Un doppio blocco dell’HER2 con trastuzumab e lapatinib prolunga la sopravvivenza globale (OS) nelle donne con carcinoma mammario metastatico pesantemente HER2-positivo pretrattate. È questa la conclusione definitiva dello studio di fase III EGF104900, i cui risultati finali sono stati pubblicati ieri online sul Journal of Clinical Oncology.

Nel 2010 sono stati pubblicati i dati preliminari dello stesso studio che hanno mostrato come la combinazione trastuzumab-lapatinib migliori in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e il beneficio clinico rispetto al lapatinib da solo. Sul fronte dell’OS, i dati allora disponibili, ancora immaturi, avevano già evidenziato una tendenza al miglioramento con la terapia combinata.

L’analisi finale di efficacia, condotta su 291 pazienti, ha confermato la superiorità della combinazione rispetto alla monoterapia e il risultato di OS si è trasformato da una semplice tendenza a un vantaggio statisticamente significativo. Infatti, la PFS mediana è risultata significativamente superiore con la terapia combinata che con il solo lapatinib (11,1 settimane contro 8,1; P = 0,011), così come l’OS mediana (14 mesi contro 9,5; P = 0.026). Il tasso assoluto di sopravvivenza globale raggiunto con la combinazione è stata del 10% in più a 6 mesi e il 15% in più a 12 mesi rispetto alla ionoterapia con lapatinib.

I fattori in grado di influenzare in modo significativo la sopravvivenza globale sono risultati l’Eastern Cooperative Oncology Group performance status, la sede della malattia, il numero di siti metastatici e tempo passato tra la diagnosi iniziale e la randomizzazione.
Poco più della metà dei pazienti assegnati al braccio solo lapatinib (77 su148) sono passati alla terapia di combinazione. L’esclusione di questi pazienti da un'analisi esplorativa pianificata all’origine ha portato a un lieve miglioramento relativo dell’OS mediana.
Nelle analisi sui sottogruppi, la terapia di combinazione ha mostrato di conferire un vantaggio significativo di sopravvivenza nelle pazienti con tumori HER2-positivi, ma negativi al recettore degli estrogeni (ER), e non in quelle con tumori positivi sia all’HER2 sia all’ER.
Inoltre, le donne trattate in precedenza con non più di tre regimi a base di trastuzumab hanno mostrato un beneficio in termini di OS maggiore rispetto a quelle trattate con quattro o più regimi

La sopravvivenza mediana dopo la progressione non differivano in modo significativo nel gruppo di combinazione vs lapatinib (10,7 vs 6,4 mesi, p = 0,106).

L’incidenza degli eventi avversi è risultata in linea con quella già riportata e simile nei due gruppi di trattamento (94% con la terapia combinata contro 90% con la monoterapia). La maggior parte degli eventi avversi con un’incidenza di almeno il 10% sono stati solo di grado 1 o 2, ma la percentuale di eventi avversi gravi è risultata superiore nel gruppo trattato con la combinazione (26% contro 16%).

In sintesi, dicono gli autori, "questi dati confermano l'ipotesi che la combinazione di agenti anti-HER2 permetta di ottimizzarne l’impiego".
Un’ulteriore conferma potrebbe arrivare anche dallo studio ALTTO, attualmente in corso, che sta confrontando la somministrazione sequenziale di trastuzumab seguito da lapatinib con quella di lapatinib o trastuzumab in monoterapia e quella della combinazione lapatinib più trastuzumab.

K-L. Blackwell, et al. Overall Survival Benefit With Lapatinib in Combination With Trastuzumab for Patients With Human Epidermal Growth Factor Receptor 2–Positive Metastatic Breast Cancer: Final Results From the EGF104900 Study. J Clin Oncol. 2012; doi: 10.1200/JCO.2011.35.6725.
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