Ca mammario HR+: nelle donne giovani ad alto rischio, con exemestane più soppressione ovarica minor rischio di recidive a distanza. #ASCO2018

Nelle donne in premenopausa con un carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali (HR+) ed HER2-negativo (HER2-), ad alto rischio di recidiva, che sono trattate con un inibitore dell'aromatasi associato alla soppressione della funzione ovarica si può ottenere un miglioramento del 10-15% della percentuale di libertà da recidiva a distanza a 8 anni.

Nelle donne in premenopausa con un carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali (HR+) ed HER2-negativo (HER2-), ad alto rischio di recidiva, che sono trattate con un inibitore dell'aromatasi associato alla soppressione della funzione ovarica si può ottenere un miglioramento del 10-15% della percentuale di libertà da recidiva a distanza a 8 anni.

A dimostrarlo è una nuova analisi degli studi TEXT e SOFT dell’International Breast Cancer Study Group (IBCSG), presentata a Chicago al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) e pubblicata in contemporanea sul New England Journal of Medicine.

Il beneficio si è osservato nelle donne trattate con l’inibitore dell'aromatasi exemestane in combinazione con la soppressione della funzione ovarica (ottenuta chimicamente o chirurgicamente) rispetto alle donne trattate con tamoxifene più la soppressione della funzione ovarica o con il solo tamoxifene.

Tuttavia, la frequenza degli effetti collaterali è risultata più alta nei due gruppi sottoposti alla soppressione ovarica rispetto a quello trattato solo con tamoxifene.
Le donne classificate a basso rischio di recidiva sulla base di caratteristiche cliniche e patologiche, invece, hanno ottenuto un miglioramento minimo del rischio di recidiva a distanza quando trattate con l'inibitore dell'aromatasi più la soppressione della funzione ovarica invece del tamoxifene.

Nelle donne a rischio intermedio trattate con exemestane più la soppressione ovarica, infine, i ricercatori dell’IBCSG hanno stimato un aumento del 4-5% della liberta da recidiva a distanza a 8 anni rispetto alle donne che avevano assunto solo il tamoxifene.

Terapia adiuvante sempre più personalizzabile
Questi nuovi dati aiuteranno i medici a personalizzare ulteriormente la terapia endocrina adiuvante per le donne in premenopausa con un cancro al seno positivo ai recettori ormonali, sulla base del rischio di recidiva, ma anche di altri fattori.

Prima della pubblicazione di questi studi, tamoxifene era considerato il trattamento precauzionale standard per ridurre il rischio di recidiva nelle donne in premenopausa con malattia ormonosensibile. Gli studi SOFT e TEXT sono stati disegnati per verificare se l’introduzione della soppressione ovarica sia in grado di ridurre il rischio di recidiva nelle donne giovani trattate con tamoxifene e se i risultati migliorino ulteriormente combinando exemestane con la soppressione ovarica.

Analisi precedenti hanno evidenziato percentuali di recidiva a 5 anni significativamente più basse fra le donne trattate con exemestane più la soppressione ovarica che non tra quelle trattate con tamoxifene più la soppressione ovarica. Inoltre, l’aggiunta di tamoxifene alla soppressione ovarica non si è tradotta in percentuali di recidiva più basse rispetto a quelle ottenute con il solo tamoxifene.

“L'analisi dei nuovi dati degli studi TEXT e SOFT potrà aiutare le donne e i loro medici a decidere se valga la pena affrontare i sintomi e i potenziali effetti collaterali a lungo termine degli inibitori dell'aromatasi e della soppressione della funzione ovarica alla luce dei possibili benefici in termini di outcome” ha detto Meredith Regan, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, presentando i risultati.
Gli studi SOFT (Suppression of Ovarian Function Trial) e TEXT (Tamoxifen ed Exemestane Trial) sono trial randomizzati di fase 3 hanno coinvolto quasi 6000 donne (2672 nel SOFT e 3066 nel TEXT) in premenopausa, con un carcinoma mammario operato e con recettori ormonali positivi, assegnate casualmente al trattamento con uno dei tre diversi tipi di terapia endocrina adiuvante per 5 anni.

Soppesare vantaggi e svantaggi in base al rischio
Le partecipanti sono state seguite in media da 8 a 9 anni e "le analisi mostrano che queste terapie riducono le recidive" ha detto Regan, "ma la domanda ora è: ne vale la pena in termini di effetti collaterali e sintomi menopausali per ogni singola donna?".

Nella nuova analisi, fra le donne con tumori al seno ad alto rischio – per esempio quelle più giovani con diversi linfonodi positivi, tumori di grandi dimensioni, un tumore di alto grado - trattate solo con tamoxifene, circa una su tre ha avuto una recidiva a distanza di 8 anni. Nel gruppo ad alto rischio trattato con exemestane più la soppressione della funzione ovarica si è osservato un aumento del 10-15% delle pazienti libere da recidiva a distanza a 8 anni. "È un aumento notevole e le donne in quella situazione potrebbero decidere che ne vale la pena" ha sottolineato l’autrice.

All'altro estremo dello spettro di rischio, nelle donne considerate a basso rischio la percentuale di coloro che dopo 8 anni non presentavano recidive a distanza è risultata del 96-97%, indipendentemente dalla terapia endocrina effettuata, ha osservato la Regan.

"Poi c’è il sottogruppo in posizione intermedia in termini di rischio, nel quale il miglioramento della libertà da recidiva a distanza è risultato del 4-5%, ed è qui che il processo decisionale diventa più che una sfida e può dipendere dalle preferenze e dalla tolleranza del trattamento della singola paziente" ha concluso l’oncologa.

“Questi risultati sono molto importanti per le donne e i medici, per decidere quale trattamento effettuare considerando i vantaggi e gli svantaggi delle terapie ormonali” ha commentato un altro autore dell’analisi, Marco Colleoni, Co-chair dell’IBCSG e Direttore della Divisione di Senologia Medica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

“Ora abbiamo a disposizione tre tipi diversi di terapie ormonali adiuvanti, che ci consentiranno di personalizzare il trattamento a seconda del rischio di recidiva, dell’età, dei potenziali effetti collaterali, delle comorbilità e delle preferenze delle donne in premenopausa” ha aggiunto lo specialista.

“Mentre la soppressione ovarica in combinazione con tamoxifene o exemestane andrebbe considerata nelle donne più giovani che presentano qualche fattore di rischio, tamoxifene da solo rimane un’eccellente opzione terapeutica nelle donne a rischio più basso, specie se presentano potenziali controindicazioni alla soppressione ovarica o al trattamento con l’inibitore dell’aromatasi”.

M.M. Regan, et al. Absolute improvements in freedom from distant recurrence with adjuvant endocrine therapies for premenopausal women with hormone receptor-positive (HR+) HER2-negative breast cancer (BC): Results from TEXT and SOFT. J Clin Oncol 36, 2018 (suppl; abstr 503)
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P.A. Francis, et al. Tailoring Adjuvant Endocrine Therapy for Premenopausal Breast Cancer. New Engl J Med. 2018; doi:10.1056/NEJMoa1803164
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