stata del 13% (95% CI 9-19) nei pazienti trattati con radioterapia cranica profilattica più radioterapia toracica rispetto al 3% (95% CI 2-8, p = 0 • 004) nei pazienti trattati con solo radioterapia cranica.

La progressione è risultata meno probabile nel gruppo con radioterapia toracica rispetto al gruppo di controllo (HR 0,73, 95% CI 0, 61-0,87, p = 0,001). A 6 mesi, la sopravvivenza libera da progressione è stata del 24% (95% CI 19-30) contro il 7% (95% CI 4-11, p = 0, 001).
Inoltre nei pazienti che hanno ricevuto la radioterapia toracica, in aggiunta alla radioterapia cranica profilattica, il 20% ha presentato una recidiva del cancro al torace, contro il 46% che ha ricevuto solo la radioterapia craniale profilattica.

I ricercatori sostengono che la radioterapia toracica è stata ben  tollerata dai pazienti in quanto non hanno registrato gravi effetti tossici, acuti o ritardati; i più comuni effetti indesiderati di grado 3 o superiore sono stati affaticamento e dispnea.

"I nostri risultati mostrano che la radioterapia toracica migliora la sopravvivenza a lungo termine. Pertanto, la radioterapia toracica dovrebbe essere considerata per i pazienti in stadio avanzato di cancro del polmone a piccole cellule che hanno risposto alla chemioterapia" ha concluso il professor Slotman, suggerendo che questo trattamento potrebbe essere indagato per l’utilizzo in zone diverse dal torace.

In un editoriale legato allo studio, Jan van P Meerbeeck, dell’Università di Gand e Anversa, in Belgio, e David Ball, dell'Università di Melbourne, in Australia, fanno notare che la radioterapia toracica non è una procedura tecnicamente complessa e sarebbe facile fornirla a basso costo, anche nei reparti di radioterapia con risorse limitate.

Tuttavia, essi sottolineano che l'obiettivo iniziale di questo studio era di dimostrare che la radioterapia toracica avrebbe dovuto prolungare la sopravvivenza di oltre il 10% nel primo anno, rispetto a coloro che non hanno ricevuto il trattamento, ma tale obiettivo non è stato raggiunto. Ma essi notano che i benefici ritardati ci sono e sono concordi con un precedente studio che ha valutato la radioterapia toracica per il trattamento del Sclc.
B.J. Slotman Use of thoracic radiotherapy for extensive stage small-cell lung cancer: a phase 3 randomised controlled trial. Lancet. 2014 Sep 12. pii: S0140-6736(14)61085-0. doi: 10.1016/S0140-6736(14)61085-0. [Epub ahead of print]
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