Nelle donne colpite da un cancro al seno, fare la radioterapia dopo un intervento di chirurgia conservativa (BCT) dimezza le percentuali di recidiva nei 10 anni successivi e nei 15 anni successivi riduce di un sesto la mortalità dovuta al tumore. Lo rivela una metanalisi di ben 17 studi randomizzati che hanno coinvolto in totale 10.801 donne con carcinoma mammario, seguite in media per 10 anni, e hanno valutato il ruolo della terapia radiante dopo BCT. Lo studio, il più ampio mai condotto finora su questo tema, è firmato dal gruppo cooperativo EBCTCG (Collaborative Group Early Breast Cancer Trialists) ed è appena stato pubblicato online su The Lancet.

La riduzione delle recidive si vede chiaramente già dal primo anno dopo la radioterapia e perdura per tutto il decennio successivo. In particolare, a 10 anni dalla diagnosi di cancro al seno le donne che hanno avuto una recidiva sono state il 35% tra quelle che non avevano fatto la radioterapia contro solo il 19% tra quelle che invece erano state sottoposte alla terapia radiante.

L'effetto della radioterapia sulla mortalità legata al cancro al seno richiede più tempo per manifestarsi rispetto a quello sulle recidive, ma la metanalisi ha permesso di evidenziare che a 15 anni dalla diagnosi, la mortalità è stata del 25% tra le pazienti non sottoposte alla radioterapia contro il 21% tra quelle trattate invece con le radiazioni.

Inoltre, fatto importante, non si è osservato un effetto avverso sostanziale della radioterapia sul rischio di mortalità a 15 anni dovuta a qualunque altra causa diversa dal cancro al seno tanto che, tra le donne che hanno fatto la radioterapia, si è osservata una riduzione di tale rischio più o meno della stessa entità rispetto a quella evidenziata per la mortalità dovuta al cancro al seno.

I risultati complessivi di questi studi, scrivono gli autori nelle conclusioni, dimostrano che la radioterapia dopo chirurgia conservativa, non solo riduce in modo sostanziale il rischio di recidiva, ma riduce moderatamente anche il rischio di mortalità legata al cancro al seno, a suggerire che l'uccisione con la radioterapia di focolai tumorali microscopici presenti nel seno conservato riduce la possibilità sia di recidive locali sia di metastasi a distanza.

“Lo screening, la chirurgia, l’istopatologia, la radioterapia e la terapia sistemica sono cambiate in modo sostanziale da quando queste donne sono state arruolate nei trial, per cui la riduzione assoluta delle recidive nelle future pazienti potrebbe risultare notevolmente diversa rispetto a quella registrata in questi studi” si legge nel lavoro. “Tuttavia, il fatto che la radioterapia dopo BCT abbia permesso di dimezzare il tasso di recidiva in un’ampia gamma di pazienti con un rischio assoluto molto diverso suggerisce che questo stesso risultato si potrebbe ottenere anche in futuro nelle donne sottoposte a BCT".

Nell’editoriale che accompagna lo studio, Thomas A. Buchholz, a capo della divisione di radioterapia oncologica dell’M.D Anderson Cancer Center, Houston, Texas, commenta così: "i dati relativi a molte migliaia di pazienti considerati dai ricercatori dell’EBCTCG continuano a fornirci spunti di importanza cruciale. I dati appena pubblicati rafforzano l'importanza della radioterapia nella gestione del tumore al seno, e il fatto che i benefici della radioterapia siano complementari a ai progressi compiuti nella chirurgia e nel trattamento sistemico è particolarmente gratificante. I benefici incrementali di ogni componente del trattamento contribuiscono al continuo successo nella riduzione dei tassi di mortalità dovuta al cancro al seno”.

Early Breast Cancer Trialists' Collaborative Group (EBCTCG). Effect of radiotherapy after breast-conserving surgery on 10-year recurrence and 15-year breast cancer death: meta-analysis of individual patient data for 10 801 women in 17 randomised trials. The Lancet, Early Online Publication, 20 October 2011. Doi:10.1016/S0140-6736(11)61629-2
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