L’anticorpo monoclonale anti-PD-1 pembrolizumab ha dimostrato un’attività antitumorale promettente e una tossicità gestibile in pazienti con un carcinoma gastrico avanzato in uno studio presentato al Gastrointestinal Cancers Symposium, a San Francisco.

Il trial, coordinato da Kei Muro, del dipartimento di oncologia clinica dell’Aichi Cancer Center Hospital, in Giappone, puntava a valutare la relazione tra l’espressione del PD-L1 e i risultati clinici in pazienti affetti da un carcinoma gastrico avanzato trattati con pembrolizumab.

Tutti i pazienti avevano un adenocarcinoma ricorrente o metastatico allo stomaco o alla giunzione gastroesofagea. Dei 162 soggetti esaminati, 65 sono risultati PD-L1 positivi e 39 sono stati arruolati nello studio. Circa la metà (19, pari al 48,7%) provenivano dall’area dell'Asia-Pacifico.

L'età media della coorte era di 63 anni (range 33-78 anni) e la  maggior parte dei pazienti era già stata sottoposta in precedenza a una terapia antitumorale, mentre il 67% ne aveva fatte almeno due.

I partecipanti sono stati trattati con pembrolizumab 10 mg/kg ogni 2 settimane per un periodo fino a 24 mesi o fino a quando non hanno ottenuto una risposta completa, hanno mostrato una progressione della malattia o hanno manifestato una tossicità non tollerabile.

I pazienti sono stati sottoposti alla diagnostica per immagini ogni 8 settimane e l’endpoint primario dello studio era la percentuale di risposta complessiva, mentre gli endpoint secondari comprendevano la durata della risposta, la PFS e l’OS.

Il follow-up è stato di 8,8 mesi (range, 6,2-12,6 mesi) e al momento dell’ultima analisi, 13 pazienti (il 33%) erano ancora in terapia.

La percentuale di risposta complessiva valutata con una supervisione centralizzata è risultata del 22% (IC al 95% 10-39), mentre quella di risposta complessiva determinata dagli sperimentatori è stata del 33% (IC al 95% 19-50).

Il tempo mediano di risposta è stato di 8 settimane (range 7-16 settimane) e la durata mediana della risposta di 24 settimane, mentre la PFS a 6 mesi è stata del 24% e il tasso di OS a 6 mesi del 69%.

Durante lo studio si è verificato un decesso causato da un’ipossia e ritenuto legato al farmaco, mentre quattro pazienti hanno manifestato una combinazione di eventi avversi correlati al farmaco di grado dal 3 al 5, tra cui un caso di neuropatia sensoriale periferica, uno di affaticamento, uno di ipossia, uno di polmonite e uno di diminuzione dell'appetito.

"Pembrolizumab ha dimostrato una tossicità gestibile e un’attività antitumorale promettente nel carcinoma gastrico avanzato" concludono i ricercatori, aggiungendo che i risultati giustificano un’ulteriore sperimentazione di pembrolizumab nel carcinoma gastrico.