Quanto a lungo possono durare gli effetti avversi della chemio? Parecchio: anche fino a 4 anni nel caso dei  trattamenti per i tumori del tratto gastrointestinale superiore (esofago o stomaco), stando ai risultati di uno studio osservazionale dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia, presentato in occasione del Gastrointestinal Cancer Symposium (ASCO-GI) che ha appena chiuso i battenti a San Francisco.

La ricerca mostra che pazienti trattati con successo per un tumore all’esofago o allo stomaco e sopravvissuti al cancro riferiscono ancora complicanze a lungo termine – tra cui difficoltà di deglutizione, secchezza delle fauci e variazioni del gusto - dopo quasi 4 anni dalla diagnosi.

Per questo studio, gli autori hanno esaminato i dati riferiti dai pazienti utilizzando in modo volontario uno strumento pubblico, gratuito e disponibile online sul sito www.livestrongcareplan oppure sul sito OncoLink, creato per mettere a punto piani di cura per coloro che sono sopravvissuti a un cancro. Lo strumento permette a questi soggetti di inserire dati sulla diagnosi, le caratteristiche demografiche, i trattamenti ricevuti e fornisce linee guida personalizzate per le cure future. Tra i campi da riempire, ce n’è anche uno sugli effetti tardivi delle terapie e uno in cui si chiede di indicare il punteggio della tossicità secondo i criteri della World Health Organization.

I pazienti con tumore allo stomaco o all’esofago che hanno risposto alle domande sugli effetti tardivi del trattamento sono stati 66, con un’età media alla diagnosi di 55 anni (range 19–74), un’età media attuale di 59 anni (range 19–77) e una diagnosi risalente in media a 3,8 anni prima.

L'80% era stato operato per un cancro all’esofago e il 20% era stato trattati per un carcinoma gastrico. La maggior parte ha riferito di essere stato sottoposto a una terapia multimodale: l’88% all’intervento chirurgico, l’80% alla chemioterapia e il 48% alla radioterapia.

La totalità di questi pazienti ha riferito di avere difficoltà di deglutizione e il 60% ha dichiarato di avere ancora la bocca secca o alterazioni del gusto fino a 3,8 anni dopo la diagnosi. Tra gli altre problematiche riferite sono emersi anche variazioni cognitivi (42%), problemi ai denti (40%) e tinnito (36%). Inoltre, circa il 35% dei ha segnalato tra gli effetti avversi a lungo termine malattie cardiovascolari (ipertensione 21%, iperlipidemia 13% e angina 3%) e circa il 24% neuropatia periferica.

Martin Palmeri, della East Tennessee State University di Johnson City ha commentato i risultati della ricerca dicendo che gli effetti avversi tardivi segnalati dai pazienti sono simili a quelli osservati nella pratica clinica di tutti i giorni. Lo specialista ha sottolineato che per effetti collaterali come la neuropatia periferica, l’intensità del problema svanisce con il tempo: inoltre, ha aggiunto che i pazienti sono in genere stressati dagli effetti collaterali della terapia per un tempo variabile tra i 6 e i 18 mesi post- trattamento, ma che, alla lunga, per loro pesa ovviamente di più il fatto che la terapia gli abbia permesso di sopravvivere.

Cionondimeno, scrivono gli autori del lavoro nelle loro conclusioni, i dati della loro ricerca potrebbero avere un impatto significativo sui prossimi studi sulla qualità della vita, così come sul counseling da fornire ai pazienti e sulle cure da proporre a coloro che sopravvivono al tumore.

J. Metz, et al. Patient-reported toxicities and comorbidities after treatment for cancers of the upper gastrointestinal tract. J Clin Oncol 30, 2012 (suppl 4; abstr 148)
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