Ca endometriale, bevacizumab aggiunto alla chemio ritarda la progressione in presenza di 'null status' di p53

Le donne con carcinoma dell'endometrio che presentano il cosiddetto 'null status', corrispondente all'assenza di funzione, di p53 possono rispondere alla combinazione bevacizumab pił chemioterapia- A suggerirlo sono i risultati dello studio di fase II GOG/NRG 86P, presentati durante una sessione orale al convegno annuale della Society of Gynecologic Oncology, a New Orleans.

Le donne con carcinoma dell'endometrio che presentano il cosiddetto ‘null status’, corrispondente all’assenza di funzione, di p53 possono rispondere alla combinazione bevacizumab più chemioterapia- A suggerirlo sono i risultati dello studio di fase II GOG/NRG 86P, presentati durante una sessione orale al convegno annuale della Society of Gynecologic Oncology, a New Orleans.

La valutazione dello stato mutazionale di p53 potrebbe essere una strategia praticabile sulla quale basare la scelta della terapia; studi precedenti hanno dimostrato che l'inibizione molecolare e la chemioterapia potrebbero essere efficaci per questa popolazione di pazienti.

Nello studio GOG/NRG 86P, i ricercatori hanno assegnato casualmente 250 pazienti a tre diversi bracci: uno trattato con bevacizumab più paclitaxel e carboplatino, uno con temsirolimus più paclitaxel e carboplatino e uno con ixabepilone, carboplatino e bevacizumab.

Gli autori hanno quindi sequenziato il DNA di TP53 e valutato l’espressione di p53 mediante immunoistochimica su 250 pazienti per determinare lo status di p53 (wild type, perdita di funzione (LOF)/null, guadagno di funzione (GOF)/oncogenico) e per valutare la relazione tra tale status e la sopravvivenza libera da progressione (PFS).

Le pazienti con status nullo di p53 trattate con bevacizumab più la chemioterapia hanno mostrato un prolungamento della PFS rispetto a quelle trattate con temsirolimus più la chemioterapia.

Inoltre, nel braccio trattato con bevacizumab e la chemioterapia, le pazienti con status nullo di p53 hanno mostrato una PFS di 19,6 mesi, mentre quelle con p53 wild type una PFS di 12,2 mesi e quelle con una mutazione oncogenica di p53 una PFS di 10,6 mesi.

Gli autori scrivono nell’abstract che in modelli cellulari "il meccanismo molecolare della letalità sintetica è risultato derivante dalla capacità di agenti come bevacizumab, che bloccano la trasduzione del segnale a valle delle tirosin chinasi, di abrogare i checkpoint del ciclo cellulare in assenza di p53. Ciò determina l'ingresso prematuro delle cellule tumorali in fasi vulnerabili del ciclo cellulare in cui gli agenti chemioterapici sono più attivi".

A.R. Mallen, et al. Evidence for synthetic lethality between bevacizumab and chemotherapy in advanced, p53 null endometrial cancers. SGO 2018; abstract 58.
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