Ca endometriale, l'aspirina potrebbe migliorare la sopravvivenza

Le donne colpite da un cancro all'endometrio che assumevano regolarmente aspirina a basso dosaggio hanno mostrato una sopravvivenza libera da malattia e una sopravvivenza globale a 5 anni nettamente migliori rispetto a quelle che non la utilizzavano. Lo evidenzia uno studio osservazionale retrospettivo e multicentrico presentato al recente congresso annuale della Society of Gynecologic Oncology, a San Diego.

Le donne colpite da un cancro all'endometrio che assumevano regolarmente aspirina a basso dosaggio hanno mostrato una sopravvivenza libera da malattia e una sopravvivenza globale a 5 anni nettamente migliori rispetto a quelle che non la utilizzavano. Lo evidenzia uno studio osservazionale retrospettivo e multicentrico presentato al recente congresso annuale della Society of Gynecologic Oncology, a San Diego.

Questo effetto di apparente prolungamento della sopravvivenza dovuto all’aspirina è risultato maggiore nelle donne obese, al di sotto dei 60 anni, con un tumore endometriale di tipo 1 e/o che avevano fatto la radioterapia pelvica postoperatoria. Infatti, ha spiegato Koji Matsuo, della University of Southern California di Los Angeles, i benefici ottenuti sono risultati statisticamente significativi solo nelle pazienti che rientravano in uno o più di questi sottogruppi.

Lo studio presentato al congresso ha coinvolto 1687 pazienti con un carcinoma endometriale stadiato chirurgicamente, 158 delle quali erano consumatrici regolari di aspirina a basso dosaggio per vari motivi, principalmente la cardioprotezione.

La DFS a 5 anni è risultata del 90,6% tra le utilizzatrici dell’aspirina e 80,9% nelle non utilizzatrici, mentre l’OS a 5 anni rispettivamente del 96,4% contro 87,3%. Le consumatrici di aspirina avevano un profilo di rischio cardiovascolare peggiore delle non utilizzatrici, il loro BMI medio era pari a 36,7 kg/m2 contro 29,6 kg/m2 nel gruppo che non faceva uso di aspirina e avevano significativamente più probabilità di essere ipertese, di avere diabete e ipercolesterolemia, e di assumere farmaci per gestire tali condizioni.

In un'analisi multivariata in cui si teneva conto di età, etnia, obesità, farmaci, grado del tumore, stadio, istologia e ricorso alla radioterapia postoperatoria o alla chemioterapia, il rischio aggiustato a 5 anni di progressione della malattia è risultato inferiore del 54% nelle utilizzatrici di aspirina rispetto alle non utilizzatrici e il rischio di mortalità per qualsiasi causa inferiore del 77%.

Si pensa che il meccanismo alla base dei benefici antitumorali dell’aspirina nel carcinoma endometriale coinvolga la sua capacità di inibire la COX-2, frenando in tal modo l'infiammazione cronica che figura in primo piano nella malattia. Nella sua presentazione, Matsuo ha ricordato un recente studio retrospettivo di un gruppo del Montefiore Medical Center di New York, pubblicato nel 2015 su Obstetrics and Gynecology. In questo studio, l'uso concomitante di aspirina e di una statina da parte di donne affette da un cancro dell'endometrio è risultato associato a una riduzione del 75% del rischio di mortalità cancro-specifica rispetto alle donne che non assumevano nessuno dei due farmaci.

Sulla questione se l'aspirina sia utile anche per la prevenzione del carcinoma endometriale, Matsuo ha osservato che una recente metanalisi danese ha mostrato una significativa riduzione del rischio di sviluppare la neoplasia nelle utilizzatrici abituali di aspirina, specie se obese. La riduzione del rischio relativo nelle utilizzatrici obese rispetto alle non utilizzatrici è risultata del 44% negli studi caso-controllo e del 20% negli studi di coorte.

Invitato a discutere lo studio era Kala Visvanathan, professore di epidemiologia e oncologia presso la Johns Hopkins University di Baltimora. L’esperto ha ricordato che gli studi non randomizzati vanno considerati come generatori di ipotesi piuttosto che studi definitivi per la possibile presenza di fattori confondenti non riconosciuti, ma ha aggiunto che riproporre un vecchio farmaco come l'aspirina come trattamento antitumorale ha certamente un grosso appeal.

Inoltre, ha sottolineato Visvanathan, i profili di sicurezza e le interazioni farmacologiche di vecchi farmaci come l'aspirina, le statine e la metformina sono ben noti e la possibilità di utilizzare un farmaco vecchio ed economico per prevenire o trattare contemporaneamente svariate malattie comuni e gravi è una prospettiva allettante.