Ca epatocellulare, aggiunta di sorafenib alla chemioembolizzazione transarteriosa migliora gli outcome

In pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile, associare l'inibitore delle tirosin chinasi (TKI) sorafenib alla chemioembolizzazione epatica transarteriosa (TACE) ha migliorato gli outcome rispetto all'impiego della sola TACE. Questo il risultato dello studio multicentrico di fase II TACTICS, presentato di recente a San Francisco in occasione del Gastrointestinal Cancers Symposium dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO-GI).

In pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile, associare l’inibitore delle tirosin chinasi (TKI) sorafenib alla chemioembolizzazione epatica transarteriosa (TACE) ha migliorato gli outcome rispetto all'impiego della sola TACE. Questo il risultato dello studio multicentrico di fase II TACTICS, presentato di recente a San Francisco in occasione del Gastrointestinal Cancers Symposium dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO-GI).

In questo studio, randomizzato e in aperto, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) è risultata significativamente più lunga nei pazienti sottoposti ai due trattamenti rispetto a quelli trattati con la sola TACE: 25,2 mesi contro 13,5 mesi (HR 0,59; P = 0,006).

Lo studio conteneva un nuovo endpoint, il tempo alla progressione non trattabile (TTUP) e/o alla progressione verso la refrattarietà alla TACE. Anche per questo endpoint, i risultati sono stati migliori nel braccio trattato con la combinazione di sorafenib e TACE: 26,7 mesi contro 20,6 mesi (HR 0,57; P = 0,02).

I risultati "dimostrano chiaramente che la TACE in combinazione con sorafenib è un'opzione terapeutica che permette di migliorare gli outcome clinici e potrebbe rappresentare uno standard di cura nei pazienti con carcinoma epatocellulare in stadio intermedio" ha commentato l'autore principale dello studio, Masatoshi Kudo, della Kindai University di Osaka-Sayama, in Giappone.

Per lo studio TACTICS, Kudo e i colleghi hanno assegnato casualmente in rapporto 1:1 156 pazienti con carcinoma non resecabile al trattamento con la TACE, con o senza aggiunta di sorafenib.

In questo trial, ha spiegato l’autore, sorafenib è stato somministrato per un periodo più lungo rispetto agli studi precedenti in cui si è valutata la combinazione. In trial precedenti, sorafenib era stato somministrato per un periodo di tempo che andava da 17 a 21 settimane, ma l'analisi dei sottogruppi ha suggerito che un trattamento di durata più lunga poteva migliorare gli outcome clinici. Pertanto, i partecipanti allo studio TACTICS sono stati trattati con il TKI per una mediana di 38,7 settimane.

I pazienti assegnati alla combinazione sono stati trattati con sorafenib 400 mg una volta al giorno per 2 o 3 settimane prima della TACE. Durante le sedute di TACE, è stato somministrato sorafenib 800 mg una volta al giorno. Il trattamento è proseguito fino al TTUP, quando la TACE non era più possibile a causa della progressione del tumore non trattabile, al passaggio del paziente in classe C di Child-Pugh o al verificarsi dell’invasione vascolare e/o di una diffusione extraepatica.

Kudo ha aggiunto che le nuove lesioni non sono state considerate indicative di una progressione della malattia perché tali lesioni sono un aspetto della biologia naturale del carcinoma epatocellulare e non implicano il fallimento del trattamento o la necessità di passare alla linea successiva di trattamento.

Oltre a migliorare significativamente la PFS e il TTUP, l'aggiunta di sorafenib alla TACE ha anche migliorato significativamente il tempo mediano alla progressione: 24,1 mesi contro 13,5 mesi (HR 0,56; P = 0,004).

La sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta. Al momento della presentazione dei risultati, i dati relativi alla sopravvivenza globale (OS) non erano ancora maturi e Kudo ha detto che saranno presentati in uno dei prossimi congressi, quando il numero di eventi avrà raggiunto il target definito dal protocollo.

Gli eventi avversi, ha riferito l’autore, sono risultati coerenti con il profilo di sicurezza osservato negli studi precedenti sulla combinazione del TKI con la TACE.
Jordi Bruix, MD, del Barcelona Clinic Liver Cancer (BCLC) Group dell’Università di Barcellona, ha osservato che in questo studio l'aggiunta di sorafenib alla TACE adiuvante si è dimostrata sicura e che può fornire un beneficio.

“Il nuovo endpoint utilizzato nello studio, il TTUP, rappresenta un buon tentativo di introdurre qualcosa di nuovo che possa essere informativo per quanto riguarda le combinazioni e gli studi nel setting adiuvante nel campo della chemioembolizzazione" ha affermato l’esperto.

Tuttavia, Bruix ha osservato che questo nuovo endpoint deve essere validato e che sarà importante vedere quali saranno i risultati maturi di sopravvivenza. Se questi risultati mostreranno un miglioramento della sopravvivenza, ha aggiunto, allora si dovrebbe fare uno studio di conferma con un campione di grosse dimensioni in Occidente.

M. Kudo, et al. Randomized, open label, multicenter, phase II trial comparing transarterial chemoembolization (TACE) plus sorafenib with TACE alone in patients with hepatocellular carcinoma (HCC): TACTICS trial. J Clin Oncol 36, 2018 (suppl 4S; abstr 206).
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