Ca gastrico, nuovo test per identificare i possibili beneficiari della chemioterapia

Un nuovo test predittivo messo a punto da ricercatori sudcoreani potrebbe aiutare a identificare i pazienti con carcinoma gastrico resecabile in stadio II-III che potrebbero beneficiare della chemioterapia adiuvante dopo una gastrectomia D2. I risultati della ricerca sono appena stati pubblicati su The Lancet Oncology.

Un nuovo test predittivo messo a punto da ricercatori sudcoreani potrebbe aiutare a identificare i pazienti con carcinoma gastrico resecabile in stadio II-III che potrebbero beneficiare della chemioterapia adiuvante dopo una gastrectomia D2. I risultati della ricerca sono appena stati pubblicati su The Lancet Oncology.

Per questo studio retrospettivo, i ricercatori hanno identificato quattro geni classificatori rilevanti per le caratteristiche del carcinoma gastrico (GZMB, WARS, SFRP4 e CDX1) che sono stati riuniti in un unico saggio di classificazione del singolo paziente basato sulla RT-PCR.Il test è stato sviluppato e testato in una coorte interna di 307 pazienti trattati presso lo Yonsei Cancer Center (di cui 193 erano stati sottoposti all’intervento chirurgico seguito dalla chemioterapia e 114 solo all’intervento).

Con il modello messo a punto dai ricercatori l'8% dei pazienti è stato classificato come a basso rischio, il 37% come a rischio intermedio e il 55% a rischio elevato; Il 47% dei pazienti è stato raggruppato in una coorte in cui si prevedeva che la chemioterapia avrebbe offerto un beneficio e il 53% in una coorte nella quale, al contrario, non si prevedeva che la chemio offrisse alcun beneficio.

Dopo un follow up mediano di 59 mesi, la sopravvivenza globale (OS) a 5 anni è risultata dell’83,3% nel gruppo a basso rischio, del 71,8% in quello a rischio intermedio e del 58,2% in quello a basso rischio.

L’analisi multivariata ha evidenziato un miglioramento dell’OS tra i pazienti trattati con la chemioterapia della coorte in cui si era previsto un beneficio della chemio chemioterapia rispetto a quelli della coorte in cui non era previsto un beneficio del trattamento.

Per convalidare questi risultati, i ricercatori hanno applicato il modello a una coorte esterna di 625 pazienti, nella quale, applicando il modello, il 13% dei pazienti è stato classificato come a basso rischio, il 47% come a rischio intermedio e il 40% come ad alto rischio.

Dopo un follow-up mediano di 61 mesi, l’OS a 5 anni è risultata rispettivamente dell'83,2%, 74,8% e 66,0%.
Il 45% di questi pazienti è stato quindi assegnato a un gruppo nel quale, sulla base del modello, era atteso un beneficio della chemioterapia e il 55% a un gruppo nel quale non ci si attendeva alcun beneficio.

Nel primo gruppo, l’OS a 5 anni è risultata dell'80% tra i pazienti sottoposti a chemioterapia adiuvante dopo la chirurgia contro 64,5% tra i pazienti sottoposti al solo intervento chirurgico (HR univariato 0,47; P = 0,0015; HR multivariato 0,46; P = 0,0012).

Nel secondo gruppo, quello in cui non si prevedeva un beneficio della chemio, non si è osservato nessun miglioramento dell’OS nei pazienti trattati anche con la chemioterapia adiuvante rispetto a quelli che avevano fatto solo l’intervento (P = 0,71).

Gli autori concludono, pertanto, che "i classificatori validati in questo studio forniscono informazioni prognostiche clinicamente importanti indipendenti dai metodi di stratificazione del rischio e hanno previsto la risposta alla chemioterapia dopo la chirurgia in due coorti indipendenti di pazienti con carcinoma gastrico in stadio II-III resecabile”.

Inoltre, aggiungono i ricercatori, questi classificatori “potrebbero essere complementari al sistema di stadiazione TMN per ottimizzare il processo decisionale nei pazienti con cancro gastrico resecabile idonei alla chemioterapia adiuvante dopo l'intervento chirurgico”.
Tuttavia, sottolineano, è necessaria un’ulteriore validazione di questi risultati in studi prospettici.

J.H. Cheong, et al. Predictive test for chemotherapy response in resectable gastric cancer: a multi-cohort, retrospective analysis. Lancet Oncol. 2018; doi: https://doi.org/10.1016/S1470-2045(18)30108-6