Nei pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione esofago-gastrica avanzato sottoposti a una terapia di prima linea con il regime FOLFIRI (fluorouracile, leucovorina e irinotecan), il fallimento del trattamento si è manifestato significativamente più tardi che non nei pazienti trattati con il regime ECX (epirubicina, cisplatino e capecitabina). Il dato emerge da uno studio randomizzato di fase III di un intergruppo francese pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

L'analisi, alla quale hanno partecipato 71 centri transalpini, ha coinvolto 416 pazienti adulti (con un’età media di 61,4 anni, il 74% uomini) colpiti da un adenocarcinoma gastrico o della giunzione esofago-gastrica, localmente avanzato o metastatico, ma operabile.

I ricercatori hanno assegnato in modo casuale i pazienti al trattamento di prima linea con il regime ECX o il regime FOLFIRI, stratificandoli in base al perfromance score della WHO, alle lesioni misurabili, al centro in cui è stato fatto il trattamento, alla storia di chemioterapia adiuvante o radioterapia, alla localizzazione del tumore e al tipo patologico.

Il trattamento di prima linea è stato continuato fino alla progressione della malattia, al manifestarsi di una tossicità non tollerabile, alla richiesta di sospensione da parte del paziente o al suo decesso.

Il trattamento di seconda linea è stato somministrato dopo un periodo di almeno 3 settimane in cui i pazienti non sono stati sottoposti alla terapia ai coloro che hanno dimostrato un recupero biologico e clinico.

L’endpoint primario era il tempo trascorso prima del fallimento del trattamento, mentre gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sopravvivenza globale (OS), la tossicità e la qualità della vita.

Il follow-up è stato di 21 mesi. Nel braccio assegnato al regime FOLFIRI il tempo necessario per arrivare al fallimento del trattamento è stato significativamente maggiore rispetto a quello osservato nel gruppo assegnati al regime ECX (5,1 mesi contro 4,2 mesi; P = 0,008).

Tuttavia, non si sono osservate differenze significative tra i due gruppi di trattamento per quanto riguarda la PFS (5,3 mesi contro 5,8 mesi; P = 0,96), l’OS (9,5 mesi contro 9,7 mesi; P = 0,95) e la percentuale di risposta (39,2% contro 37,8%).

Il regime FOLFIRI è apparso, però, superiore a quello di confronto sul piano della sicurezza e tollerabilità. Infatti, i pazienti assegnati al regime ECX hanno mostrato una frequenza più alta di tossicità di grado 3-4 (84% contro 69%; P < 0,001), di eventi avversi ematologici (64,5% contro 38%) e di eventi avversi non ematologici (53,5% contro il 53%; P = 0,81).

Sulla base di questi risultati, i ricercatori scrivono nelle conclusioni che "FOLFIRI come trattamento di prima linea per il cancro gastrico o della giunzione esofago-gastrica avanzato si è dimostrato significativamente migliore rispetto a ECX in termini di tempo necessario per arrivare al fallimento del trattamento".

Inoltre, aggiunge il team transalpino, "la parità tra i due regimi sugli altri outcome - tra cui la PFS, la risposta e l’OS - indica che FOLFIRI è un regime terapeutico di prima linea accettabile in questo setting e dovrebbe essere studiato ulteriormente come regime di fondo da associare ai farmaci a bersaglio molecolare”.

R. Guimbaud et al. Prospective, Randomized, Multicenter, Phase III Study of Fluorouracil, Leucovorin, and Irinotecan Versus Epirubicin, Cisplatin, and Capecitabine in Advanced Gastric Adenocarcinoma: A French Intergroup (Fédération Francophone de Cancérologie Digestive, Fédération Nationale des Centres de Lutte Contre le Cancer, and Groupe Coopérateur Multidisciplinaire en Oncologie) Study. J Clin Oncol. 2014;doi:10.1200/JCO.2013.54.1011.
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