L'aggiunta di trastuzumab alla terapia di prima linea standard per il carcinoma gastrico avanzato, rappresentata dal regime XELOX (capecitabina più oxaliplatino) si è rivelata altamente efficace e ben tollerata in uno studio di fase II pubblicato di recente sullo European Journal of Cancer.

I progressi nella comprensione della biologia di questo tumore hanno portato allo sviluppo di terapie mirate contro il recettore HER2.

L’anticorpo monoclonale trastuzumab è stato il primo farmaco biologico approvato per il trattamento del carcinoma gastrico avanzato. Attualmente viene usato in combinazione con una fluoropirimidina più cisplatino per il trattamento del carcinoma gastrico avanzato HER2-positi  vo.

Tuttavia, la combinazione di trastuzumab con il regime XELOX di prima linea per il carcinoma gastrico avanzato finora non era stata studiata.

Per colmare questa lacuna, un gruppo di ricercatori coreani, guidati da Yoon-Koo Kang, dell’Asan Medical Center della Ulsan University di Seoul, ha effettuato uno studio multicentrico in aperto, a singolo braccio, per valutare trastuzumab in combinazione con il regime XELOX.

L’endpoint primario del trial era la percentuale di risposta complessiva (ORR), mentre gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sopravvivenza globale (OS) e la tossicità.

In totale, i ricercatori hanno identificato 55 pazienti con un carcinoma gastrico avanzato HER-2-positivo in  sette ospedali coreani tra l’agosto 2011 e il febbraio 2013. L'età media dei pazienti era di 57 anni (range 29-74).

Il trattamento è stato somministrato in cicli di 3 settimane. I partecipanti sono stati trattati con trastuzumab per via endovenosa alla dose di 8 mg/m2 il giorno 1 del primo ciclo, dose poi ridotta a 6 mg/m2 il giorno 1 di ogni ciclo successivo. Inoltre, sono stati trattati con capecitabina orale 1000 mg/m2 due volte al giorno nei giorni da 1 a 14 e con oxaliplatino 130 mg/m2 endovena il primo giorno di ogni ciclo (quindi ogni 3 settimane).

Il follow-up mediano è stato di 13,8 mesi (range 6,1-23,9 mesi).

L'ORR confermata è stata del 67% (IC al 95% 54-80), con una percentuale di risposte complete pari al 4% e una percentuale di risposte parziali del 64%. La percentuale di controllo della malattia (data dalla somma della percentuale di risposte complete, la percentuale di risposte parziali e quella di stabilizzazioni della malattia) è stata dell’89% (IC al 95% 78-95).

La PFS mediana è risultata di 9,8 mesi (IC al 95% 7-12,6) e la PFS a 6 mesi è risultata del 69%, mentre l’OS mediana è stata di 21 mesi (IC al 95% 6,4-35,7) e l’OS a un anno del 63%.

L’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o 4 è stata del 62% e i più frequenti sono stati neutropenia (18%), anemia (11%) e neuropatia periferica (11%). Inoltre, c’è stato un decesso correlato al trattamento causato da diarrea grave e sepsi complicata.

"Il nostro studio dimostra che la combinazione di trastuzumab e XELOX ha un profilo di tossicità favorevole e un’efficacia promettente nei pazienti con un cancro allo stomaco HER2-positivo metastatico o non resecabile" scrivono i ricercatori.

"Anche se non è stato uno studio randomizzato, i nostri risultati forniscono un background  per un’ulteriore validazione di XELOX come chemioterapia di prima linea di fondo in combinazione con trastuzumab" concludono Kang e i colleghi

M.H. Ryu, et al. Multicenter phase II study of trastuzumab in combination with capecitabine and oxaliplatin for advanced gastric cancer. Eur J Cancer. 2015 ;doi:10.1016/j.ejca.2014.12.015.
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