La presenza di mutazioni nel gene PIK3CA riduce di circa la metà la probabilità di ottenere una risposta patologica completa alla terapia neoadiuvante nelle donne con tumore alla mammella HER2-positivo. E’ quanto emerso da due studi presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium.

La fosfoinositide 3-chinasi o PI3K sono una famiglia di enzimi coinvolti in complessi meccanismi cellulari come la crescita cellulare, la proliferazione, la differenziazione, la motilità e la sopravvivenza intracellulare; meccanismi questi coinvolti, anche, nello sviluppo del cancro. PIK3CA è il gene della subunità
catalitica alfa di PI3K.

Gli esperti hanno esaminato se la mutazione PIK3CA, che è presente nel 20-40% dei tumori alla mammella, avesse effetti sulla risposta alla terapia neoadiuvante in pazienti con tumore al seno HER2 positivo.

A tale scopo sono stati condotti due studi: GBG 44 (GeparQuinto) che ha comparato lapatinib e trastuzumab in combinazione con la chemioterapia neoadiuvante tradizionale in pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo di nuova diagnosi e GBG 66 (GeparSixto) che ha valutato la chemioterapia neoadiuvante con o senza carboplatino. In questo studio le pazienti con tumori HER2-positivi hanno ricevuto lapatinib e trastuzumab e le pazienti con carcinoma della mammella triplo-negativo sono stati trattate con trastuzumab.

L’endpoint principale di entrambi gli studi era la risposta patologica completa. Gli esperti hanno analizzato lo status della mutazione PIK3CA in 225 pazienti dello studio GeparQuinto e in 512 partecipanti dello studio GeparQuinto.

Complessivamente, il 20,8% delle partecipanti in entrambi gli studi aveva una o più mutazioni in PIK3CA.

In GeparQuinto, il tasso di risposte patologiche complete era pari al 17,9% nelle pazienti con mutazioni in PIK3CA e al 26,4% nelle pazienti con PIK3CA wild-type. Tra le pazienti trattate con trastuzumab, il tasso di risposte patologiche complete era pari al 33,3% nelle donne che non presentavano mutazioni e al 18,2% nelle donne che presentavano mutazioni. Nelle donne trattate con lapatinib, il tasso di risposte patologiche complete era pari al 17,6% nelle pazienti con mutazioni e al 18,6% nelle pazienti senza mutazioni in PIK3CA. Nessuna delle differenze ha raggiunto la significatività statistica.

In GeparSixto il tasso di risposte patologiche complete era pari al 22,4% nelle pazienti con mutazioni in PIK3CA e al 41,6% nelle donne senza mutazioni (P=0,003). Tra tutte le donne con tumori HER2-positivi, il tasso di risposte patologiche complete era pari al 17,0% nelle donne con mutazioni e al 37,1% nei nelle donne senza mutazioni in PIK3CA (P=0,009). Nelle donne con tumore al seno triplo negativo non sono state osservate differenze significative con o senza la mutazione (35% con mutazione e 45% senza mutazione, P=0,385).

Un'analisi multivariata dello GeparSixto ha mostrato che il tumore positivo ai recettori ormonali (OR 0,44, P=0.006 ) e le mutazioni in PIK3CA (OR 0,29, P=0,007 ) erano predittori negativi della risposta patologica completa.

Loibl S, et al "PIK3CA mutation predicts resistance to anti-HER2/chemotherapy in primary HER2-positive/hormone receptor-positive breast cancer" SABCS 2013; Abstract S4-06.