Ca della vescica, cambiamenti epigenetici potenziali fattori chiave per lo sviluppo di chemioresistenza

Oncologia-Ematologia
Uno studio sulla chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino presentato al congresso  della European Association of Urology, attualmente in corso a Milano, dimostra che i cambiamenti epigenetici sono potenziali fattori chiave per lo sviluppo della chemioresistenza nel carcinoma della vescica.


La chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino è raccomandata nei pazienti con carcinoma della vescica che ha invaso il muscolo. I diversi regimi a base di cisplatino hanno un'efficacia simile, con una risposta completa nel 30% dei casi e un vantaggio di sopravvivenza del 16% (HR, 0,84; IC al 95% 0,72-0,99).


Secondo i ricercatori, l’identificazione di un biomarker in grado di predire la risposta al trattamento farebbe aumentare i tassi di risposta patologica completa e permetterebbe di risparmiare ai non responder gli effetti avversi della chemioterapia.


Tra i possibili fattori chiamati in causa per spiegare la resistenza alla chemioterapia c’è l’ipermetilazione del DNA. "Abbiamo ipotizzato che la metilazione del DNA possa rappresentare non solo un meccanismo per l'acquisizione di resistenza, ma essere un potenziale biomarker per predire la risposta alla chemioterapia a base di platino nel carcinoma della vescica" scrivono gli autori, guidati da W. Tan, dello University College di Londra.


Per questo studio, Tan e gli altri autori hanno estratto il DNA da 48 tumori invasivi della vescica, prima che il paziente fosse sottoposto alla chemioterapia neoadiuvante alla base di platino, e ne hanno analizzato i profili di metilazione.


Secondo i ricercatori, l'analisi suggerisce che la resistenza acquisita sia associata a un’ipermetilazione globale sia nei tumori primari sia nelle linee cellulari da esse derivati.


Inoltre, un’ulteriore analisi ha identificato circa 2700 posizioni variabili di metilazione (MPV) associate con la risposta alla chemioterapia. Il clustering gerarchico delle MVP associate alla risposta alla chemioterapia ha portato a definire tre gruppi: sensibili alla chemio, resistenti alla chemio e un gruppo misto con un fenotipo ipometilato. Le MVP associate alla resistenza includono nuovi geni come MEIS2, PROM1 e MAP1LC3A, come pure geni già associati in precedenza alla resistenza agli altri tumori, quali MEST e MLH1.


"Questi dati suggeriscono che le alterazioni epigenetiche sono potenziali fattori chiave per lo sviluppo della chemioresistenza nel carcinoma della vescica” concludono gli autori. “Oltre a fornire una nuova visione dei meccanismi di resistenza ai farmaci, sono stati identificati alcuni potenziali biomarker da valutare in futuri studi clinici, tra cui possibili biomarker per la stratificazione dei pazienti negli studi clinici sulle terapie epigenetiche che invertono il fenotipo della resistenza acquisita”.


W. Tan, et al Epigenetic alterations associated with neo-adjuvant chemotherapy resistance in bladder cancer. EAU 2013; abstract 51.