Il chemo brain (letteralmente, dall’inglese, “cervello chimico”) consiste in una serie di deficit neurologici non gravi che riguardano soprattutto la sfera dell’attenzione e della memoria e che colpirebbero una percentuale minoritaria di malati di varie neoplasie, tra le quali i tumori mammari. Secondo alcuni studi questo fenomeno potrebbe essere un effetto collaterale delle chemioterapia, che può verificarsi anche a distanza di molti anni dal trattamento.

Un nuovo studio presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium mostra che il chemo brain è un fenomeno reale che, però, inizia molto prima che le pazienti con carcinoma della mammella si sottopongano al trattamento chemioterapico.

Secondo gli esperti il fenomeno sarebbe collegato allo stress e alla fatigue, ovvero quel senso di stanchezza e spossatezza che caratterizza i pazienti oncologici, associati alla diagnosi di tumore e potrebbe essere alleviato da interventi atti a ridurre queste condizioni.
Per arrivare a queste conclusioni gli esperti hanno arruolato 65 donne con tumore della mammella di stadio da 0 a IIIa e 32 donne sane della stessa età. Delle  pazienti con tumore, 28 sono state assegnate a ricevere la chemioterapia adiuvante e 37 la radioterapia.

Le partecipanti sono state sottoposte a test di valutazione della memoria durante la risonanza magnetica. Le pazienti assegnate alla chemioterapia sono state sottoposte ai test dopo la chirurgia, un mese prima e un mese dopo il trattamento. Le partecipanti assegnate alla radioterapia sono state sottoposte ai test dopo la chirurgia, un mese prima del trattamento e cinque mesi dopo la terapia, che corrispondevano, più o meno, alla fine del trattamento chemioterapico a cui erano sottoposte le altre pazienti. Le donne sane sono state sottoposte ai test prima della mammografia e dopo 5 mesi dall’esame diagnostico. Oltre ai test della memoria, le partecipanti hanno riportato il loro grado di fatigue

Le pazienti sottoposte a chemioterapia hanno riportato un maggior grado di fatigue e hanno ottenuto risultati inferiori nei test di valutazione della memoria rispetto alle pazienti sottoposte alla radioterapia o alle donne sane, in tutte le visite. Le donne sane hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelle sottoposte a radioterapia. Inoltre, dopo il trattamento, sia le donne sottoposte a chemioterapia che a radioterapia hanno riportato un minor grado di fatigue che era correlato a risultati migliori nei test della memoria rispetto alla prima visita.

Questi risultati mostrano che livelli elevati di fatigue erano correlati a punteggi inferiori nei test di valutazione della memoria, dimostrando la non correlazione tra la chemioterapia e il chemo brain.

Cimprich B, at al "Neurocognitive impact in adjuvant chemotherapy for breast cancer linked to fatigue: a prospective functional MRI study" SABCS 2012; Abstract S6-3.