Uno studio osservazionale americano appena presentato a San Francisco in occasione del Gastrointestinal Cancer Symposium (ASCO-GI) mostra che negli Stati Unti si è avuto un calo delle percentuali di sopravvivenza dei pazienti con carcinoma gastrico avanzato (in stadio IV), coinciso con aumento dell’impiego della chemioterapia piuttosto che alla radioterapia o alla chirurgia.

L’analisi, firmata da un gruppo del Wayne Cancer Institute di Santa Monica, in California, è stata fatta sui dati del National Cancer Data Base confrontando i periodi 1994-1997 e 1998-2002 ed evidenziando che la sopravvivenza a un anno dopo la diagnosi di tumore allo stomaco in stadio IV è scesa dal 23,8% al 22,6%, mentre la sopravvivenza a 5 anni è passata dal 6% al 2,9%. Nel contempo, il ricorso alla chirurgia per asportare il tumore è sceso dal 31,2% del 2000 al 22% nel 2008 (p <0,0001), mentre l'uso della radioterapia è passato dal 20% al 18,5% (P = 0,0009) e quello della chemioterapia è invece aumentato nello stesso periodo salendo dal 45,5% del 2000 al 55,1% nel 2008 (p <0,001).

Presentando i dati, la prima autrice del lavoro Anna Maria Leung, ha osservato che le attuali linee guida del National Comprehensive Cancer Network raccomandano la chemioterapia come trattamento di prima linea per il tumore allo stomaco in stadio IV e ciò a portato a mettere in discussione il ruolo della gastrectomia palliativa in questi pazienti, ma i dati appena emersi fanno pensare che i percorsi terapeutici dovrebbero essere rivalutati.

Per questo studio, il team del Wayne Cancer Institute ha identificato nel National Cancer Data Base 29.655 pazienti ai quali era stato diagnosticato un cancro allo stomaco in stadio IV e ha analizzato le percentuali di sopravvivenza nei due periodi sopra citati.

Dal 1994 al 1997, su 12.132 pazienti, le percentuali di sopravvivenza sono state del 23,8% per il primo anno, 12,1% per il secondo, 9,1% dopo 3 anni, 7,8% dopo 4 anni, e 6% dopo 5 anni (IC al 95% 5,6-6,4; P < 0,05).
Nel periodo 1998-2002, su 17.543 pazienti, le percentuali di sopravvivenza corrispondenti sono state rispettivamente del 22,6%, 8,4%, 5%, 3,6% e 2,9% (IC al 95% 2,7-3,2; P < 0,05).

La Leung ha anche fatto notare che la resezione chirurgica a fini palliativi è possibile con una bassa mortalità operatoria e una mortalità accettabili e che quest’opzione andrebbe proposto ai pazienti con carcinoma gastrico in stadio IV che si possono ragionevolmente considerare candidati all’operazione.

Tuttavia, Richard Goldberg, dell’Ohio State University di Columbus, non è dello stesso parere e ha detto di non ritenere i dati abbastanza convincenti per offrire regolarmente l’opzione chirurgica a questi pazienti. Secondo l’oncologo, la resezione si potrebbe impiegare per esempio nei pazienti con un’ostruzione gastrica o che hanno sanguinamenti, cioè nei pazienti con una complicanza locale che non si può controllare con la chemioterapia e ancora in forma sufficientemente buona per poter beneficiare dell’intervento chirurgico. Ma ha anche ribadito che con la resezione il guadagno in sopravvivenza è poco, a fronte di un grosso disagio e di costi notevoli.

A. Leung, et al. Changing national trends and survival in stage IV gastric cancer. J Clin Oncol 2012; 30(4): Abstract 81.
leggi